Nuovi spazi commerciali prendono forma nell’Asia meridionale e potrebbero ridisegnare il panorama energetico: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un’intesa tra Washington e Islamabad finalizzata allo sviluppo congiunto delle risorse petrolifere pakistane. La notizia ha fatto capolino su Truth Social – piattaforma creata su iniziativa dell’attuale inquilino della Casa Bianca – ed entrambi i Governi hanno tessuto le lodi dell’accordo, auspicando che rappresenti la prima pietra su cui costruire una solida partnership strategica di ampio respiro. Non a caso, l’intesa s’inserisce in un pacchetto più “ricco” che comprende la riduzione dei dazi sulle importazioni pakistane in America, passando dal 29% al 19%.
Sebbene i dettagli tecnici non siano ancora stati resi noti, la cooperazione tra i due Paesi rischia di impensierire non poco i giganti geopolitici ed economici dell’Oriente, che vedono nel Pakistan una terra appetibile per i loro introiti commerciali.
Cosa implica l’accordo
La partnership con Washington, secondo diversi analisti, simboleggia potenzialmente un viatico per lo sviluppo locale attraverso l’accesso ai pozzi di oro nero nelle regioni di Belucistan, Sindh e Punjab, che finora non sono mai stati sfruttati per mancanza di infrastrutture, investimenti ad hoc e tensioni politiche. Non per nulla, il ministro delle Finanze pakistano Muhammad Aurangzeb a fine luglio si trovava nella capitale statunitense per le trattative commerciali e ha definito l’intesa l’inizio di una nuova era economica che avrebbe scritto nuovi capitoli nell’ambito energetico, minerario e persino informatico. Trump, invece, volendo sottolineare la portata dell’accordo annunciato ha affermato che in futuro il Pakistan potrebbe vendere il greggio alla vicina India alle cui esportazioni ha applicato dazi al 25% per aver esportato armi e petrolio dalla Russia.
Oggi come oggi, però, Islamabad è fortemente dipendente dalle importazioni di oro nero provenirnte dal Medio Oriente, al punto da avere quasi il 20% del fabbisogno soddisfatto per tramite delle attività di import. Il Pakistan è al 50esimo posto per riserve petrolifere e più volte il suo Governo ha tentato di esplorare giacimenti offshore senza successo, ma il contributo delle aziende statunitensi per gli addetti ai lavori può dare dei frutti.
Tuttavia, non mancano i dubbi. Il Belucistan, in particolare, è una zona segnata da da un’insurrezione armata che osteggia lo sfruttamento delle risorse locali poiché gli abitanti vedono nell’estrazione un esproprio economico. La Cina è già presente sul territorio per allungare le mani sulle ricchezze minerarie ed energetiche e in molti temono che la penetrazione americana non possa fare altro che alimentare i moti insurrezionalisti.
Il monito ai giganti asiatici
Nell’ottica di Washington, la partnership con Islamabad è molto più di una semplice operazione commerciale: è un tassello chiave nella sua strategia di contenimento di Cina e Iran. Nonostante sia scosso da tensioni politiche, il Belucistan potrebbe tornare utile per via del suo confine con l’Iran divenendo una comoda finestra per monitorare le attività di sviluppo del programma iraniano.
Per di più, la stessa regione può anche essere un punto d’osservazione su un altro importante attore asiatico: la Cina. Il Belucistan è anche uno snodo cruciale del Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC), l’ambizioso progetto da 65 miliardi di dollari con cui Pechino punta a rafforzare il suo asse commerciale per il trasporto delle merci Made in China.
L’arrivo di compagnie statunitensi in quell’area sfida apertamente l’egemonia cinese e Islamabad dovrà dare prova di equilibrismo tra le due superpotenze tutelando la diversificazione delle alleanze geostrategiche in nome dei suoi interessi nazionali.
Secondo diversi analisti, gli Stati Uniti stanno cercando nel Pakistan un partner alternativo all’India, con cui i rapporti sono diventati più tesi. L’ambizione è quella di sottrarre terreno all’influenza di Pechino nella regione e consolidare un fronte economico e politico che faccia da contrappeso al Dragone.
InsideOver è una testata libera e indipendente che vuole raccontare il mondo fuori dagli schemi convenzionali del mainstream. Unisciti a noi, abbonati oggi!
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

