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Religioni

Indiana Jones non serve più. Oggi Le reliquie dei santi le trovi su eBay

Il commercio delle reliquie ha ormai perso quasi tutte le connotazioni di fede (o di satanismo) e si è ridotto a collezionismo e commercio.

Il mercato online delle reliquie è molto vasto, se si cerca il termine relic sull’eBay internazionale i risultati che appaiono sono oltre 70mila. Per regolarne le condizioni di vendita la piattaforma ha inserito persino un’apposita nota nel suo regolamento che obbliga i venditori a specificare «di cosa è fatta la reliquia» e avverte che «se si tratta di resti umani non ne è consentita la vendita salvo che non si tratti di capelli». Esistono vari tipi di reliquie: le più importanti sono quelle di prima classe, oggetti direttamente associati a Gesù Cristo, come la Sindone, parti della Santa Croce, chiodi della crocifissione, oppure resti biologici di santi, come ossa, capelli o sangue; alla seconda classe appartengono cose legate alla vita dei santi, come le loro vesti; le reliquie di terza classe sono invece solitamente dei piccoli pezzi di stoffa entrati in contatto con le reliquie di prima classe.

Business reliquie: ogni anno 300 rivendute online

Nel 1200 era un traffico cui partecipavano laici e religiosi, come il vescovo di Pafos, a Cipro, accusato di aver sottratto le reliquie di Betlemme. Due secoli dopo, le spoglie dei santi venivano smembrate e le loro reliquie disperse nel nome della cristianità. Un mercato, quello dei corpi, che per studi scientifici affascinò perfino Michelangelo e Leonardo Da Vinci. Secoli dopo, le reliquie diventano un elemento fondamentale nel “corredo” dei satanisti. E oggi? Più che messe nere, il furto e il loro commercio sembra appassionare soprattutto collezionisti e devoti. In fondo, le reliquie dei santi, nella credenza popolare, hanno poteri quali la guarigione dalle malattie, ma anche di figura di intercessione a Dio.

Sant’Antonio, una hit

Anche in campo religioso, ma si tratta sempre di falsi: boccette di acqua santa e miracolosa, presunte reliquie, t-shirt con il volto del Santissimo eccetera eccetera. Ossa di santi o presunte tali però non si erano ancora viste almeno fino a oggi. A essere prescelto poi uno dei santi più amati e popolari, Sant’Antonio da Padova di cui su E-bay si trova all’asta una porzione di un frammento di ossa, all’interno di un reliquiario risalente al Settecento. Come si sa, sul sito in questione è obbligatorio mettere pubblicamente i propri dati, così si scopre che il venditore è un signore che vive a Adret, al confine tra Val d’Aosta e Francia: prezzo base 390 euro più spese di spedizione. Naturalmente nessuno sa come ne sia venuto in possesso. La descrizione che accompagna l’annuncio riguardo le “sacre” ossa è piuttosto debole. C’è scritto che si tratterebbe di un frammento osseo e null’altro. Sulla reliquia però manca uno specifico sigillo di ceralacca che, se presente, assicurerebbe l’autenticità dei resti secondo la Chiesa.

Indagando però si viene a scoprire che il povero Santo di Padova è ambitissimo online: ci sono altri siti che vendono a solo 150 euro un altro frammento osseo incastonato in una immagine di Gesù Bambino. Stiamo parlando di frammenti poco più che millimetrici, ovviamente, e questi in vendita potrebbero anche essere originali, un tempo infatti si usava spezzettare in parti minuscole i resti dei santi che venivano dati in particolari occasioni a personalità importanti, re e imperatori. Poi coi secoli sono passate di mano in mano. Alle due reliquie messe in vendita mancherebbe il sigillo di ceralacca che ne certifica l’autenticità, ma potrebbe essere andato perso di mano in mano.

Resta che chi vende reliquie non è certo un fedele ortodosso: la simonia, il commercio di beni sacri spirituali, la vendita di oggetti e reliquie, è uno dei peccati più gravi per chi crede, oltre che una condotta punibile ai sensi del reato di ricettazione così come punito e disciplinato dal nostro Codice penale.

Il docu-film

I resti mortali di San Pietro e San Paolo, il frammento della Croce di Cristo, i gradini che Gesù ha percorso nella sua Passione… Da centinaia e centinaia di anni, milioni di pellegrini di tutto il mondo visitano Roma per raccogliersi in preghiera davanti a queste e altre reliquie. Ma sono vere? A questa domanda, che ha suscitato importanti dibattiti nel corso della storia, risponde il documentario “Las huellas de Jesús en Roma” (Le orme di Gesù a Roma), elaborato dall’agenzia informativa audiovisiva Rome Reports e presentato all’ambasciata di Spagna presso la Santa Sede. Si tratta di un film di 46 minuti che indaga con immagini inedite sull’origine e la ripercussione delle numerose reliquie di Cristo e dei suoi apostoli nella Città Eterna.

Proibito il commercio

Nuove regole per la custodia, la cura, il trasporto e l’autentificazione delle reliquie di servi di Dio, beati e santi. Le stabilisce un’Istruzione della Congregazione delle cause dei santi dal titolo “Le reliquie nella Chiesa: autenticità e conservazione”.
Un documento con il quale si chiariscono compiti, responsabilità e modalità con cui gestire queste reliquie che «nella Chiesa hanno sempre ricevuto particolare venerazione e attenzione, perché il corpo dei beati e dei santi, destinato alla Risurrezione, è stato sulla terra il tempio vivo dello Spirito Santo e lo strumento della loro santità riconosciuta dalla Sede Apostolica tramite la beatificazione e la canonizzazione». L’Istruzione conferma che «Sono assolutamente proibiti il commercio e la vendita delle reliquie, nonché la loro esposizione in luoghi profani o non autorizzati».

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