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Banche, perché Italia e Spagna sono nel mirino dell’Europa

Italia e Spagna hanno spesso posto esigenze di sicurezza economica e strategica legate alla tutela del risparmio, mentre a Bruxelles...
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Bruxelles mette nel mirino le politiche di Italia e Spagna nel settore bancario. L’analisi delle grandi dinamiche legate all’integrazione finanziaria del Vecchio Continente mostrano come ad oggi prevalgano due filosofie divergenti. Da un lato, gli Stati mirano, come si è spiegato in riferimento al caso Unicredit-Bpm, a favorire la logica della sicurezza nazionale in campo economico-finanziario sul principio di mercato propriamente inteso. Dall’altro, la Direzione Generale della Concorrenza di Bruxelles si conferma interprete delle dinamiche di mercato prima ancora che delle prescrizioni geoeconomiche. In mezzo, grandi e complesse analisi sulla convenienza o meno di aggregazioni e integrazioni.

Bruxelles parte da due principi: quello del consolidamento tra istituti, sostenuto dal Rapporto sulla Competitività dell’ex premier italiano Mario Draghi pubblicato a settembre 2024, che sottolinea come un numero minore di banche, più integrate e più competitive, potrà garantire fluidità nell’erogazione dei capitali al sistema economico e maggior sicurezza ai risparmiatori, e quello dell’integrazione tra i mercati di capitali ben descritto in un altro rapporto, meno discusso di quello di Draghi ma altrettanto rilevante. Parliamo della relazione sul mercato unico di un altro ex inquilino di Palazzo Chigi, Enrico Letta, che da tempo sostiene che costruire “l’Airbus delle banche” aiuterà a favorire l’unione dei risparmi intercontinentale e a rompere le barriere verso la convergenza concreta dei mercati dei capitali.

Il confine tra mercato e sicurezza

Sul fronte opposto, Stati come Italia e Spagna hanno spesso posto esigenze di sicurezza economica e strategica legate tanto alla tutela del risparmio quanto della disponibilità dei depositi per banche di minor dimensione oggetto d’acquisizione, o proposto scale di priorità connesse alla sostenibilità del debito pubblico garantito dalle istituzioni finanziarie nazionali e che si teme possa esser sostanzialmente trascurato da apparati bancari meno legati al proprio territorio di riferimento. Da questo nascono la bocciatura di Bruxelles al golden power di Roma contro l’affare Unicredit-Bpm, su cui invece in patria il Tar è stato meno duro, sia l’avvertimento formale a Madrid per aver sospeso l’integrazione potenzialmente in campo tra Banco Bbva e Sabadell per almeno tre anni.

“Bruxelles ritiene che una rete di banche più piccole e più grandi sia essenziale per creare un settore finanziario competitivo a livello globale, poiché le istituzioni finanziarie europee sono sempre più indietro rispetto alle loro controparti statunitensi ed è sempre più frustrata dall’ostilità dei governi nazionali”, nota il Financial Times.

Arrivano a cozzare due importanti principi: la sfera del mercato, che Bruxelles rivendica di tutelare a livello continentale, e quello delle priorità degli Stati nel definire le proprie questioni economico-securitarie, già del resto sdoganato da Bruxelles in epoca Covid anche grazie alle regole rilassate sugli aiuti di Stato. In mezzo, gli operatori finanziari navigano a vista: quale sia il perimetro effettivo del mercato e quale sia il confine tra ciò che è il nocciolo duro della sicurezza economica e nazionale e ciò che non lo è risulta ben difficile da determinare. Su Italia e Spagna questo dato è acuito dalla parcellizzazione e dal particolarismo del sistema finanziario, con le possibili connessioni politiche che la Commissione intende ridimensionare. Ci poniamo però una domanda tutt’altro che secondaria: qualora, per esempio, Unicredit decidesse di avanzare su Commerzbank e il governo tedesco dovesse, come propone il cancelliere Friederich Merz, opporsi, Bruxelles sarà altrettanto solerte? O l’esecutivo Ue guidata dalla tedesca Ursula von der Leyen sarà disposto a chiudere un occhio? La criticità delle regole si testa di fronte ai momenti topici. E la risposta a questa domanda, scontata per Italia e Spagna, è incerta per Berlino. Segno delle diverse conseguenze dei rapporti di forza in Europa.

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