Martedì 3 giugno 2025, in occasione di una sessione speciale dei lavori della Knesset, il Parlamento monocamerale di Israele, sono state raccolte le deposizioni di diverse donne, per lo più appartenenti alle comunità ultraortodosse ebraiche, che hanno raccontato orrende storie di abusi subiti durante l’infanzia, in occasione di “rituali sessuali sadici”, celebrati in concomitanza con cerimonie religiose. Ad aggravare il quadro, la denuncia delle negligenze e omissioni delle autorità preposte, che avrebbero “lasciato correre” o insabbiato il tutto. Qui non parliamo di narrazione perpetrate dai nemici di Israele o da frange antisemite, ma di deposizioni ufficiali, riprese da tutti i maggiori organi di informazione dello Stato ebraico, e ripresi in Italia da alcune testate indipendenti.
Le audizioni dinanzi alle Commissioni parlamentari riunite sullo Status delle Donne e l’Uguaglianza di Genere e sui Giovani Israeliani, restituiscono uno scenario a dir poco agghiacciante: abusi “rituali”, stupri, violenze di ogni genere, consumati in case private, luoghi aperti o sinagoghe, anche a danno di minori di tre anni, che venivano manipolati o addirittura drogati per indurli al silenzio. Stando alla denuncia iniziale, partita da un’inchiesta pubblicata lo scorso il 23 aprile dal giornalista israeliano Hayom Noam Barkan sul quotidiano Israel, i fatti coinvolgerebbero perfino uomini della polizia, medici, educatori e uomini politici, ivi compresi membri della stessa Knesset.
Una delle donne audite, Yael Ariel, ha detto di aver subito ogni genere di minacce e intimidazioni per tacere sugli abusi subiti fino all’adolescenza, e di denunce presentate e archiviate dalle autorità. Citeremo anche il commento di Naama Goldberg, responsabile di una ONG, ripreso dal Jerusalem Post, che ha parlato di violenze e abusi di tale e tanta atrocità da risultare incredibili.
Non ci soffermeremo sul dettaglio delle descrizioni e dei racconti, a dir poco sconvolgenti a detta di molti dei parlamentari presenti alle audizioni, ma vorremmo seriamente interrogarci su fenomeni quali quelli descritti, che a detta del giornalista Fulvio Grimaldi, che ne ha parlato in una recente intervista, evocano lo spettro di una società che ha smarrito ogni valore o etica, e soprattutto – questo lo aggiungiamo noi – di quanto il potere a volte celi lati tenebrosi, che mettono una seria ipoteca sulla credibilità e rispettabilità dei soggetti coinvolti.
Lungi da noi di voler fare di ogni erba un fascio, ma l’auspicio che alle vittime sia resa giustizia ci sembra davvero il minimo.
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