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Guerra

Israele, il ministro Smotrich: “Giusto far morire di fame i palestinesi di Gaza”

Il ministro delle Finanze israeliano commenta con ferocia la guerra e sostiene sia “giustificabile e morale far morire di fame le persone a Gaza"

Far morire di fame due milioni di persone è giustificabile e addirittura morale. Da quale girone infernale provenga Bezalel Smotrich, non è dato sapere, ma nel suo mondo suprematista tutto questo è possibile, anzi, “è morale”. Il ministro delle Finanze israeliano lo ha dichiarato in una conferenza stampa, ospitata dal quotidiano Israel Hayom, a Yad Binyamin.  Non è certo la prima volta che Smotrich commenta con tanta ferocia la guerra in atto a Gaza, eppure in quest’ultima circostanza pare proprio essersi superato. Come sia possibile che un ministro in carica possa parlare così apertamente di morte e crimini di guerra, in uno Stato che si definisce democratico, resta un mistero agli occhi di chi vorrebbe restare umano.

Ebbene, tornando a quanto detto dal leader di Sionismo Religioso, sarebbe etico “bloccare il flusso di aiuti alimentari a Gaza”. Probabilmente per Smotrich, più che etico, sarebbe proprio un sogno, considerando il desiderio che il ministro auspica da tempo, ovvero la realizzazione del Grande Israele. Già, ne parla spesso e ha persino scritto un libro a riguardo: il suo Paese dovrà estendere i propri confini, inglobando la Striscia di Gaza e quel che resta della Cisgiordania, che lui ovviamente chiama coi nomi biblici di Giudea e Samaria.

Dal suo punto di vista, quindi, la morte di milioni di palestinesi accelererebbe il processo. Tuttavia, questo per Smotrich non è propriamente possibile, e non certo per pietas. “Nessuno ci permetterà di far morire di fame due milioni di civili, anche se ciò potrebbe essere giusto e giustificato”. Ecco perché, ha continuato il ministro, “stiamo permettendo l’accesso nella Striscia ai convogli umanitari, non abbiamo altra scelta”. Tuttavia, com’è noto, gli aiuti che riescono ad arrivare a Gaza sono distribuiti col contagocce. Con la chiusura dei valichi e i sistematici attacchi ai convogli da parte della popolazione israeliana, quel che arriva nella Striscia è insufficiente a garantire la sopravvivenza dei palestinesi.

Il portavoce di Bibi è per la pulizia etnica

Da qualche giorno il ministro delle Finanze può contare su un altro estremista al governo. Si tratta di Omer Dostri, nuovo portavoce di Benjamin Netanyahu, fresco di nomina. Nello specifico Dostri sarà il responsabile della comunicazione di Bibi che, stando al suo curriculum, con buone probabilità sposterà sempre più a destra. Proprio come Smotrich, anche Omer Dostri auspica uno Stato ebraico più grande. E, difatti, non ha mai fatto mistero, durante le numerose ospitate in TV, della necessità per Israele di occupare con nuovi insediamenti la Striscia di Gaza. Dunque, replicare il modello dei coloni in Cisgiordania, realizzando avamposti e villaggi anche in quel lembo di terra che oggi è ridotto in macerie.

La strategia del portavoce del premier prevede anche un’altra mossa: cacciare i palestinesi via dalla Striscia. A tal proposito, nei mesi scorsi, e fortunatamente solo in veste di opinionista, aveva illustrato, in un’intervista a Canale 14 [TV israeliana] il progetto per trasferire gli abitanti di Gaza nel Sinai, offrendo all’Egitto degli aiuti economici e militari. Insomma, un vero e proprio programma di pulizia etnica. Dal canto suo Netanyahu non ha mai parlato di insediamenti israeliani a Gaza. Tuttavia, la scelta di nominare Dostri suo portavoce, più che singolare, appare eloquente.

Israele continua a bombardare le scuole a Gaza

Coerentemente con questa preoccupante ondata d’odio, a Gaza continua la mattanza. L’esercito israeliano ha bombardato altre due scuole, causando almeno trenta morti, tra cui 24 bambini. Gli istituti di Hassan Salama e di al Nasr, gestiti dalle Nazioni Unite, si sommano ad altre due scuole rase al suolo nel giro di una settimana. 

Ad oggi questi luoghi, si legge sul sito di Al Jazeera, fungono da riparo per i migliaia di sfollati che vagano in cerca di un tetto sicuro. Eppure questi posti vengono deliberatamente colpiti, senza alcun tipo di preavviso. “C’è una concentrazione di attacchi contro i centri di evacuazione – ha dichiarato il giornalista dell’emittente araba, Hani Mahmoud. Quello che è davvero sconcertante è che l’esercito israeliano non dà alcun avvertimento preventivo alle persone che si trovano al loro interno”.

Qualche numero può aiutare a comprendere meglio la drammatica situazione: dal 7 ottobre sono state disintegrate 152 scuole nella Striscia di Gaza. Al loro interno, si nascondevano invano almeno 1.040 persone, che anziché un riparo hanno trovato la morte.

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