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Media e Potere

Da icona dell’ambiente ad attivista scomoda: niente Gaza per Greta Thunberg

Intercettazione in acque internazionali: Le forze israeliane (IDF) hanno intercettato la nave Madleen della Freedom Flotilla Coalition, diretta a Gaza con aiuti umanitari, a circa 100 miglia dalla costa in acque internazionali.Attivisti e giornalisti a bordo: La nave trasportava un gruppo eterogeneo, tra cui Greta Thunberg, la parlamentare europea Rima Hassan, il medico francese Baptiste Andre e il giornalista di Al Jazeera Omar Faiad.Dettagli dell'operazione: Quattro motoscafi israeliani hanno circondato la nave dopo l'1 di notte, con droni che hanno spruzzato una sostanza bianca sull'equipaggio, costretto a gettare i telefoni in mare; l'equipaggio è stato poi portato ad Ashdod per interrogatori.Condanne internazionali: L’azione è stata definita una violazione del diritto internazionale da Iran, Turchia e Amnesty International, con la relatrice ONU Francesca Albanese che ha chiesto il rilascio immediato della nave.Reazioni israeliane: Il Ministro della Difesa Israel Katz ha elogiato l’operazione, accusando gli attivisti di antisemitismo e annunciando che sarebbero stati sottoposti alla visione di un video sull’attacco di Hamas del 7 ottobre.

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno intercettato la Madleen, la nave diretta a Gaza con a bordo attivisti e giornalisti, in acque internazionali. L’incidente, avvenuto poco dopo l’1 di notte ora locale, ha visto quattro motoscafi israeliani circondare la nave, situata a circa 100 miglia da Gaza. I membri dell’equipaggio hanno riferito che droni hanno spruzzato una sostanza bianca su di loro prima che venisse ordinato di gettare i telefoni cellulari in mare. Un video ha catturato l’equipaggio con le mani alzate in segno di resa poco prima che le comunicazioni fossero interrotte. Il ministero degli Esteri israeliano ha confermato che il gruppo è stato portato al porto di Ashdod per essere interrogato.

A bordo della Madleen c’era un gruppo eterogeneo di attivisti e giornalisti, tra cui figure di spicco come l’attivista svedese per il clima Greta Thunberg, la parlamentare europea franco-palestinese Rima Hassan, il medico francese Baptiste Andre, il giornalista di Al Jazeera Mubasher Omar Faiad, e l’attivista tedesca di origini curde Yasemin Acar, tra gli altri. La nave faceva parte di una missione umanitaria della Freedom Flotilla Coalition, volta a rompere il blocco di Gaza e consegnare aiuti.
La relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese, che era in contatto telefonico con l’equipaggio durante l’intercettazione, ha chiesto il rilascio immediato della Madleen, definendo il blocco di Gaza una violazione del diritto internazionale e un “dovere legale” da rompere per gli Stati. In un messaggio preregistrato, Rima Hassan aveva previsto l’intercettazione, esortando i sostenitori a fare pressione sui governi per proteggere i membri dell’equipaggio.

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha elogiato l’operazione, annunciando che gli attivisti detenuti sarebbero stati sottoposti alla visione di un video sull’attacco di Hamas del 7 ottobre, ripetendo le solite accuse infondate di antisemitismo contro Thunberg.

Nel frattempo, l’azione di Israele in acque internazionali viene condannata da molti Paesi. L’Iran ha condannato l’intercettazione come un atto di “pirateria” in acque internazionali, mentre Amnesty International, tramite la segretaria generale Agnes Callamard, ha denunciato la violazione del diritto internazionale, sottolineando l’obbligo di Israele, come potenza occupante, di garantire cibo e medicine ai civili di Gaza. Anche il ministero degli Esteri turco ha definito l’azione un “chiaro violazione del diritto internazionale” e un esempio di Israele come “Stato terroristico”.

Da icona universale ad attivista controcorrente

Per un lungo periodo, Greta Thunberg è stata un mito universale. Soprattutto per l’Unione europea, che ne ha sfruttato l’attivismo per il clima per promuovere il suo Green Deal, poi rimpiazzato in tempi recenti da un costoso – e a dir poco imbarazzante – riarmo (la sola spesa militare da parte della Nato potrebbe incrementare le emissioni globali di gas serra di quasi 200 milioni di tonnellate all’anno).

Chiunque osasse contestare quella che, a tutti gli effetti, appariva come una colossale operazione di marketing politico veniva accusato di negazionismo climatico, mentre, con un po’ di buonsenso, si potevano individuare nelle proposte di Greta aspetti positivi e altri eccessivamente utopistici o comunque troppo impattanti e controproducenti per l’economia e per il mondo del lavoro. Ora che il clima non interessa più a nessuno – tantomeno all’Ue e a Von der Leyen – Greta si è data a una battaglia nobile per Gaza, che però le ha fatto perdere la simpatia di molti di quelli che la osannavano dalla mattina alla sera in tv. Ora è a tutti gli effetti un’attivista scomoda, e può scordarsi le prime pagine patinate che un tempo le dedicavano ampio spazio.

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