Il nuovo centro del mondo si chiama Asia, e pian piano in ogni settore, dalla geopolitica all’economia, il sistema delle grandi potenze inizia a prenderne atto. Un affare del campo della difesa aiuta a capire la portata della transizione: la Francia sta valutando l’acquisto di un importante asset militare indiano, il lanciarazzi multi-canna Pinaka, sviluppato dalla Defence Research and Development Organisation (Drdo), l’agenzia di sviluppo di nuovi asset militari controllata dal governo di Nuova Delhi.
I lanciarazzi indiani per Parigi?
Giunto a Parigi per partecipare al summit sull’intelligenza artificiale convocato dal presidente Emmanuel Macron, il primo ministro indiano Narendra Modi ha proposto all’inquilino dell’Eliseo la possibilità che la Francia si doti dell’assetto lanciamissili costruito dalla Tata e che è operativo dal 1994. Il Pinaka, che prende il nome da un arco associato nella mitologia indù alla divinità Shiva, è uno dei perni dell’esercito indiano da quando fu impiegato con profitto nella guerra del Kargil, l’ultimo scontro d’alta montagna di una certa entità che ha messo a confronto Nuova Delhi e il confinante Pakistan nel 1999.
Con calibri che vanno dai 122 ai 214 mm, il Pinaka può sparare una salva di 12 razzi in 44 secondi e Zone Militaire ha segnalato che Parigi sta facendo importanti riflessioni sulla possibilità di dotarne le sue forze di terra. A novembre il il generale Stéphane Richou, dello Stato maggiore dell’esercito, ha avuto un confronto proprio sul Pinaka con le autorità indiane e, nota Zone Militaire, nonostante “la Legge sulla programmazione militare 2024-2030 favorisca una soluzione “sovrana” per sostituire gli ultimi nove lanciarazzi unitari implementati dal 1° Reggimento di artiglieria”.
India-Francia, sulla difesa è partnership totale
Sulle tecnologie militari di terra, dunque, anche un esercito di prima fascia come quello francese inizia a ritenere compatibile con i propri standard operativi un asset prodotto da uno Stato come l’India, che assieme a Turchia e Corea del Sud è una dei tre nuovi entranti nel mercato internazionale della Difesa in un contesto di accelerazione delle spese per gli armamenti.
Per la Francia, del resto, acquistare i Pinaka indiani potrebbe oliare un meccanismo a tutto campo che vede le relazioni con Nuova Delhi sulla difesa strutturarsi sempre più. L’India è pronta a comprare 22 caccia Rafale francesi per la sua portaerei Ins Vikrant e a costruire su licenza tre sottomarini Scorpene progettati da Naval Group nei Magazon Docks, importanti cantieri navali a Mumbai. Prosegue, inoltre, la discussione per sviluppare un motore d’aereo congiunto tra Drdo e la transalpina Safran. Una relazione a tutto campo, dunque, in cui non è più solo Nuova Delhi l’acquirente e Parigi il fornitore mostra la capacità tecnologica dell’India, potenza spesso sottovalutata ma il cui ruolo nell’agone globale va consolidandosi anche attraverso mosse di questo tipo.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

