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Guerra

Ucraina: il mistero dell’F-16 e l’ipotesi che nessuno vuole discutere

Il 26 di agosto è andato distrutto il primo dei dieci F-16 finora forniti all'Ucraina. Incidente, dice Kiev. E se invece...
F-16

Pronti, via! Nemmeno il tempo di consegnare i primi dieci caccia F-16 all’Ucraina (altri dieci dovrebbero arrivare entro fine anno, e un’altra sessantina entro il 2025) che uno è già andato in fumo. Lo pilotava il comandante Oleksy Mes che aveva il nome di battaglia di Moonfish (Pesce luna) e che la nostra stampa ha subito insignito del titolo di eroe. Le imprese in battaglia di Mes, 31 anni, comandante di squadrone dal 2022, non sono state particolarmente illustrate. Però è vero che il pilota era stato uno dei “volti” della campagna ucraina negli Usa per convincere i legislatori americani a votare a favore della fornitura dei caccia a Kiev. Mes aveva poi seguito il corso accelerato (sei mesi invece di due anni) per imparare a pilotare gli F-16 ed era stato il primo pilota ucraino a portarne uno in battaglia. Purtroppo è stato anche il primo a cadere.

E qui comincia il giallo. La prima notizia della morte di Mes è stata data il 28 agosto dal sindaco di Lutsk, città natale del pilota, insieme con quella di un altro soldato del posto, caduto combattendo a Precistovka, nel Donbass. Le autorità militari hanno dato l’annuncio solo il giorno dopo, il 29 agosto, insieme con la versione ufficiale dell’accaduto: Mes si era levato in volo, il giorno 26, per intercettare i missili russi che quel giorno, in ondate assai fitte, erano stati lanciati contro obiettivi civili e militari in Ucraina. Dopo aver abbattuto quattro missili, l’aereo di Mes avrebbe interrotto i contatti con il controllo da terra e sarebbe poi precipitato al suolo.

Questa la versione ufficiale degli ucraini. Non si fa cenno a un abbattimento da parte dei russi. Il che, ovviamente, lascia spazio a tutte le ipotesi. Anche a un errore del pilota, magari causato dall’affrettato addestramento di cui si faceva cenno prima. Se così fosse, parlando oltretutto di un pilota di eccellenza, le forse aeree ucraine potrebbero avere un grosso problema: quanti altri piloti sono a rischio per la stessa ragione?

C’è però un ulteriore dubbio. Il giorno 26 agosto è stato quello in cui i russi hanno lanciato uno dei più massicci attacchi di missili e droni contro obiettivi civili (soprattutto infrastrutture energetiche) e militari sul suolo dell’Ucraina. Tra gli obiettivi colpiti, anche l’aeroporto di Kolomyia, nella regione di Ivano-Frankivsk, dove erano stati appunto dislocati alcuni dei caccia F-16 assegnati agli ucraini. Che l’incursione ci sia stata è indubbio, ci sono fotografie e video dell’accaduto. Molte fonti russe, anche prima che si sapesse della morte di Mes, hanno avanzato l’ipotesi che l’aereo distrutto che si vede nelle immagini fosse appunto un F-16. Noi ci siamo abituati a pensare che tutto ciò che dicono i russi sia bugia o propaganda, e va bene. Se invece l’F-16 fosse stato distrutto dai russi mentre era ancora a terra, vorrebbe dire che gli ucraini non stanno riuscendo (o non sono riusciti prima) a nascondere a sufficienza i nuovi aerei. Il che sarebbe un altro bel problema.

Ma non è finita qui, c’è una terza ipotesi. Quella avanzata da Maryana Bezuhla, deputato del Parlamento ucraino nei ranghi del partito zelenskiano Servo del popolo, la quale senza girarci intorno ha avanzato l’ipotesi che l’F-16 del comandante Mes sia stato abbattuto da un missile Patriot sparato dalla contraerea ucraina, a causa di una “mancanza di coordinamento tra i reparti dei diversi settori”. Ipotesi che è stata presa piuttosto sul serio se Sabrina Singh, vice-portavoce del Pentagono, ha dovuto diplomaticamente rispondere i giornalisti Usa che “spetta agli stessi ucraini dire se il pilota è stato abbattuto dal fuoco amico, cosa che non posso dire”.

Per capire bene perché questa versione non possa essere dismessa con un’alzata di spalle, bisogna ricordare chi è esattamente la Bezuhla. Medico di formazione, ha seguito un tirocinio al Dipartimento di Stato Usa, ha lavorato al ministero della Difesa ucraino (si occupava dei progetti per ottimizzare l’assistenza sanitaria alle truppe), è stata molto spesso sul fronte del Donbass e, da quando nel 2019 è arrivata in Parlamento, è la presidente della sottocommissione per l’Implementazione dei valori e degli standard della Nato. Il 5 maggio del 2022, poco dopo l’avvio dell’invasione russa, ha presentato un progetto di legge per autorizzare i comandanti delle unità militari a fucilare sul posto i soldati che rifiutassero di obbedire agli ordini. Chiaro il tipo?

Ma non si tratta solo di questo. In Ucraina, Bezuhla è da molti ritenuta la “voce” di Zelensky. La persona che dice le cose imbarazzanti che Zelensky non può dire in prima persona. Per fare un solo esempio: nei mesi che precedettero il siluramento del generale Zaluzhny e la sua rimozione dal ruolo di comandante in capo delle forze armate, Bezuhla fu una critica feroce e instancabile dell’operato del generale. Eliminato Zaluzhny, passò ad attaccare il comandante degli Stati maggiori riuniti, generale Yurij Sodol, compagno d’armi di Zaluzhny, e anche Sodol fu poi silurato.

Per questo anche l’ipotesi che l’eroe dell’aria Mes sia stato abbattuto da un compagno d’arme non può essere trascurata. Anche se i nostri giornali fanno finta di non accorgersene. Se così fosse, la domanda vera sarebbe: perché si è voluto farlo sapere?

Fulvio Scaglione

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