130 milioni di euro di raccolta fondi iniziale, 1 miliardo di euro di investimento per costruire nei prossimi anni, entro il 2031, un prototipo di reattore di ultima generazione e portare l’Europa in testa a una corsa che si preannuncia estremamente dispendiosa ma avveniristica: in Germania sta decollando Proxima, la nuova, promettente realtà della fusione nucleare che promette una nuova via per tagliare i tempi attesi verso la frontiera più discussa dell’energia atomica.
Proxima prende il nome da Proxima Centaurii, la stella più vicina al Sistema Solare: un nome iconico, se si pensa che la fusione intende promuovere la capacità di generare la stessa energia che alimenta i nuclei delle stelle, con un’aggiunta energetica trasferibile al sistema tramite il controllo del processo di unione dei nuclei atomici in un ambiente protetto. Un processo molto più potente della tradizionale fissione dei nuclei atomici su cui si basa il nucleare a fissione.
Proxima nasce due anni fa come spin-off del Max-Planck-Institut für Plasmaphysik, importante centro con sede a Garching, vicino Monaco, che collabora con l’Università Tecnica della capitale bavarese (Tum) e l’Università di Greifswald, nel Meclenburgo-Pomerania, altro importante centro per la fisica in Germania. Ora si ripropone di portare al test industriale un tipo di impianto per la fusione diverso dai tradizionali tokamak, le colossali strutture per la fusione a confinamento magnetico o inerziale a forma toroidale in cui si cerca di accelerare il processo di fusione facendo passare un plasma ad alte temperature in una camera cosparsa di elettromagneti.
Proxima prevede invece di avviare, col sostegno dei fondi tecnologici Cherry Ventures e Balderton Capital (con il più grande investimento in fusione mai registrato finora in Unione Europea da soggetti privati), un progetto che riscopra un’altra tipologia di impianti, gli stellarator, camere in cui il plasma entra in una struttura a spirale che Proxima intende progettare con l’uso di potenzialità di supercalcolo per ottimizzare l’ampio numero di parametri liberi da vincolare per ottenere la realizzazione di questi strumenti complessi.
Il Ceo dell’azienda è italiano: Francesco Sciortino, fisico 32enne un dottorato al Massachusetts Institute of Technology e esperienze di ricerca al Max Planck e altri prestigiosi istituti nel curriculum e grandi ambizioni per il futuro, tanto da attrarre anche l’attenzione mediatica del Financial Times, che a Proxima ha dedicato un ampio approfondimento, e la curiosità politica del neo-nato governo di Berlino guidato dal cancelliere Friederich Merz.
Il Ft nota come la Germania, leader nel Vecchio Continente sulla fisica, intenda guidare una svolta sul fronte della fusione, conscia del fatto che “l’Europa abbia guidato il mondo nella ricerca sulla fusione nucleare per decenni, ma rischi di rimanere indietro nel momento critico se non sostiene le aziende private che cercano di rendere l’energia da fusione una realtà”. A Berlino intendono sfidare l’America, la Cina e gli altri campioni puntando sulla loro nuova start-up, come in Francia si costruisce un’alternativa sul fronte dell’intelligenza artificiale ai colossi Usa con Mistral. Timidi accenni di autonomia scientifica e tecnologica europea che bisognerà incentivare per ridare all’Europa una centralità oggi perduta. Dai prossimi anni capiremo quanti risultati concreti si potranno ottenere.
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