La Francia vuole è decisa ad espandere la sua deterrenza nucleare nel contesto dell’incerto dell’Europa privata dell’ombrello di difesa che gli Stati Uniti minacciano di chiudere in caso di un mancato accordo della risoluzione della questione ucraina. Per questo il presidente Emmanuel Macron ha annunciato la riattivazione della storica base aerea di Luxeuil, considerata fino al 2011 il “cuore della deterrenza nucleare francese“.
La base, che si trova a poca distanza dal confine con la Germania, nella vecchia regione della Franche-Comté, ospiterà 40 nuovi jet da combattimento Rafale equipaggiati con missili ipersonici che possono essere armati con testate nucleari.
Secondo le recenti aperture, la Francia potrebbe “cercare di condividere il suo deterrente nucleare con altri alleati europei“, in una forma che potrebbe rivelarsi estremamente “simile” agli accordi di condivisione nucleare stretti dagli Stati Uniti con Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Turchia. Nel frattempo sembrerebbe essere disposta a fornire la sua capacità di deterrenza nucleare agli stati membri dell’Alleanza Atlantica che si trovano a portata di Mosca.
Dopo l’ipotesi di “difendere la Germania“, che rischia di rimanere senza la deterrenza garantita dall’arsenale nucleare che gli Stati Uniti hanno schierato in Europa, il presidente francese ha annunciato dalla vecchia base aerea un programma ambizioso che punta ad ampliare le capacità nucleari della “Force de frappe” dell’aeronautica, la quale disporrà di nuovi caccia di 4ª generazione avanzata del tipo Dassault Rafale F5, dotati di nuovi aggiornamenti e tecnologie all’avanguardia, come i droni gregari, e che potranno trasportare il missile ipersonico con capacità nucleare, l’Air-Sol Nucléaire de 4ème Génération.
La Francia, unica potenza nucleare autonoma dell’Unione Europea, può già contare su una triade nucleare basata sui 4 sottomarini nucleari lanciamissili balistici classe Le Triomphant, e 50 caccia biposto Dassault Rafale della versione B, schierati presso le basi aeree di Saint-Dizier, Istres e Avord, e su quelli imbarcati sulla portaerei Charles De Gaulle della versione M. Tutti i Rafale sopra citati possono essere già armati con missili da crociera a medio raggio Asmp-A, capaci di trasportare una testata termonucleare con una capacità da 300 kt. Un’arma con una potenza distruttiva approssimativamente calcolabile come “quindici volte superiore alla bomba sganciata su Hiroshima“.
“Le nostre forze armate e il nostro continente devono essere preparati ad affrontare le minacce del futuro. Il rilancio della base di Luxeuil, che un tempo ospitava i Mirage IV e successivamente i Mirage 2000N, è una scelta strategica fondamentale per rafforzare la nostra deterrenza nucleare e promuovere l’innovazione tecnologica nelle forze armate“, ha dichiarato il capo dell’Eliseo che si conferma essere uno dei principali promotori del nuovo piano per la difesa europea “Rearm Europe”; e non ha mai accennato all’ipotesi che la Francia possa compiere dei passi indietro nel garantire il proprio supporto a Kiev.
Due elementi di fatto che vanno accuratamente “miscelati” se non si vuole piazzare una bomba a tempo sul Vecchio Continente, dove Parigi punta ad assumere il ruolo di primo “attore strategico” nella sicurezza dell’Unione che ora cerca di capire quanto potrà contare sul Regno Unito, l’unica altra potenza nucleare della Nato che si è trincerata dall’altro lato della Manica.
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