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Società

Nin Jiom Pei Pa Koa, lo sciroppo cinese per la tosse vecchio di 400 anni che ha incantato gli occidentali

Le vendite del Pei Pa Koa sono aumentate di quasi un terzo tra il 2019 e il 2024. Ecco perché questo sciroppo è diventato popolare.

Nin Jiom Pei Pa Koa: non è uno scioglilingua ma il nome di un antico sciroppo cinese per la tosse finito inaspettatamente sotto la luce dei riflettori globali. Conosciuto anche come Pei Pa Koa, parliamo di un’antichissima medicina tradizionale che per decenni non è mai mancato nelle case dei cittadini d’oltre Muraglia.

In termini più concreti il Pei Pa Koa è uno sciroppo appiccicoso che ha il colore e la stessa consistenza del fango. Pare sia stato inventato nel 1600 da un medico della dinastia Qing, dopo che Yang Chin, un comandante di contea dell’epoca, chiese all’esperto di curare la tosse persistente della madre. In seguito, in punto di morte, la stessa madre di Yang avrebbe chiesto di far produrre lo sciroppo in serie per i bisognosi, tanto quel prodotto aveva avuto un effetto benefico su di lei.

Nel 1946 la famiglia Yang vendette l’attività a un medico che fondò la Nin Jiom Medicine Manufactory, con sedi a Hong Kong e Taiwan. Il resto è storia più o meno recente, con la nuova ondata di popolarità che ha adesso colpito in pieno il Nin Jiom Pei Pa Koa.

Lo sciroppo cinese per la tosse diventato virale

I numeri sono emblematici. Le vendite del Pei Pa Koa sono aumentate di quasi un terzo tra il 2019 e il 2024, raggiungendo lo scorso anno i 635 milioni di yuan (88 milioni di dollari). Attenzione però, perché il rinnovato successo del medicinale non dipende solo dalla Cina. Come ha sottolineato l’Economist, a concedersi questo sciroppo – da consumare con l’acqua – sono sempre più spesso anche gli occidentali.

Il prodotto, del resto, è ormai reperibile in più di 20 Paesi. A Hong Kong un flacone costa circa cinque dollari ma il suo prezzo può triplicare se lo si acquista da terze parti su Amazon e altri e-commerce. Gli ingredienti? Principalmente foglie di nespolo, scorza di pompelmo e zenzero, combinate con una densa base di miele per un sapore dolciastro.

Gli esperti di medicina tradizionale cinese ritengono che i suddetti composti aiutino a eliminare il catarro, nutrire i polmoni e curare la tosse. In tempi recenti il Pei Pa Koa è stato rielaborato in miscele innovative che comprendono bevande, dessert, gelati, cocktail e persino creme spalmabili per il pane.

Alla Mongkok Tea House di Melbourne, per esempio, viene servito un drink a base di Pei Pa Koa chiamato “Herbal Harmony”. Il bar Jade & Clover di New York rende invece omaggio allo sciroppo con il suo cocktail “Antidote”.

Un successo inaspettato

La domanda da farsi, tuttavia, è una: per quale ragione tutti parlano del Pei Pa Koa? La sua popolarità è stata alimentata dai giovani. Nel 2024 le ricerche su Google del suo nome sono aumentate di un quarto, mentre i tutorial su come somministrarlo hanno totalizzato milioni di visualizzazioni su TikTok e altre piattaforme online.

Ad accrescere ulteriormente l’hype non sono mancate celebrità occidentali dello spettacolo che hanno elogiato i benefici del prodotto, come Zayn Malik, cantante degli ex One Direction, e Cynthia Erivo e Jonathan Bailey, due attori dell’adattamento cinematografico del musical Wicked.

Attenzione però, perché è tutta la medicina tradizionale cinese a riscuotere un grande interesse in Occidente. Il motivo è da ricercare nella mania social per il biohacking, una pratica che si concentra sul miglioramento della salute attraverso mode sperimentali. Bere sciroppi per la tosse a base di erbe rientra a pieno titolo sotto questo fenomeno, così come il gua sha, ossia lo strofinare pietre colorate sul viso.

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