Le Forze spaziali Usa (US Space Force – USSF) hanno attivato un’unità in Giappone: obiettivo, contrastare le minacce provenienti da Russia, Cina e Corea del Nord, rivali strategiche degli Stati Uniti a livello globale e nel quadrante Pacifico. Il 4 dicembre 2024, infatti, la U.S. Space Force ha ufficialmente attivato la United States Space Forces – Japan (USSPACEFOR-JPN), presso la base aerea di Yokota. L’unità opererà sotto la guida del colonnello Ryan Laughton e lavorerà in sinergia con le Forze Armate statunitensi in Giappone (USFJ) e i loro omologhi giapponesi. Il suo obiettivo principale sarà “pianificare, integrare ed eseguire operazioni legate alla sicurezza spaziale”, fornendo competenze avanzate per potenziare le capacità di combattimento congiunto nello spazio.
Le Forze spaziali Usa sbarcano a Yokota
Secondo il colonnello Laughton, la nuova unità non si limiterà a un supporto tattico, ma collaborerà con il Ministero della Difesa giapponese per sviluppare capacità congiunte che rafforzino la prontezza operativa di entrambe le nazioni in uno scenario di guerra “ibrida”. Il generale Stephen Jost, comandante delle USFJ e della 5ª Forza Aerea, ha sottolineato i significativi progressi del Giappone nel dominio spaziale negli ultimi anni. “Il Ministero della Difesa giapponese ha fatto passi da gigante, creando unità dedicate alla difesa spaziale e integrandosi nei nostri esercizi multinazionali,” ha dichiarato Jost. “L’attivazione di USSPACEFOR-JPN rappresenta la naturale evoluzione della nostra alleanza, che ora include competenze avanzate per affrontare le sfide future nello spazio”.
Le partnership strategiche in campo
Con l’attivazione di USSPACEFOR-JPN, Stati Uniti e Giappone consolidano la loro cooperazione militare in uno dei settori più strategici per la difesa globale. Nel Paese asiatico, le forze militari statunitensi sono distribuite in 85 basi e installazioni situate sulle isole di Honshu, Kyushu e Okinawa. La superficie totale delle basi statunitensi è di oltre 300 chilometri quadrati. Le basi e le strutture delle USFJ variano in dimensioni: si passa da aree di addestramento di diverse migliaia di chilometri a singoli siti con un’unica antenna.
Parallelamente, come nota Asia Times, Corea del Nord, Cina e Russia hanno intensificato la loro collaborazione nel settore spaziale, spinti da un’alleanza basata su interessi comuni e una crescente opposizione all’ordine internazionale dominato dall’Occidente. Sangsoo Lee, in un articolo pubblicato nel febbraio 2024 su 38 North, evidenzia come la Corea del Nord abbia compiuto progressi significativi in questo ambito, culminati nel novembre 2023 con il lancio riuscito del suo primo satellite spia, dopo due tentativi falliti. Cina e Russia giocano un ruolo cruciale nel sostenere le ambizioni spaziali di Pyongyang: Pechino, con il suo programma spaziale avanzato, e Mosca, forte della sua esperienza, forniscono una base di conoscenze tecniche e diplomatiche che la Corea del Nord non potrebbe sviluppare da sola. Mentre la Cina sviluppa satelliti spia e armi antisatellite avanzate, la Russia viene accusata di testare tecnologie che potrebbero includere dispositivi nucleari per lo spazio. Entrambi i Paesi respingono le accuse, accusando invece gli Stati Uniti di militarizzare lo spazio.
Le Forze spaziali Usa si preparano alla guerra
Le Forze spaziali Usa, fondate nel 2019 durante la prima presidenza di Donald Trump, stanno emergendo come un pilastro cruciale della difesa nazionale degli Stati Uniti. Con un budget annuale di 30 miliardi di dollari e circa 15.000 membri, questa forza armata relativamente piccola si occupa di monitorare minacce nello spazio, in particolare i progressi militari di Cina e Russia, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.
Il Colonnello Raj Agrawal, comandante di una squadra globale di 500 unità, ha sottolineato l’importanza di avere capacità offensive per dissuadere potenziali aggressori. Tuttavia, il conflitto spaziale non si tradurrebbe necessariamente in esplosioni di satelliti, ma in tattiche più sofisticate come la compromissione dei sistemi elettronici o l’interferenza nelle comunicazioni satellitari. Secondo il generale Chance Saltzman, capo della Space Force, l’obiettivo principale rimane la deterrenza. Tuttavia, in caso di fallimento, gli Stati Uniti devono essere pronti a “interrompere e degradare” i sistemi spaziali nemici, garantendo così la propria supremazia nello spazio. Quest’ultimo sta diventando, sempre di più, una nuova arena in cui le potenze rivali cercano stabilire la propria supremazia. Una nuova frontiera del grande caos globale.
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