Donald Trump nella notte italiana ha annunciato sul suo social, Truth, che le delegazioni statunitensi e israeliane hanno trovato la quadra per un’ipotesi di cessate il fuoco di 60 giorni a Gaza sulla base di una proposta avanzata da Qatar ed Egitto e su cui gli Usa hanno poi offerto copertura diplomatica. Uno schema simile a quello promosso tra fine 2024 e inizio 2025 per il cessate il fuoco durato da gennaio a marzo e poi infranto da Israele, con la differenza che oggigiorno le trattative tra Tel Aviv e Hamas sono sostanzialmente indirette.
La proposta di Trump: 60 giorni di cessate il fuoco a Gaza
“Qatariani ed egiziani, che hanno lavorato duramente per contribuire a portare la pace, presenteranno questa proposta finale”, nota Trump, aggiungendo di “sperare per il bene del Medio Oriente che Hamas accetti questo accordo”, perché altrimenti “la situazione non migliorerà ma peggiorerà solo”. Come ha scritto Davide Malacaria su queste colonne, la finestra d’opportunità sfruttata da The Donald è quella che vede le diplomazie all’erta sull’onda lunga della conclusione della guerra Israele-Iran, su cui lo schema è stato quello della sponda Usa-Qatar. E non è un caso che l’accettazione proclamata da Trump arrivi dopo che è stata annunciata per lunedì 7 luglio una visita del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca.
Il presidente americano ha affermato ai cronisti al seguito presenti durante una breve visita in Florida, suo Stato di residenza, di voler essere “molto fermo” con Netanyahu sulla concretizzazione del cessate il fuoco a Gaza, aggiungendo: “Speriamo che accada. E non vediamo l’ora che accada la prossima settimana”. Trump ha affermato di voler “liberare gli ostaggi” israeliani ancora detenuti da Hamas come priorità.
Incertezza sulle condizioni
Ad oggi proprio solo la proposta riguardante gli ostaggi rapiti il 7 ottobre 2023 in Israele è l’unica su cui siano filtrate indiscrezioni: nel contesto dei colloqui mediati dall’inviato Usa Steve Witkoff, il Times of Israel ha rivelato che l’ultima proposta “prevede il rilascio da parte di Hamas di 10 ostaggi israeliani ancora vivi trattenuti a Gaza e la restituzione dei corpi di 18 ostaggi deceduti durante un cessate il fuoco di 60 giorni”, mentre “il resto degli ostaggi verrebbe rilasciato in caso di raggiungimento di un cessate il fuoco permanente”.
Non ci sono notizie, invece, circa i possibili sviluppi riguardo un eventuale ritiro dell’Israel Defense Force dalla Striscia e la strutturazione degli aiuti umanitari oltre la contestata Gaza Humanitarian Foundation. Nodi strategici che impediscono di dare un commento definitivo a una dichiarazione di Trump che però va registrata come importante. Si attende la risposta di Hamas nella speranza che ai leader di Gaza sia stata presentata un’idea di cessate il fuoco funzionale a una rapida pacificazione e non a un diniego da usare, sul fronte israeliano, come scusa per proseguire la guerra che da venti mesi sconvolge il Medio Oriente.
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