I laburisti inglesi rompono il tabù sull’immigrazione. Il primo ministro britannico Keir Starmer, leader del Labour Party, ha annunciato una riforma radicale del sistema migratorio del Regno Unito, promettendo un sistema “controllato, selettivo ed equo”, con misure che includono test di lingua inglese più rigorosi per tutti i richiedenti visti e i loro familiari adulti, e un’estensione da cinque a dieci anni del periodo necessario per ottenere lo status di residente permanente. “Chi viene nel nostro Paese deve impegnarsi per l’integrazione e imparare la nostra lingua”, ha dichiarato il premier, sottolineando come la conoscenza dell’inglese sia essenziale per trovare lavoro e prevenire lo sfruttamento.
Le nuove regole sull’immigrazione
Le nuove regole, che saranno dettagliate in un prossimo White Paper sull’immigrazione, prevedono anche un aumento dei requisiti per i visti di lavoro qualificato, che passeranno da un livello equivalente all’A-level a un livello universitario, e la fine del reclutamento di lavoratori stranieri nel settore dell’assistenza. Il ministro dell’Interno Yvette Cooper ha annunciato che le aziende dovranno assumere cittadini britannici o estendere i visti dei lavoratori stranieri già presenti, una misura che dovrebbe ridurre l’arrivo di circa 50.000 lavoratori poco qualificati nel prossimo anno.

Starmer ha criticato aspramente le industrie “quasi dipendenti dall’importazione di manodopera a basso costo”, accusandole di trascurare la formazione dei giovani britannici. Ha citato il settore dell’ingegneria, dove “i visti sono schizzati alle stelle mentre gli apprendistati sono crollati”, privando le nuove generazioni di opportunità. Per incentivare l’integrazione di migranti altamente qualificati, il Governo introdurrà un percorso accelerato per lo status di residente permanente per professioni-chiave come infermieri, ingegneri ed esperti di intelligenza artificiale.
Il dibattito politico in Inghilterra
Tuttavia, le proposte hanno suscitato critiche. Madeleine Sumption, direttrice del Migration Observatory, ha avvertito che un percorso di dieci anni per la residenza permanente renderebbe il Regno Unito “più restrittivo della maggior parte dei Paesi ad alto reddito” e potrebbe generare maggiori entrate per il Governo attraverso le tasse sui visti temporanei, ma a scapito dei diritti dei migranti. Alcuni critici temono che i requisiti linguistici più severi possano separare le famiglie, soprattutto se coniugi o genitori faticano a imparare l’inglese.
Le riforme di Starmer segnano un punto di rottura con l’approccio tradizionale della sinistra a livello internazionale, che ha spesso abbracciato politiche migratorie molto più permissive. La mossa di Starmer potrebbe anche essere volta a frenare la crescita di Reforum Uk, il partito sovranista di Nigel Farage, prima formazione politica in Inghilterra, secondo i recenti sondaggi. Quest’ultimo critica il governo per non voler uscire dalla Corte Europea dei Diritti Umani (ECHR), che considera un ostacolo significativo all’espulsione di migranti irregolari: sostiene che, al contrario, solo Reform Uk abbandonerebbe l’Echr per consentire espulsioni efficaci.
Alcuni potrebbero erroneamente dedurre che Starmer si stia “spostando a destra”. Non è esattamente così. Per decenni, la sinistra a livello internazionale ha insistito sull’immoralità di negare a chicchessia il diritto di attraversare una frontiera alla ricerca di una vita migliore e promosso i vantaggi del multiculturalismo. Tuttavia, in passato diversi partiti socialdemocratici e comunisti – come fece Georges Marchais, segretario generale del Partito Comunista Francese dal 1972 al 1994 – hanno riconosciuto i rischi dell’immigrazione di massa, sottolineando le sue potenziali ripercussioni sullo stato sociale. Pertanto, più che di uno spostamento a destra, si potrebbe parlare per Starmer di un recupero di prospettive storiche della vecchia sinistra più “socialista” che “liberal”.
Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. Unisciti a noi, abbonati oggi!
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

