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Politica

Cecenia, ipotesi di dinastia: il “modello Kadyrov” celebrato con le nozze dei figli-bambini

Tre matrimoni in tre anni e la rapida ascesa del più piccolo, il figlio Adam. Sotto l'occhio del Cremlino si prepara la successione.
Kadyrov

In un modo o nell’altro, Ramzan Kadyrov, 48 anni, da più di vent’anni signore assoluto della Cecenia, riesce ad avere un ruolo da protagonista nella politica russa. Avremmo detto che riesce a stare sula cresta dell’onda se non fosse che, pochi giorni fa, ha rischiato di annegare nel mare di Bodrum durante una vacanza in Turchia. Eppure sembra non esserci nulla, nemmeno uno stato di salute infragilito che lo costringe a periodici ricoveri a Mosca per la dialisi, che possa scalzare Kadyrov dal ruolo di proconsole di Vladimir Putin per il Caucaso e indebolire il suo ruolo di garante della stabilità in quella che fu una delle regioni più ribelli dell’impero russo e che, negli anni Novanta, rischiò di compromettere la coesione della Federazione Russa.

Kadyrov lo sa e manda i suoi segnali. Per esempio gli sfarzosi matrimoni dei figli, che servono anche da celebrazione del legame con il Cremlino e da consacrazione della vocazione dinastica della famiglia. Due anni fa si sposò Akhmat, il figlio maggiore, celebrato tra l’altro donando 1.300 dollari a ciascuna delle altre 100 coppie cecene che si sposavano quello stesso giorno. L’anno scorso si è sposato il secondogenito Zelimkhan. E a fine giugno è toccato al terzo figlio, Adam. Tutti diciassettenni al momento delle nozze e superprivilegiati, i giovani Kadyrov hanno avuto dal padre un identico regalo di nozze, il più importante: un incontro personale con Vladimir Putin.

Il brillante futuro di Adam

Dei tre casi, il più curioso è quello di Adam. È il più giovane ma sembra aver scalato le gerarchie familiari contro tutte le tradizioni: ha già ricoperto molto incarichi importanti (anche ministro), ha ricevuto un mare di onorificenze e decorazioni, e dall’età di 15 anni è il capo della guardia del corpo personale del Presidente, cioè del padre. Il quale, a sua volta, era stato capo della guardia del corpo del padre e presidente Akhmat. E al suo matrimonio erano presenti ministri e ambasciatori stranieri.

In altre parole, il modello di relazione tra il centro moscovita e l’inquieta periferia caucasica, stabilito proprio da Putin nei primi anni Duemila, dopo il definitivo soffocamento nel sangue della rivolta cecena, sembra ancora funzionare. È basato sul patto non scritto “tu non dici, io non chiedo”: Kadyrov fa il bello e cattivo tempo in Cecenia, stabilisce regole che suonerebbero assurde in ogni altro angolo della Federazione Russa (dal legalizzare la poligamia a decidere quale musica possa essere o no suonata) e utilizza la forze di sicurezza con spietatezza, e il Cremlino fa finta di niente. Non solo: riversa sulla Cecenia fondi ingenti, che hanno cambiato radicalmente il volto del capoluogo Grozny. A patto, ovviamente, che in quella parte del Caucaso non ci siano problemi. E che Kadyrov garantisca la propria lealtà, come fece per esempio nel 2023 all’epoca dell’insubordinazione di Evgenyj Prigozhin e del Gruppo Wagner: il leader ceceno e il mercenario sembravano alleati di ferro, ma al momento buono Kadyrov mollò Prigozhin in un attimo per riallinearsi alle strategie del Cremlino.

Putin e Kadyrov, fatte le debite proporzioni, sono arrivati al successo politico più o meno nello stesso tempo. Si conoscono più che bene. Quindi ora non si capisce bene se sia quel modello di relazione a funzionare tanto bene da essere diventato indispensabile, anzi intoccabile, oppure se, semplicemente, i due non abbiano voglia di cambiare uno status quo finora conveniente.

Resta il fatto che la promozione continua di Adam Kadyrov, per opera del padre ma sotto lo sguardo benigno di Mosca, già da adito a ipotesi di successione. E quindi di dinastia, visto che siamo arrivati alla terza generazione di Kadyrov al potere. Ipotesi che viene agitata anche come forma di difesa familiare da possibili “interferenze” da parte di personaggi ceceni che, pur avendo avuto successo nella cerchia di Kadyrov, sono poco graditi ai decisori: per esempio Adam Delimkhanov (cugino di Kadyrov, generale e deputato alla Duma) e Apti Alaudinov (generale, alto esponente della Guardia Nazionale russa, protagonista della liberazione della regione di Kursk come comandante del Battaglione Akhmat).

In ogni caso, la Cecenia non è più quella del tempo in cui Ramzan Kadyrov e Vladimir Putin cominciarono a sperimentare il vero potere. Abbiamo parlato dei tre matrimoni di casa Kadyrov. È significativo che non siano noti i nomi delle spose. Ma che si sappia una cosa: sono figlie di imprenditori con cui i Kadyrov sono in affari. Niente più indipendenza, niente più guerriglia. Quello che conta oggi, anche tra le montagne della Cecenia, è il denaro.

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