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Politica

Ucraina: assassinato Andriy Parubiy, fondatore di Svoboda e leader dell’Euromaidan

Parubiy era stato fondatore del partito di destra Svoboda e poi leader delle milizie di autodifesa del Maidan. Gli hanno sparato a L'viv.
ucraina

Omicidio eccellente a L’viv (Ucraina): in una sparatoria per strada è stato ucciso Andriy Parubiy, 54 anni, uno dei volti più noti della politica ucraina, animatore di numerosi movimenti e partiti dell’estrema destra. Il killer, travestito da fattorino, ha esploso otto colpi di pistola prima di allontanarsi su un monopattino elettrico. Nel 1991, l’anno dell’indipendenza ucraina, Parubiy (insieme con Oleh Tjahnybok, altro estremista di destra, anche lui originario di L’viv) aveva fondato il Partito social-nazionale d’Ucraina, di stampo neonazista, che in seguito si era trasformato nel partito Svoboda. Leader di diverse organizzazioni paramilitari ispirate al nazionalismo più acceso, Parubiy si era infine avvicinato prima al blocco Ucraina nostra creato per sostenere la campagna presidenziale di Viktor Jushenko, poi al partito Patria di Julija Tymoshenko, due esperienze che lo portarono in Parlamento.

Ma l’apice della carriera politica di Parubiy venne con l’Euromaidan del 2013-2014, che lui visse da comandante delle “forze di autodifesa del Maidan”. Dopo la cacciata del presidente Viktor Janukovich, Parubiy fece parte del gruppo di politici che, usciti dalle file della destra radicale, ottennero incarichi importanti proprio per il contributo che i gruppi più oltranzisti avevano dato nel far fallire la soluzione “riformista” (ritorno alla precedente Costituzione, elezioni presidenziali anticipate, governo provvisorio per indire nuove elezioni politiche e così via) che era stata concordata tra la leadership della proteste e Janukovich e ottenere invece un radicale cambio di regime. Così Parubiy divenne prima segretario del Consiglio di sicurezza (2014) e poi presidente del Parlamento (2016-2019), mentre altri personaggi usciti dalle file dei partiti di destra diventavano ministri o procuratori generali.

La peregrinazione e politica di Parubiy, comunque non era finita. Nel 2014 entra nel Fronte Popolare, il partito fondato da Oleksandr Turchynov (ex capo dei servizi segreti, poi presidente ad interim della Repubblica) e Arseniy Jatsenyuk (primo ministro). È in quella veste che Parubiy diventa presidente del Parlamento, anche se il successo del partito svanisce poco dopo per l’insoddisfazione degli elettori nei confronti delle politiche di Yatsenjuk. Poi l’onda di Volodymyr Zelensky e nel 2019 Parubiy, che nel frattempo è passato a Solidarietà Europea di Petro Poroshenko, deve cedere la carica di presidente del Parlamento, per adattarsi a una più anonima vita da semplice parlamentare.

E oggi la fine drammatica in una strada di L’viv, mentre la stampa più tipica del mainstream ucraino derubrica il suo assassinio a “morte di una nota figura civica e politica”, quasi temendo di farne il nome. La polizia sta indagando e forse in futuro sapremo qualcosa di questo omicidio. Avvenuta tra l’altro in quella L’viv dove giusto un anno fa, sempre per strada e sempre a colpi di pistola, era stata assassinata Iryna Farion, altra ultra-nazionalista e parlamentare di Svoboda. Anche allora erano partite indagini che, però, non hanno dato alcun risultato.

Le ipotesi che si possono fare, con le pochissime notizie che si hanno dei due casi, alla fin fine sono solo due. La prima è: la Russia colpisce i suoi avversari in Ucraina. Argomenti contrari: la Farion faceva molto rumore ma contava poco, Parubiy era stato influente ma non lo era più. Il Cremlino, volendo, avrebbe obiettivi più interessanti da scegliere. La seconda ipotesi: l’inizio delle trattative e le prospettive (anche se assai incerte) di uno stop al conflitto hanno rimesso in moto la situazione politica interna all’Ucraina e fatto scattare non solo i posizionamenti in vista di eventuali elezioni e battaglie politiche ma anche qualche regolamento di conti. Vedremo.

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