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Politica

Austria, la “coalizione degli sconfitti” prova a rispondere all’estrema destra

In Austria è nato ufficialmente il governo di Christian Stocker, investito della carica di primo ministro il 3 marzo al termine di una crisi politica di cinque mesi aperta con le elezioni di fine settembre. Il Partito Popolare Austriaco mantiene...

In Austria è nato ufficialmente il governo di Christian Stocker, investito della carica di primo ministro il 3 marzo al termine di una crisi politica di cinque mesi aperta con le elezioni di fine settembre. Il Partito Popolare Austriaco mantiene la cancelleria federale che, salvo brevissimi intervalli per esecutivi “balneari”, controlla dal 2017 e potrà continuare una storia politica che vede i moderati di centrodestra austriaci presenti in tutti gli esecutivi dal 1987 ad oggi, eccezion fatta per la brevissima parentesi del governo tecnico di Brigitte Bierlein tra il 2019 e il 2020.

L’Ovp guiderà un governo tripartito assieme al Partito Socialdemocratico Austriaco (Spo) e ai liberali di Neos, un esecutivo nero-rosso-rosa che rappresenta una novità per il Paese centroeuropeo ed è una risposta al fallimento delle discussioni tra i popolari e il Partito della Libertà (Fpo) vincitore col 29% del voto autunnale, il cui leader Herbert Kickl ha tra gennaio e febbraio provato senza successo a coinvolgere i popolari in un accordo di coalizione.

Chi è il nuovo premier austriaco

Stocker, segretario generale dell’Ovp, ha assunto la presidenza ad interim del partito dopo che l’ex premier Karl Nehammer ha fallito nel tentativo di formare un primo governo Ovp-Spo-Neos. Figura ritenuta di piano secondario nel partito, chiamato alla guida dell’Ovp in quanto conoscitore profondo della macchina interna alla formazione moderata e ritenuto accettabile da tutte le correnti interne, Stocker ha avuto inizialmente il compito, difficoltoso, di togliere all’Ovp il veto all’ipotesi di negoziazioni con i sovranisti per il terzo governo con l’Fpo della storia. Il primo, però, in cui a essere forza di maggioranza sarebbero stati i sovranisti e nazionalisti.

Stocker ha tirato a lungo le negoziazioni con Kickl. Aveva strappato all’Fpo molti ministeri, dagli Esteri alla Difesa, ma ha chiesto per sé anche Finanze e Interni, ritenuti fondamentali per preservare i rapporti con i partner internazionali. Un atteggiamento pugnace che ha spinto al naufragio i negoziati e ha accreditato il 64enne burocrate di partito entrato in Parlamento solo nel 2019 per guidare i negoziati falliti da Nehammer. A spingere Stocker verso la premiership è stata la convergenza di Spo e Neos sulla stessa idea dell’Ovp: tornare al voto adesso favorirebbe i sovranisti. Fpo è salito al 34% nelle intenzioni di voto, davanti a socialdemocratici (23%) e popolari (20%),

Palla dunque a Stocker per formare un esecutivo che vedrà però grandi problematiche politiche da superare. Un Ovp spostato nettamente a destra su temi come la difesa dei confini, la sicurezza, la lotta all’immigrazione e l’austerità contabile dovrà invece vedersela con un Spo che con il neo-vicecancelliere Andreas Babler si è spostato nettamente a sinistra su posizioni radicalmente progressiste e con Neos che prova dal centro a giocare di sponda. Il risultato delle negoziazioni è stato un corposo accordo di governo che norma le richieste dei vari partiti.

Un accordo contro Fpo

“Al centro dell’accordo di 211 pagine c’è un piano di consolidamento del bilancio di sette anni progettato per riportare l’Austria in linea con le norme fiscali dell’Unione Europea ed evitare una procedura di deficit eccessivo”, nota Politico.eu. Il nuovo governo “si è impegnato a tagliare la spesa di oltre 6,3 miliardi di euro nel 2025 e 8,7 miliardi di euro nel 2026, implementando al contempo un’agevolazione fiscale mirata per i redditi medi e le imprese” ma anche una tutela della spesa sociale, come richiesto dal Spo. Sul fronte migratorio, un doppio binario: Ovp incassa il rafforzamento dei programmi di contrasto all’immigrazione clandestina, che il suo neo-ministro dell’Interno Gerhard Karner dovrà applicare, Spo e Neos il consolidamento dei programmi di integrazione per i migranti regolari.

Parliamo di un compromesso complesso e articolato che ha l’obiettivo di rispondere all’ascesa politica dell’estrema destra. Funzionerà? Tutto da vedere. La realtà dei fatti è che l’Ovp ha accettato una grande scommessa in nome del mantenimento della guida del Paese e del rilancio di un’agenda capace di riconquistare voti in uscita alla sua destra, mentre Spo e Neos hanno preferito la certezza del ritorno al governo rispetto al salto nel vuoto di nuove elezioni. Se questo esecutivo non riuscirà a stabilizzare il Paese, la rivolta di estrema destra potrebbe espandersi: Stocker ha in mano una grande responsabilità per il futuro del suo stesso partito. E potrà essere un esempio per Friederich Merz, che in Germania intende riportare la Cdu al potere in asse con la Spd contro le sirene della convergenza con Afd, che attende al varco un’eventuale crisi della futura Grande Coalizione.

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