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Politica

Chi è Imamoglu, l’anti-Erdogan su cui si abbatte la scure della repressione

Chi è Imamoglu, l'anti-Erdogan su cui si abbatte la scure della repressione in Turchia di fronte al crescente autoritarismo.

Sugli oppositori politici di Recep Tayyip Erdogan, in Turchia, cade, una volta di più, la scure della repressione. L’arresto di Ekrem Imamoglu, esponente kemalista del Partito Popolare Repubblicano (Chp), socialdemocratico, laico e nazionalista e soprattutto sindaco di Istanbul, getta un’ombra sinistra sulla tenuta del Paese governato dal 2003 dal Sultano.

Le accuse a Imamoglu

Imamoglu, che ha battuto il Partito Giustizia e Sviluppo (Akp) di Erdogan due volte nel 2019 prima e nel 2024 poi per la corsa alla guida della città più grande della Turchia, è stato fermato dalla polizia e colpito da un fermo di quattro giorni dopo che gli sono stati contestati reati corruttivi e addirittura l’ipotesi di sostenere il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), ritenuto organizzazione terroristica da Ankara. Ieri, al leader dei seguaci del pensiero di Mustafa Kemal Ataturk, padre della Turchia moderna, l’Università di Istanbul aveva revocato la laurea in Economia conseguita trent’anni fa.

Un passaggio formale che priva Imamoglu dei requisiti per candidarsi alle presidenziali, per le quali è richiesta una laurea, pochi giorni prima che il congresso del Chp procedesse a incoronarlo aspirante sfidante nella corsa alla presidenza prevista per il 2028 ma che si pensa Erdogan possa mirare ad anticipare. La scure della repressione colpisce un leader 54enne con un vasto seguito e che è in grado di impensierire le strutture evolute nel ventennio targato Akp.

Imamoglu, una formazione tra calcio, business e politica

Nato vicino Trebisonda nel 1970, l’attuale sindaco di Istanbul si è formato in una famiglia sunnita osservante che l’ha portato a evolvere una personalità politica molto di stampo occidentale: credente ma laico, Imamoglu rispetta l’Islam e il suo ruolo nella società turca e per questo è ritenuto potenzialmente in grado di sottraerre consensi a Erdogan. Figlio della Turchia profonda, ha studiato a Trebisonda e nella Repubblica Turca di Cipro Nord negli anni in cui si dedicava a un’importante passione che peraltro lo avvicina a Erdogan: il calcio.

Se il Reis è stato promettente giovane del Fenerbaçe, uno dei club più importanti di Turchia, Imamoglu ha giocato a 17 anni da dilettante come portiere nel Turk Ocagi, una delle maggiori squadre di Cipro Nord. Nei primi anni Novanta si è spostato a Istanbul, dove ha conseguito la laurea oggi contestata e ha lavorato nel settore delle costruzioni nell’impresa di famiglia, diventando inoltre un membro del consiglio di amministrazione del Trabzonspor, la società calcistica di Trebisonda, nel 2002.

A lungo membro del Partito della Patria (Anap) di centro-destra dello storico leader turco Turgut Ozal, Imamoglu si è unito nel Chp nel 2008 e nel 2009 ha iniziato a guidarne la sezione a Beylikduzu, distretto di Istanbul di oltre 400mila abitanti di cui è stato eletto sindaco nel 2014.

L’ascesa nazionale

Nel 2019 Imamoglu ha vinto, a sorpresa, il voto per l’elezione a primo cittadino di Istanbul, battendo l’ex primo ministro Binal Yildrim sia ad aprile che a giugno, dopo che Erdogan era riuscito a far annullare la prima elezione denunciando errori nei conteggi. Nel 2024 è stato rieletto al primo turno con il 51% dei voti. Da sindaco Imamoglu si è occupato dell’inclusione sociale, dell’assistenza ai fragili e dell’edilizia popolare. In parallelo, ha denunciato più volte una serie di atti giudiziari portati avanti per ostacolare la sua azione legislativa: se ne contano quasi 100.

“I casi spaziano dal grave al decisamente surreale”, scriveva a inizio mese Politico.eu, sottolineando che “una delle accuse rivolte a Imamoglu è che abbia preso a calci la tomba del sultano Mehmed il Conquistatore, che strappò quella che allora era Costantinopoli ai bizantini nel 1453” e “un’altra è che i minibus procurati dalla sua amministrazione non erano adatti alle strade della più grande isola del Mar di Marmara al largo di Istanbul”. Una tempesta giudiziaria preludio all’arresto e al tentativo di sabotare la corsa di Imamoglu alla presidenza. Testimonianza di un potere sempre più arroccato e autoreferenziale.

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