Questa settimana il Giappone ha pubblicato il suo documento strategico per la Difesa, il “Defense of Japan 2025”. Il rapporto si apre con una notazione del ministro della Difesa nipponico, Gen Nakatani, che riassume l’attuale visione del contesto internazionale e le linee guida che il Giappone sta intraprendendo per affrontare le sfide che esso pone.
Si afferma che la comunità internazionale sta affrontando la sua più grande crisi dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, con l’ordine mondiale di pace seriamente minacciato. Il Giappone si trova in un ambiente di sicurezza post-bellico particolarmente grave e complesso, caratterizzato dall’aumento delle spese militari e delle attività di Repubblica Popolare Cinese (RPC), Corea del Nord e Russia, che intensificano le tensioni nella regione. In particolare, la competizione tra Stati Uniti e RPC si sta intensificando, con tensioni crescenti per Taiwan e per il Mar Cinese Meridionale, mentre la Corea del Nord continua a sviluppare armi nucleari e missili balistici, rappresentando una minaccia imminente. Anche la Russia sta intensificando le attività militari nella regione, collaborando con la RPC e violando il diritto internazionale.
Come nelle precedenti versioni del documento, Russia, RPC e Corea del Nord rappresentano le principali preoccupazioni per la sicurezza del Giappone, in particolare si legge che “la posizione esterna della Cina, le sue attività militari e altre attività sono motivo di seria preoccupazione per il Giappone e la comunità internazionale e rappresentano una sfida strategica senza precedenti e di primaria importanza”.
I sette pilastri della Difesa del Giappone
Tokyo pertanto è impegnata da tempo a rafforzare le capacità di difesa in sette aree chiave: capacità stand-off, difesa aerea e missilistica integrata, capacità unmanned, operazioni cross-domain, funzioni di comando e controllo/intelligence, capacità di mobilitazione e resilienza/sostenibilità. Le Forze di Autodifesa Giapponesi hanno introdotto nuove tecnologie, come UAV, satelliti per la space awareness e sistemi di guerra elettronica. Viene ribadita e sottolineata la collaborazione con gli Stati Uniti per lo sviluppo di tecnologie avanzate, come il Glide Phase Interceptor (GPI), ovvero un vettore in grado di intercettare i missili ipersonici.
Come pilastro del miglioramento delle capacità di difesa, viene indicata anche la cooperazione internazionale di ampio respiro: oltre al rafforzamento dell’Alleanza Giappone-USA, si promuove la cooperazione multilaterale con Paesi affini, come India, Regno Unito e Australia, per garantire un Indo-Pacifico libero e aperto. Per quanto riguarda il rafforzamento delle capacità stand-off, Tokyo sta per dotarsi di missili da crociera a lungo raggio come i Tomahawk, e ha in costruzione una costellazione satellitare per raccogliere informazioni sui bersagli. Mentre per quanto concerne la difesa aerea, oltre alla partecipazione nel programma statunitense GPI, il Giappone ha in servizio il sistema Aegis sui suoi cacciatorpediniere della classe Kongo, Atago e Maya, ma soprattutto sta costruendo due cacciatorpediniere espressamente dedicati alla BMD (Ballistic Missile Defense) sviluppati intorno al sistema Aegis e suoi lanciatori.
Per quanto riguarda i sistemi senza equipaggio, il Giappone non solo sta introducendo UAV per ricognizione e supporto al combattimento, ma sta anche sviluppando droni che collaboreranno coi caccia di nuova generazione. Dalle infografiche presenti nel documento, si evince che l’architettura di difesa nipponica pone notevole attenzione non solo al dominio cyber, ma anche a quello informativo: si può osservare infatti una parte riservata alla lotta alla disinformazione.
La collaborazione internazionale per i nuovi armamenti
Non viene dimenticato il miglioramento delle condizioni per il personale delle forze di autodifesa: si introducono nuovi piani di carriera, il miglioramento dei salari e delle indennità, si promuove il bilanciamento tra vita lavorativa e privata, inclusa la partecipazione delle donne. Il Giappone intende anche sviluppare opportunità di reimpiego per il personale che ha concluso il suo servizio, e in questo anche nel nostro Paese bisognerebbe provvedere a fornire un adeguato reinserimento del personale proveniente dalle forze armate nella vita civile una volta in congedo. Per quanto riguarda l’innovazione tecnologica e l’industria della Difesa, Tokyo intende rafforzare le basi produttive e tecnologiche, con investimenti in ricerca e sviluppo.
Un punto importante nel documento è rappresentato dalla collaborazione internazionale per lo sviluppo di equipaggiamenti avanzati, come il caccia di nuova generazione GCAP con Regno Unito e Italia.
Il documento inoltre condanna l’invasione russa dell’Ucraina e la guerra in corso. “Se tale aggressione venisse tollerata, potrebbe trasmettere il messaggio sbagliato e insinuare che i cambiamenti unilaterali dello status quo con la forza siano accettabili anche altrove”, si legge nel rapporto. “Non si può escludere che una situazione grave simile all’aggressione contro l’Ucraina possa verificarsi in futuro nella regione indo-pacifica, in particolare nell’Asia orientale”, quasi un monito per quanto potrebbe accadere per Taiwan, il Mar Cinese Meridionale, ma anche le Isole Senkaku, che sono al centro di una contesa territoriale tra Tokyo e Pechino. Il Giappone individua poi quelle che sono le sfide emergenti per la difesa e la sicurezza nazionale: la crescente importanza dei domini spaziale, cibernetico ed elettromagnetico, e la necessità di contrastare la proliferazione di armi di distruzione di massa e la guerra dell’informazione.
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