Shock in Russia dopo che il 53enne esponente di Russia Unita Roman Starovoyt, licenziato nella giornata di oggi da Vladimir Putin dal ruolo di Ministro dei Trasporti, si è suicidato.
Chi era Roman Starovoyt
Starovoyt era un ex manager che aveva guidato la compagnia finanziaria NPF Promyshlenny, il gruppo di costruzioni Stroyinvest e il Fondo d’Investimento del Governo di San Pietroburgo nei primi Anni Duemila prima di scendere in campo come ufficiale governativo guidando l’Agenzia dei Trasporti Russa dal 2012 al 2018, servendo come viceministro dei Trasporti dal 2018 al 2019 e governando poi, per cinque anni, l’oblast di Kursk.
Putin l’ha poi richiamato a Mosca a maggio 2024, poco prima della sortita ucraina nel territorio da lui governato, per fargli guidare un dicastero strategico. Starovoyt ha mantenuto la carica per 14 mesi, fino a oggi, giorno del drammatico gesto. Perché è arrivato il siluramento d’arbitrio del governo, che ha sostituito il titolare dei Trasporti con il vice ed ex governatore di Novgorod Andrey Nikitin, e perché Straovoyt ha deciso per il gesto estremo? Sul primo fronte, non si può non sottolineare il fatto che le infrastrutture in Russia avevano subito diverse problematiche connesse alle punture di spillo degli ucraini che provavano a minare la logistica, tallone d’Achille di Mosca dall’inizio dell’invasione nel febbraio 2022.
Trasporti in Russia in tilt
Da sabato a oggi, gli attacchi dei droni ucraini stanno creando caos nei cieli russi e hanno mandato in tilt il sistema di trasporti aerei interni. “secondo l’autorità di regolamentazione federale russa per le compagnie aeree, Rosaviatsia, tra il 5 e il 7 luglio, alle 6:00 ora di Mosca, le compagnie aeree hanno cancellato 485 voli, ne hanno dirottati 88 verso aeroporti alternativi e hanno ritardato circa 1.900 partenze e arrivi”, nota Meduza, aggiungendo che “i disagi più gravi sono stati segnalati all’aeroporto Sheremetyevo di Mosca, all’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo e all’aeroporto Chkalov (Strigino) di Nižnij Novgorod”.
Barents Observer ricorda che anche lo spazio aereo nelle regioni di Murmansk e Arkhangelsk, vicino all’Artico, è stato oggetto d’intrusioni ucraine nelle scorse settimane e tra Kursk e Bryansk a fine maggio ci sono stati dei sabotaggi a treni che portavano rifornimenti in Ucraina, con tanto di ponti minati e fatti saltare per aria.
L’ombra della corruzione
Questo può aver spinto Putin a decretare il cambio della guardia e cacciare Straovoyt. Ma perché, allora, il gesto estremo? Il Financial Times parla di una morte che “è avvenuta nel contesto di un’indagine per corruzione sulla costruzione di fortificazioni difensive a Kursk, che l’ex ministro ha governato fino a maggio 2024”.
Ad aprile l’ex governatore e successore di Straovoyt, Alexey Smirnov, è stato arrestato per un presunto giro di tangenti da 11 milioni di dollari (1 miliardo di rubli) nella gestione degli appalti che avrebbero reso Kursk impreparata a subire la puntata ucraina. Il defunto ex ministro non era indagato. Ma nei torbidi dell’impero di Putin nulla è da escludere. Resta il dato di fatto: uno shock nel governo di Mosca e nel Paese. A valle di giorni difficili per i trasporti russi che mostrano quanto la guerra in Ucraina, nei fatti, sia ben al di là dall’esser chiusa trionfalmente. E forse questo era il messaggio che Putin non voleva veder emergere.
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