Una vittoria che ci si poteva aspettare ma non con questa magnitudine. Donald Trump torna alla Casa Bianca, mettendo i leader di mezzo mondo di fronte al fatto compiuto: nei prossimi quattro anni sarà lui il timoniere della politica estera americana.
Le reazioni dall’Europa sono cordiali ma riflettono tutti i timori che l’Unione coltiva nei confronti di quella che teme sarà una presidenza isolazionista e meno favorevole ai prodotti europei sul mercato americano. “Mi congratulo con Donald Trump per essere stato eletto Presidente degli Stati Uniti. La Germania e gli Stati Uniti collaborano da tempo con successo per promuovere la prosperità e la libertà su entrambe le sponde dell’Atlantico. Continueremo a farlo a beneficio dei nostri cittadini“. Lo scrive su X il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Prima di lui si era già pronunciata Ursula von der Leyen, nel tentativo di fare pressing sulle relazioni transatlantiche da rinsaldare: “Congratulazioni sincere a Donald J. Trump. La Ue e gli Usa sono più che semplici alleati. Siamo legati da una vera partnership tra i nostri popoli, che unisce 800 milioni di cittadini. Quindi lavoriamo insieme su una forte agenda transatlantica che continui a dare risultati per loro“. A seguire è stata poi la volta degli altri leader dell’Unione, sebbene freddi e guardinghi rispetto alle prossime mosse del nuovo inquilino della Casa Bianca.
Fuori dall’Unione, la rete internazionale non-occidentale- sembra intravedere nel tycoon l’uomo dalla bacchetta magica. La sua è una vittoria che fa tremare i polsi più ad est, a Kiev, nel tentativo di capire se a gennaio i rubinetti Usa si chiuderanno per sempre. “Congratulazioni a Donald Trump per la sua impressionante vittoria elettorale“. Lo ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, sostenendo di apprezzare “l’impegno del presidente Trump per l’approccio ‘pace attraverso la forza negli affari globali. Questo è esattamente il principio che può nei fatti avvicinare la pace giusta in Ucraina. Spero lo metteremo in pratica insieme“. Il presidente ha ricordato “il bell’incontro con il presidente Trump a settembre, quando abbiamo parlato nei dettagli del partenariato strategico tra Ucraina e Stati Uniti, del piano per la vittoria e dei modi per porre fine all’aggressione russa contro l’Ucraina“. Il presidente ucraino conclude il suo messaggio auspicando di “congratularsi di persona con il presidente Trump e discutere con lui modi per rafforzare la partnership strategica dell’Ucraina con gli Stati Uniti“.
Ma tempi duri potrebbero presto arrivare. Gongola Bibi Netanyahu, che però resta guardingo, nella sua ora più difficile: a suo dire, lo “storico ritorno alla Casa Bianca” di Trump “offre un nuovo inizio per l’America e un potente nuovo impegno per la grande alleanza fra Israele e l’America“. E ancora: “Cari Donald e Melania Trump, congratulazioni per il più grande ritorno della storia!“, scrive su X il primo ministro di Israele. “È una vittoria enorme!“, aggiunge, concludendo il messaggio a firma sua e della moglie. “In vera amicizia, i vostri, Benjamin e Sara Netanyahu“. Sebbene l’alleanza con Tel Aviv non sia in discussione, l’idea frugale di politica estera da parte di Trump potrebbe decisamente ridimensionare l’apporto economico e politico Usa al vecchio alleato, decisamente indirizzato verso un’agenda domestica.
Lasciati per un momento amici ed alleati, come il presidente turco Recep Erdogan, che si è congratulato con “il suo amico Trump”, auspicando “metta fine alle guerre“, i toni cambiano decisamente. Del resto anche Ankara è desiderosa di comprendere quanta indulgenza Washington avrà ora nei suoi confronti. Teheran, invece, alle prese con la pianificazione della contromossa verso Israele, finge indifferenza: “Le elezioni americane non ci riguardano e non avranno effetti sulla vita degli iraniani“. Così un portavoce del governo iraniano commenta i risultati delle elezioni negli Usa, secondo quanto riporta la rete televisiva del Qatar Al Araby. Ne sono davvero sicuri? Congratulazioni a Donald Trump “per la vittoria alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti” arrivano invece dall’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, che augura al tycoon “tutto il meglio durante il mandato”, auspicando di “lavorare di nuovo insieme per rafforzare le nostre relazioni strategiche e la partnership” e per portare avanti “i nostri sforzi comuni nel promuovere sicurezza e stabilità sia nella regione che a livello globale“. Il Golfo è il Golfo, del resto. Perfino Hamas sembra avere delle aspettative sul neoeletto presidente. Se l’amministrazione Biden-Harris viene vista come la principale responsabile del conflitto a Gaza, un funzionario di Hamas riferisce all’Afp che con l’elezione di Trump alla Casa Bianca il “cieco sostegno” degli Stati Uniti a Israele deve finire. “Questo cieco sostegno all’entità sionista deve finire, perché va a scapito del futuro del nostro popolo così come della sicurezza e della stabilità della regione“, ha affermato Bassem Naim, membro dell’ufficio politico dell’organizzazione. E poiché il silenzio è d’oro, da Mosca Dimitry Peskov fa sapere che Vladimir Putin non ha alcuna intenzione di congratularsi con Trump: “è un Paese ostile, in guerra contro di noi”, ha ricordato.
Ma l’elezione di Trump non è certo sfuggita ai mercati che, alla vigilia delle elezioni lo incoronavano già vincitore sebbene-come avevamo raccontato da queste colonne- l’indice S&P 500 americano mostrasse segnali che tradizionalmente danno per vincitore il partito uscente. Il ritorno del tycoon alla Casa Bianca sembra aver innescato un’ondata di ottimismo sui mercati finanziari, spingendo il dollaro ai massimi degli ultimi due anni e dando un impulso ai rendimenti obbligazionari statunitensi, così come al Bitcoin. Ma è soprattutto la prospettiva del controllo del Senato da parte del partito di Trump a rafforzare le aspettative di ampie riduzioni fiscali, tariffe elevate e una deregolamentazione economica, considerate dai mercati come spinte favorevoli al rafforzamento del dollaro. Ma è Tesla che quest’oggi balla il valzer assieme a Trump: il titolo è balzato di oltre il 13% nelle contrattazioni pre-market a Wall Street, spinto dal ruolo che Elon Musk ha avuto nella campagna elettorale del Gop. A metà mattinata Tesla sale del 13,18% a 284,65 dollari ad azione sull’indice Nasdaq. Soprattutto dopo le parole che Trump ha avuto per Musk in un quasi melenso elogio durante il suo discorso di fronte ai sostenitori in Florida. Musk “è un ragazzo speciale. Dobbiamo proteggere i nostri geni, non ne abbiamo così tanti“: parola di The Donald.
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