Alla fine Apple ha ceduto, almeno parzialmente, alle pressioni del premier Keir Starmer e del Governo di Sua Maestà. A seguito della richiesta del Governo britannico, di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi su InsideOver, il colosso hi-tech ha infatti annunciato la rimozione della funzione opzionale di crittografia end-to-end Advanced Data Protection (Adp) per gli utenti britannici di iCloud, una decisione che impedirà loro di proteggere dati sensibili come foto, note e backup da accessi non autorizzati, inclusi quelli della stessa azienda o di hacker.
In questo modo Apple non dovrà creare una back door per accedere ai dati degli utenti, richiesta avanzata sotto l’Investigatory Powers Act. Cos’è una back door? Trattasi di un “accesso segreto” (“porta sul retro”, come suggerisce il nome) o non documentato a un sistema, che permette di bypassare le normali misure di sicurezza. Nel contesto della crittografia e della privacy, una back door viene inserita da chi sviluppa il sistema, su richiesta di enti governativi o forze dell’ordine, per consentire loro di accedere ai dati degli utenti senza il loro consenso o conoscenza.
Perché Apple ha ceduto (parzialmente) al Governo inglese
Nonostante il suo impegno per la privacy e la storica opposizione a simili richieste, Apple ha quindi ceduto parzialmente alle pressioni di Starmer, rimuovendo la crittografia end-to-end opzionale per evitare obblighi più ampi, pur mantenendo la promessa di non creare mai back door dirette. Questo lascia i dati degli utenti britannici accessibili all’azienda e, di conseguenza, anche alle forze dell’ordine. Ora gli esperti temono che il Regno Unito stia aprendo una pericolosa breccia nella privacy globale. “È un precedente preoccupante per altri Governi”, ha dichiarato alla Cnn Caroline Wilson di Privacy International, mentre John Verdi del Future of Privacy Forum sottolinea che i cittadini britannici perderanno un livello di sicurezza offerto altrove.
Le accuse di autoritarismo dagli Stati Uniti
La mossa di Starmer e del Governo inglese ha destato preoccupazione negli Usa. Come già evidenziato da InsideOver, il senatore democratico Ron Wyden e il deputato repubblicano Andy Biggs hanno chiesto al nuovo Direttore dell’Intelligence Nazionale, Tulsi Gabbard, di opporsi alla richiesta del governo britannico di accedere ai dati criptati degli utenti Apple. Wyden ha sollecitato Gabbard a confermare il suo rifiuto allo “sfruttamento” di questi dati, segnando un cambio di rotta dopo anni di acquiescenza alle richieste straniere da parte di Europa, Fbi e sicurezza Usa.
“Il Regno Unito sembra una nazione libera. Non lo è. È governato da un tiranno, il primo ministro Keir Starmer. Vergogna a lui per la sua richiesta totalitaria. E bravo al Ceo di Apple Tim Cook per aver sfidato il Governo”, ha tuonato su X il giornalista Michael Shellenberger, condiviso anche da Elon Musk.
È vero, ha aggiunto, “che Apple avrebbe potuto semplicemente abbandonare il Regno Unito piuttosto che cedere alle richieste del Governo, e in questo senso ha ceduto. Ma è difficile immaginare una società quotata in Borsa, responsabile nei confronti degli azionisti, fare una cosa del genere, quindi sembra aver scelto la migliore tra due cattive opzioni. Potrei sbagliarmi e, in tal caso, sono felice di essere convinto del contrario”.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

