Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY

L’apertura del presidente ucraino Volodymyr Zelensky ai negoziati di pace con la Russia in una conferenza stampa del 15 luglio segna un momento cruciale nella crisi ucraina. Il presidente ucraino ha affermato “Credo che debbano esserci rappresentanti russi al secondo summit” che probabilmente si svolgerà nel mese delle elezioni presidenziali statunitensi, il cui esito è cruciale per il futuro supporto militare all’Ucraina. Questo cambiamento di atteggiamento sembra riflettere una presa di coscienza delle dure realtà sul campo di battaglia e delle limitate opzioni diplomatiche disponibili. La situazione militare in Ucraina è gravemente compromessa, con le forze russe che avanzano lentamente ma costantemente su diversi fronti. Questa progressione inesorabile delle truppe russe sta mettendo pressione su Kiev, spingendo Zelensky a considerare soluzioni che fino a poco tempo fa sembravano impensabili.

L’Unione Europea, dal canto suo, sembra aver perso rilevanza strategica nel contesto della crisi. La recente conferenza di Lucerna, tenutasi senza la partecipazione della Russia, ha evidenziato l’incapacità dell’Europa di essere un attore centrale nei tentativi di risoluzione del conflitto. Questa marginalizzazione è sintomatica di una debolezza più ampia, sia economica che politica, che affligge il continente. La mancanza di iniziative europee significative per avviare negoziati di pace dimostra una dipendenza dagli Stati Uniti e una mancanza di una visione strategica autonoma.

In questo contesto, la prospettiva di una futura presidenza Trump negli Stati Uniti introduce un nuovo elemento dinamico. L’ex presidente ha già espresso l’intenzione di risolvere il conflitto ucraino e la sua precedente amministrazione ha chiuso il conflitto in Afghanistan, suggerendo un approccio pragmatico e diretto alle crisi internazionali. Zelensky, consapevole del cambiamento potenziale nel panorama politico internazionale, potrebbe essere spinto a negoziare ora piuttosto che rischiare condizioni peggiori in futuro.

Il presidente ucraino si trova dunque in una posizione delicata. Con il suo consenso politico in calo e la legittimità della sua presidenza in discussione, la scelta di avviare negoziati di pace con la Russia appare come una mossa pragmatica per evitare una sconfitta totale. Attendere ulteriormente potrebbe comportare richieste ancora più gravose da parte della Russia, inclusa la cessione di territori aggiuntivi e la neutralità permanente dell’Ucraina rispetto alla NATO.

In definitiva, l’apertura di Zelensky ai negoziati riflette una consapevolezza crescente delle limitazioni e delle pressioni a cui è soggetta l’Ucraina. La situazione attuale richiede decisioni difficili e compromessi dolorosi, ma potrebbe rappresentare l’unica via per evitare un deterioramento irreversibile del conflitto e delle sue conseguenze per il popolo ucraino.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto