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Guerra

La guerra di Israele colpisce i libanesi ma il consenso per Hezbollah cresce. Ecco perché

Anche tra cristiani, drusi e sunniti cresce la "simpatia" per Hezbollah e per l'Iran. La ragione? Combattono Israele.
Libano

Le 500 persone uccise ieri dalle bombe di Israele in Libano, in quello che nella nostra galassia solo Repubblica riesce a definire un “attacco mirato”, sono il più pesante tributo di sangue che il Paese abbia pagato dalla fine della guerra civile degli anni Settanta-Ottanta. E lo ha pagato, certo non per la prima volta, in nome dello scontro tra le forze armate dello Stato ebraico e la milizia sciita di Hezbollah. Milizia che a sua volta è l’attore non statale più pesantemente armato del mondo ed è nella lista delle organizzazioni terroristiche della maggior parte dei Paesi occidentali.

Il Libano, inoltre, al di là delle difficoltà geopolitiche, è da anni invischiato in una crisi economica e sociale da far tremare le vene ai polsi. Il 50% dei libanesi, in un sondaggio svolto appena prima delle stragi di Hamas del 7 ottobre 2023, si è detto convinto di vivere peggio dei propri genitori e solo il 28% pensa che i figli vivranno meglio. Il 92% degli intervistati ha sperimentato la mancanza di energia elettrica almeno una volta la settimana (il 43% del secondo classificato, i Territori palestinesi) e il 65% lo stesso problema con l’acqua (17% più del secondo, di nuovo i Territori palestinesi).

In questo quadro, dunque, si potrebbe pensare che i libanesi abbiano sviluppato ostilità e rancore nei confronti di Hezbollah e della sua condotta politica. Anche perché né il Governo né le forze armate del Libano sono davvero in grado di tenere a freno le milizie, che quindi in ogni momento potrebbero trascinare il Paese in una guerra aperta (o meglio: ancora più aperta di così) con Israele. E invece…

Arab Barometer ha appunto censito i sentimenti dei libanesi nei confronti di Hezbollah. E una cosa è chiara: negli ultimi anni (2022-2024) il consenso per Hezbollah è sempre cresciuto. Tra gli sciiti, ovviamente: oggi il 74% di loro pensa che Hezbollah sia un elemento positivo nella politica del mondo arabo, ma anche l’11% dei sunniti (era il 3%), il 10,5% dei cristiani (dal 3%) e il 13% dei drusi (dal 5%). In generale, l’apprezzamento per il ruolo di Hezbollah nella politica regionale è cresciuto del 9%. Inutile sottolineare che, nello stesso tempo, si muovono in sintonia i rating degli altri protagonisti della politica internazionale: oggi il 36% di tutti i libanesi manifesta un’opinione positiva dell’Iran (8 punti percentuali più che nel 2022), una crescita trainata, ci si creda o no, dalle componenti non sciite della popolazione libanese: più 9% tra i drusi, più 5% tra i cristiani, più 4% tra i sunniti.

Questo significa che i libanesi concordano con Hezbollah, che lo supportano? Affatto. Solo il 30% dei libanesi dice di avere abbastanza o molta fiducia nel movimento politico militare guidato da Hassan Nasrallah, mentre il 55% dice di non averne alcuna. La contraddizione si spiega facilmente e ha un nome preciso: Israele. L’aumento delle simpatie per Hezbollah è dovuto esclusivamente al fatto che la milizia combatte Israele. I libanesi sono disgustati e terrorizzati dalle operazioni israeliane a Gaza e in Cisgiordania e trovano in Hezbollah l’unica risposta. Il 78% dei libanesi pensa che i bombardamenti su Gaza siano “atti di terrorismo” mentre solo l’11% pensa altrettanto dei missili che Hezbollah lancia sulle città di Israele.

Qual è dunque la conclusione che viene tratta di ricercatori? Che un’altra invasione israeliana del Libano rafforzerebbe ancora il consenso per la resistenza offerta da Hezbollah. E probabilmente spingerebbe parte della popolazione a collaborare con le milizie sciite.

Fulvio Scaglione

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