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Guerra

Iran, l’ipotesi del blocco dello Stretto di Hormuz in risposta ai raid Usa

La chiusura dello Stretto di Hormuz è un’ipotesi praticabile dall’Iran come risposta all’attacco statunitense di domenica mattina? Teheran non chiude a questa ipotesi e paventa la possibilità che la Strategica via d’acqua connetterte il Golfo Persico al resto dell’Oceano Indiano...

La chiusura dello Stretto di Hormuz è un’ipotesi praticabile dall’Iran come risposta all’attacco statunitense di domenica mattina? Teheran non chiude a questa ipotesi e paventa la possibilità che la Strategica via d’acqua connetterte il Golfo Persico al resto dell’Oceano Indiano possa essere bloccato dalle sue forze navali come risposta al rilancio dei raid.

Come riporta Al Arabiya, il Majis, il Parlamento iraniano, starebbe valutando la proposta di approvare questa misura e di bloccare il transito di petrolio in un’area di mare dove passa il 20% del commercio globale di greggio e buona parte dell’export dei Paesi della regione, dall’Arabia Saudita all’Iraq. “Esmail Kosari, membro del parlamento e comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) dell’Iran, ha dichiarato allo Young Journalist Club che la chiusura dello stretto era all’ordine del giorno e che “sarà fatta ogni volta che sarà necessario”, nota la testata araba, aggiungendo che la decisione finale spetta al Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran presieduto dall’Ayatollah Ali Khamenei.

Nei giorni scorsi avevamo ipotizzato lo scenario in questione notando come gli operatori del petrolio stessero da tempo guardando con attenzione allo stretto e nei primi giorni di guerra tra Iran e Israele avessero preso positivamente un solo dato: il fatto che i flussi continuassero attraverso lo Stretto di Hormuz e non cessassero di portare greggio dal Golfo verso i mercati europei e asiatici. Inoltre, Israele non ha bombardato i terminal petroliferi della Repubblica Islamica. Ma ora lo scenario è cambiato.

Washington spera che l’attacco dei B-2 Spirit di stanotte apra alla prospettiva di un sostanziale riflusso delle ambizioni della Repubblica Islamica.

Sperando che la dimostrazione di forza basti a fungere da deterrente, Donald Trump ha compiuto un indubbio azzardo, dato che l’ipotesi di un blocco degli Stretti è potenzialmente foriera di un rischio strategico e geopolitico allo studio dei decisori da tempo, con la possibilità di disruption dei flussi energetici in grado di provocare grandi sconvolgimento all’economia globale, di cui più che sull’Iran il danno d’immagine potrebbe cadere su Israele e Stati Uniti.

Va capito se, da un lato, Teheran abbia la volontà e dall’altro l’Iran possegga i mezzi per implementare tale blocco. E quanto Washington sarebbe pronta a evitarlo piazzando le sue navi ed esponendole a missili e salve lanciate dalla costa iraniana contro i vascelli a stelle e strisce. La possibile effettiva chiusura, però , è una possibile soglia tra una guerra breve e un conflitto prolungato. E dunque un test dell’effettivo azzardo di Trump.

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