In Cina qualcuno ricorda ancora la storia raccontata la scorsa primavera dal programma televisivo Xiaoli to the Rescue, specializzato nell’aiutare le persone bisognose. Nella provincia dello Henan, un tale signor Cheng si era rivolto agli autori dello show per recuperare i risparmi della sua famiglia, 200mila yuan, circa 28mila dollari, sperperati dal figlio 15enne nel gioco d’azzardo online. Il ragazzo aveva dilapidato l’ingente somma di denaro in appena tre mesi, dopo essere diventato dipendente da una lotteria virtuale. L’episodio in sé racconta due enormi problemi sociali della Cina: l’elevato numero di utenti di Internet minorenni ma, soprattutto, la dipendenza di giovani e giovanissimi dal web.
Un doppio male assoluto che il Governo cinese ha cercato di rimuovere alla radice, inasprendo le regole sull’accesso alla rete e proponendo soluzioni drastiche per curare chi non riesce a staccarsi da smartphone e dispositivi elettronici. Oltre la Muraglia ci sono 191 milioni di utenti Internet minorenni: circa 20 milioni di loro sono considerati dipendenti dalla rete. Che fare per recuperarli?

La medicina cinese
Dal 2002 in poi, migliaia di adolescenti cinesi sono stati etichettati come “dipendenti da internet” e inviati in appositi centri di recupero. Nel 2008, la Cina è diventata la prima nazione a dichiarare la dipendenza da Internet un disturbo clinico. Sono così sorti decine di istituti, alcuni privati altri collegati a ospedali ed enti pubblici, il cui scopo consiste nel fornire cure per “la dipendenza da Internet”. C’è chi li chiama “campi di addestramento” visto che gli alunni costretti a frequentarli subiscono trattamenti durissimi.
L’Internet Addiction Treatment Centre, a Sud di Pechino, per esempio, accetta ragazzi di età compresa tra i 13 e i 26 anni. Dai tre mesi (permanenza minima) ai nove nei casi più gravi, i “drogati della rete” restano qui, senza avere accesso al mondo esterno. Si svegliano alle 6:30 del mattino e vengono sottoposti ad una disciplina pressoché marziale, con tanto di esercizi fisici di stampo militaresco, attività di recupero e psicologiche. Centri del genere sono popolarissimi, nonostante le passate controversie sulle pratiche impiegate da alcuni siti, come il pestaggio dei pazienti e la terapia con elettroshock. Nel 2009, l’emittente statale cinese CCTV aveva realizzato un servizio che descriveva nei dettagli l’uso di quest’ultima terapia da parte di un centro. Il Ministero della Salute cinese avrebbe poi vietato la pratica.
Guarda il reportage: Eroina elettronica
Una piaga da estirpare (ma occhio al business!)
Nel 2023, le autorità cinesi hanno deciso di porre un freno alla dipendenza dai social media dei bambini e di “controllare” i contenuti che gli adolescenti consumano online. La Cyberspace Administration of China (CAC), il principale organo di regolamentazione di Internet del Paese, ha infatti invitato i produttori di dispositivi mobili, sistemi operativi, applicazioni e app a creare una funzione chiamata “modalità minore“. Si tratta, in sostanza, di un sistema di classificazione dei contenuti che, in base all’età degli utenti, stabilisce limiti temporali di utilizzo.

Non solo: nei prossimi mesi Pechino ha deciso di bloccare l’accesso a Internet dei minori dalle 22:00 alle 6:00. La medicina è stata ben accolta dai genitori, ma ha portato una nuova sfida per le aziende tecnologiche, che si sono ritrovate costrette ad affrontare un ostacolo non da poco per i loro business dorati. Nel 2023, i ricavi del gaming hanno superato i 300 miliardi di yuan (quasi 42 miliardi di dollari), dopo un aumento più che triplicato nell’ultimo decennio.
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