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Politica

Profilo – Hun Sen, chi è il leader ombra che guida la Cambogia

Hun Manet, ovvero il primo ministro della Cambogia e quindi la personalità politica più importante del Paese, è stranamente rimasto in secondo piano durante l’ultima crisi – quasi guerra – esplosa con la vicina Thailandia. Certo, ha speso qualche frase...

Hun Manet, ovvero il primo ministro della Cambogia e quindi la personalità politica più importante del Paese, è stranamente rimasto in secondo piano durante l’ultima crisi – quasi guerra – esplosa con la vicina Thailandia.

Certo, ha speso qualche frase di circostanza spiegando che Phnom Penh non avrebbe innescato il conflitto, riferendo di aver parlato telefonicamente con Donald Trump e ribadendo l’impegno di un cessate il fuoco immediato. E però nelle fasi più delicate della crisi, a partecipare a riunioni con i massimi vertici militari e ad esaminare mappe dal fronte, c’era un’altra persona: il padre di Hun Manet, ossia Hun Sen, l’ex premier e leader indiscusso della Cambogia per 38 anni.

Nel 2023 Hun Sen ha fatto un passo indietro lasciando la scena al figlio. Pur non essendo più a capo del governo, questo ex Khmer rosso ha piazzato alleati in tutte le istituzioni chiave, inclusi ministri e comandanti militari. Oggi è ufficialmente presidente del senato cambogiano e presidente del Partito Popolare Cambogiano (Cpp). “Anche se non sarò più primo ministro, non andrò via. Continuerò a servire il Paese dietro le quinte”, aveva promesso Hun Sen.

Il vero leader della Cambogia

Hun Sen ha rubato i riflettori a Hun Manet. Poco importa se il figlio è laureato all’accademia statunitense di West Point e, di fatto, un generale a quattro stelle: nelle stanze dove si organizzavano le operazioni militari sul fronte thailandese, come rappresentante civile del governo cambogiano c’era questo dinamico 72enne.

Il generale Vithai Laithomya, portavoce delle Forze armate reali della Thailandia, lo ha messo in chiaro in un comunicato ufficiale: “Sulla base delle prove disponibili, crediamo che il governo cambogiano guidato da Hun Sen sia dietro questi orribili attacchi”.

Vedendo probabilmente che la situazione stava diventando paradossale, e anche abbastanza imbarazzante per il primo ministro in carica, Chea Thyrith, portavoce del Pcc, ha dichiarato che il Paese si appoggia all’esperienza di Hun Sen come leader politico e militare, pur sostenendo che tutte le decisioni finali spetterebbero a Hun Manet. “La decisione ultima è di Hun Manet. Ma sappiate che i leader del governo cambogiano parlano con una voce sola, siano essi legislativi o esecutivi”, ha spiegato.

Un politico esperto e navigato

Hun Sen è noto per esser stato un leader forte. Poco più che ventenne combatté con i Khmer rossi contro il governo filoamericano di Lon Nol. Nel 1975 prese parte all’assedio di Phnom Penh, durante il quale perse l’uso di un occhio in battaglia. Nel 1977, dopo l’instaurazione del sanguinario governo di Pol Pot, scappò in Vietnam per paura di esser coinvolto nelle purghe.

Nel 1979, dopo che il Vietnam spodestò i Khmer rossi, divenne uno dei principali esponenti del nuovo governo. A neanche 28 anni assunse la carica di ministro degli Esteri. In seguito sarebbe riuscito a prendere il controllo del Cpp. Nel 1985 venne nominato primo ministro, sostituendo Chan Sy, morto qualche settimana prima. Nel 1993 le Nazioni Unite organizzarono elezioni democratiche e lui fu nominato co primo ministro insieme al principe Norodom Ranariddh.

Nel 1997, con un colpo di mano, prese il controllo assoluto del Paese. Rimase primo ministro fino al 2023, quando – come detto – decise di far avanzare il figlio. Adesso non è più il primo ministro della Cambogia, ma ufficiosamente dà l’impressione di essere ancora oggi il leader principale della nazione.

Hun Sen, al centro, insieme al figlio Hun Manet, a destra

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