Voghera Fotografia 2025 fa del Castello Visconteo un laboratorio di fotografia narrativa: non l’“effetto wow” di immagini manipolate, ma la costruzione rigorosa di storie che partono dall’osservazione del reale. È l’asse del concept “Fotoreportage – Raccontare Mondi”, che rivendica la centralità del racconto documentario in un’epoca di intelligenze artificiali e fotoritocco aggressivo. Dal 13 al 28 settembre, nella sesta edizione del festival, questo principio diventa percorso espositivo.
Sette mostre, circa 210 immagini, un’unica regia curatoriale affidata a Michele Dalla Palma e una direzione artistica firmata da Arnaldo Calanca (Spazio 53). È il cuore del programma ufficiale, che riporta l’intera macchina del festival negli ambienti del Castello.

Francesco Cito — Maramureș, ultima fermata
Il Maramureș come sospensione del tempo: Cito entra in una Romania di confine – incuneata nell’Ucraina – durante la Pasqua ortodossa, quando liturgia, riti arcaici “cristianizzati” e appartenenza comunitaria si intrecciano. La serie racconta una spiritualità concreta, fatta di gesti, sguardi, abiti, nel momento più alto dell’anno liturgico.

Isabella Balena — La soglia
La macchina fotografica come linea di confine: scegliere cosa includere e cosa escludere diventa un atto politico ed etico. Balena ragiona su povertà, guerre, diritti negati, abusi sull’ambiente e sugli animali. Una riflessione visiva che spinge il visitatore a interrogarsi sulla responsabilità dello sguardo.

Massimo Sestini — A tutto tondo. Il tour mondiale di Nave Vespucci
Due anni al seguito della “Signora dei Mari”, dal passaggio a Capo Horn fino alle isole Phi Phi. Sestini compone un atlante di vedute insolite – dal cielo, da sott’acqua, dall’interno – e scava nelle intimità della vita a bordo della nave-scuola della Marina Militare. Un reportage che mette in scena tecnica estrema e delicatezza quotidiana.

Barbara Zanon — Affidavit
Che cosa significa “verità” nel tempo dell’AI? Zanon costruisce falsi reportage plausibili generati con strumenti di intelligenza artificiale per ribaltare la fiducia (talvolta ingenua) nelle immagini dell’informazione. L’esposizione è pensata come un avvertimento: la verosimiglianza non basta, serve metodo e verifica.

Cesare Gerolimetto — Venezia di carta
Oltre la cartolina e le rotte del turismo di massa, Gerolimetto mostra la città-sogno nelle sue fibre più sottili: dettagli, trame, vuoti e pieni che rivelano una Venezia “nascosta” ai flussi. La sua lunga esperienza di viaggiatore e reporter si piega qui al passo lento del quotidiano lagunare.

Roberto Cifarelli — Around the Jazz
Lontano dal mito del solo sul palco: il jazz secondo Cifarelli vive prima e dopo l’applauso, nelle attese, nei controluce, nei volti che cercano la nota. Un viaggio intimo nelle geometrie della luce scenica e nel respiro dei musicisti.

Paolo Petrignani — Dal centro della Terra alla cima del mondo
Esplorazioni verticali: dalle profondità delle grotte e dei fiumi sotterranei alle grandi catene (dal Karakorum al Polo), Petrignani riporta immagini nate in condizioni estreme. Alcuni scatti hanno firmato copertine e servizi per National Geographic: qui diventano una mappa dell’avventura come prova di realtà, senza bisogno di “barare”.
Le mostre sono ospitate al Piano Nobile del Castello Visconteo e sono visitabili gratuitamente nei tre weekend del festival (13–14, 20–21, 27–28 settembre), ore 9.30–12.30 e 15.00–19. Possibili anche visite su appuntamento per gruppi e scuole dal mercoledì al venerdì. Inaugurazione sabato 13 settembre alle 11.00.
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