Mentre i colloqui per raggiungere un accordo negoziale con la Russia sull’Ucraina proseguono, con il presidente Usa Donald Trump che afferma di “non sapere se il leader ucraino Volodymyr Zelensky sia ‘responsabile’ o meno dell’inizio della guerra in Ucraina”, ammettendo di non essere un suo “grande fan”, nuove rivelazioni del Premio Pulitzer Seymour Hersh gettano luce sulla complessità dei negoziati in corso, segnati da interessi economici, divergenze transatlantiche e ambizioni saudite.
Secondo quanto scrive Hersh su Substack, Trump vede il presidente russo Vladimir Putin come “il tipo di persona con cui può fare affari”. Fonti vicine ai colloqui hanno riferito al giornalista che si è discusso della possibilità che “la famiglia Trump costruisca un grande resort sulla spiaggia in Crimea, occupata dalla Russia dal 2014″. In cambio, afferma Hersh, gli Stati Uniti potrebbero “ritirare tutte le sanzioni contro la Russia e forse finanziare l’estrazione di minerali rari in Siberia”.
L’Europa divisa tra odio per Putin e paura di Trump
Tuttavia, i negoziati, descritti come “un elemento chiave di un possibile accordo precedente tra Russia e Ucraina”, non hanno prodotto risultati concreti. Hersh sottolinea che “la Nato e l’Unione Europea hanno promesso ulteriore supporto politico e militare all’Ucraina”, mentre entrambe le parti continuano a colpire obiettivi militari e civili. Nonostante un rallentamento della guerra di terra, che al suo apice causava “oltre diecimila vittime al mese per ogni parte”, la situazione rimane precaria. Un funzionario americano informato ha dichiarato a Hersh: “La guerra di terra non sarà il fattore decisivo, a patto che un’Europa sempre più ansiosa non decida di inviare forze militari dalla Nato o da altri Paesi in Ucraina. Questo, la Russia non lo accetterà”.

Secondo Hersh, uno dei maggiori ostacoli a un accordo è l’ostilità europea verso Putin, visto da molti come “il Diavolo in vesti da agnello”. Mark Medish, ex funzionario del Consiglio di Sicurezza Nazionale statunitense, ha spiegato che l’Europa non è unita: “C’è una frangia calvinista-crociata, dai Baltici all’Olanda e alla Gran Bretagna, che è ossessionata dalla russofobia. Dall’altra parte, c’è un gruppo di pragmatici cattolico-ortodossi nel Sud Europa, scettici sull’escalation voluta dai falchi del Nord”.
Ma c’è un’altra paura che unisce l’Europa: Donald Trump. Un esperto di politica europea intervistato da Hersh ha detto: “Gli europei temono la Russia, ma anche Trump, perché è vicino a Putin e potrebbe ‘vendere l’Europa’ pur di ottenere ciò che vuole“.
L’Arabia Saudita mediatrice, l’Europa in crisi
In questo scenario, l’Arabia Saudita sta emergendo come mediatrice, spinta anche da interessi petroliferi. Una fonte vicina all’amministrazione Trump ha detto a Hersh: “Il Governo saudita vuole un accordo, non solo per il mercato petrolifero. Ma l’Europa lotta con tutte le sue forze contro questa prospettiva”. La stessa fonte ha aggiunto: “L’Europa è fallita, i sauditi sono il futuro”. L’Europa, tuttavia, si oppone fermamente a un accordo che lasci vasti territori ucraini sotto il controllo russo. Hersh riporta che “Trump sta dicendo agli europei di ‘prendere o lasciare”, convinto che un accordo sia “ottimo per l’economia europea”.
A questo punto, si chiede il Premio Putlizer e veterano del giornalismo, “Vladimir Putin continuerà o intensificherà la guerra contro l’Ucraina se non otterrà ciò che desidera negli attuali colloqui di pace? Crede che Trump lo sosterrà, o quantomeno guarderà dall’altra parte, se così fosse?”. Domande che rimangono inevase, mentre Ucraina e Stati Uniti annunciano l’imminente firma di un memorandum d’intesa sulle terre rare che sarà siglato la prossima settimana.
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