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Mediobanca non lascia, raddoppia: l’offerta su Banca Generali per spiazzare Mps

“Generali, dietro la collina”: scomodiamo Francesco de Gregori per approfondire il tema della nuova offerta di Mediobanca riguardante il Leone di Trieste. Dietro la collina scavallata dal gruppo di Piazzetta Cuccia vincendo la battaglia per il rinnovo del consiglio di...

Generali, dietro la collina”: scomodiamo Francesco de Gregori per approfondire il tema della nuova offerta di Mediobanca riguardante il Leone di Trieste. Dietro la collina scavallata dal gruppo di Piazzetta Cuccia vincendo la battaglia per il rinnovo del consiglio di amministrazione della prima azienda privata italiana, leader continentale nel settore delle assicurazioni c’è…sempre Generali. O meglio, Banca Generali, la controllata dell’azienda guidata da Philippe Donnet che si occupa di wealth management, risparmio gestito, finanza strutturata.

La mossa a sorpresa di Nagel

Mediobanca ha sconfitto il duo formato da Delfin e Francesco Gaetano Caltagirone nella corsa al nuovo consiglio di amministrazione di Generali ma ora deve guardarsi dall’assalto di Monte dei Paschi di Siena, sostenuto proprio dal fondo degli eredi di Leonardo Del Vecchio e dal costruttore romano che ne sono azionisti oltre che dal governo Meloni, all’intera quota del suo capitale.

Il Ceo Alberto Nagel ha deciso che per difendere il perimetro urgeva andare all’attacco. E così è partita l’offerta pubblica di scambio con cui Mediobanca è pronta a barattare il suo 13,1% in Generali per i 6,3 miliardi di euro di valore della partecipazione del Leone di Trieste in Banca Generali, di cui detiene oltre il 50% del capitale. Una mossa che le fonti finanziarie definiscono non concordata ma nemmeno ostile per un gruppo strategico.

“Dai consulenti finanziari della banca guidata da Gian Maria Mossa arrivano  circa 3 miliardi della nuova produzione lorda Vita annua di Generali in Italia, pari complessivamente a circa 15 miliardi, corrispondente a circa il 12%“, nota Milano Finanza, che sottolinea come “il legame importante che sarà mantenuto almeno fino al 2028 (con possibile rinnovo) anche se l’ops andasse in porto con l’uscita di Banca Generali dal perimetro del gruppo assicurativo”. 

La mossa di Mediobanca ha chiaramente il valore sistemico di mostrare la capacità di Piazzetta Cuccia di espandersi di fronte alla scalata di Mps. Il sistema bancario-assicurativo vede oggi non tanto una guerra di posizione dove bisogna proteggere allo stremo delle piazzeforti ma piuttosto un confronto di movimento dove avanzate e ritirate fanno parte di un unico gioco tattico e dove gli avversari vanno aggirati prima ancora che sfidati direttamente.

La strategia di Mediobanca per Banca Generali

Mediobanca intende inserire nel suo perimetro un gruppo da 210 miliardi di euro di asset gestiti 2 miliardi di ricavi, per portare oltre la soglia del miliardo e mezzo di euro il suo utile annuo stimato e operare una convergenza tra capacità operative: sommando al wealth management di Banca Generali la capacità d’inserimento di Mediobanca nei grandi sistemi e nelle grandi operazioni strategiche dell’investimento nazionale si potrebbe creare un polo della finanza d’affari specializzata dotato di enorme esposizione internazionale e credibilità di fronte ai fondi stranieri.

Al contempo, Mediobanca accetterebbe di sacrificare la sinergia diretta con il capitale del Leone di Trieste per difenderne l’indipendenza dall’Opa di Mps sul proprio capitale, che ha proprio il controllo del gruppo di Donnet come obiettivo. La strategia di fondo è quella di costruire un attore di mercato dinamico e integrato che possa essere al tempo stesso un boccone troppo grosso da ingoiare per Mps. Al contempo, la mossa mira a serrare le fila nella finanza milanese: se Generali ha il suo cuore nel Nord-Est, non si può ignorare il fatto che Banca Generali sia invece un gruppo con la testa nel capoluogo ambrosiano.

La Torre Hadid in CityLife è il più riconoscibile simbolo del Leone nella capitale economica italiana ed è il quartier generale di Banca Generali. Dalla sede di Mediobanca in Piazzetta Cuccia al CityLife la distanza è di poco più di tre chilometri. Ma presto potremmo parlare dei due volti di un’unica squadra finanziaria, attiva nell’aprire al mercato internazionale il mondo bancario d’affari e assicurativo ambrosiano in nome della comune ostilità a qualunque scalata esterna, specie se sponsorizzata da Roma. Un obiettivo che anche a Trieste qualcuno potrebbe pensare far comodo a Generali nel suo complesso.

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