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Guerra

“Nessun civile ucciso a Rafah”. Le frottole di Netanyahu al Congresso Usa che applaude

I parlamentari Usa hanno applaudito le bugie di Netanyahu, che al Congresso non si è vergognato nel dire che “nessun civile ucciso a Rafah”.

Quanti civili sono stati uccisi a Rafah? “Praticamente nessuno”. Non si tratta di vaneggiamenti, bensì del discorso che Benjamin Netanyahu ha riportato ieri al Congresso Usa. Citando le parole del primo ministro israeliano, la realtà descritta da lui e dal colonnello John Spencer sarebbe che “Israele ha adottato precauzioni per prevenire danni ai civili più di qualsiasi altro esercito nella storia e ben oltre quanto richiesto dal diritto internazionale”. Tutte queste sedicenti precauzioni avrebbero fatto sì che “a Rafah non sono stati uccisi civili”, come ha affermatoNetanyahu, se non “in un singolo incidente, in cui le schegge di una bomba hanno colpito un deposito di armi di Hamas e ucciso involontariamente due dozzine di persone”. Poi, Bibi è arrivato alla sua conclusione: “Volete sapere perché non sono stati uccisi civili? Perché Israele li ha salvati dai pericoli, cosa che la gente diceva che non saremmo mai riusciti a fare, ma ce l’abbiamo fatta.” Senatori e deputati americani, a questo punto, si sono alzati in piedi e hanno applaudito.

Le immagini da Gaza raccontano il contrario

Alla luce di quanto detto dal premier israeliano, qualora la prima reazione non dovesse essere l’indignazione per una storia raccontata al contrario, ci sarebbe quantomeno da rimanere perplessi. Il Primo ministro afferma che a Rafah non sono stati uccisi civili, eppure il bollettino di guerra a Gaza continua ad aumentare, con un numero di morti che, ad oggi, ha sfiorato quota 40mila. Fortunatamente – per amor di cronaca, non in senso letterale – ci sono i terribili video a far chiarezza. Ebbene, il web è inondato di immagini che immortalano ogni giorno la strage in atto nella Striscia. Migliaia di uomini, donne e tanti, troppi bambini, uccisi dalla furia di una guerra nella quale la distinzione tra civili e combattenti ha poca rilevanza. E se i video non bastano a confutare il discorso di Bibi, ci sono sempre le testimonianze dei medici che operano lì, in quel lembo di terra martoriato. Come quella di Roberto Scaini, medico di Medici Senza Frontiere, che a maggio ci ha raccontato quello che i suoi occhi hanno visto a Rafah.

Ci sono poi le testimonianze raccolte dal The Guardian, in cui gli operatori sanitari affermano che “i bambini sono stati presi di mira dai cecchini israeliani”. E a confermare questo fatto, che ovviamente l’IDF nega, c’è anche l’intervista rilasciata tre giorni fa da Mark Perlmutter, medico americano in missione nella Striscia. “In trent’anni di servizio nelle zone più disastrate della Terra, non ho mai visto una carneficina come quella in atto a Gaza”. 

Perlumutter continua l’agghiacciante racconto, affermando di “aver visto ragazzini fatti a pezzi dalle bombe e altri freddati deliberatamente dai cecchini”, che con disumana precisione “hanno sparato dritto al cuore di due bambini di otto anni”. A uno dei due, chiosa il medico, “hanno sparato anche in testa. Nessun bambino viene colpito due volte da un cecchino, se non intenzionalmente”.

E dunque, sul discorso di ieri di Benjamin Netanyahu, non c’è altro da dire. Tante parole, altrettante bugie. Tuttavia, resta l’amaro dispiacere anche per quanti si sono alzati ad applaudire, complici di una narrazione che uccide e poi minimizza 40mila vittime.

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