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Guerra

Pioggia di missili su Kiev: così Mosca vuol mettere l’Ucraina alle corde

I raid sull'ospedale sono la conseguenza delle strategie russe di pressione sull'Ucraina tramite asset missilistici.

La giornata dell’8 luglio ha segnato un’escalation importante nell’offensiva estiva della Russia in Ucraina per colpire le infrastrutture critiche del Paese invaso da Mosca il 24 febbraio 2022.

Hanno destato indignazione nel mondo le conseguenze della caduta di un missile sull’ospedale pediatrico di Okhmatdyt a Kiev, in cui sono curati diversi bambini affetti tra l’altro anche da patologie oncologiche, in una problematica riproposizione di immagini che, troppo spesso, abbiamo visto in questi mesi provenire soprattutto da Gaza.

Sul fronte strategico, il raid sull’ospedale è la conseguenza di una manovra russa sempre più incalzante e spericolata per colpire infrastrutture critiche dell’Ucraina. Da un lato, viene difficile pensare che Ohmatdyt fosse l’esplicito bersaglio dei bombardamenti russi. Dall’altro, tuttavia, non si può ignorare il rischio insito nella nuova manovra volta a prendere di mira hub strategici per la tenuta del sistema-Paese ucraino, a partire dalle centrali elettriche e dagli snodi di smistamento dell’energia, spesso situati nelle città.

Non a caso proprio ieri è andato in scena un raid importante che ha preso di mira trasformatori e impianti di generazione dell’azienda energetica Dtek nella capitale ucraina,

La mossa deliberata della Russia mira a controbilanciare i colpi ucraini sulle raffinerie di Mosca, come ha ricordato Fulvio Scaglione su queste colonne, e nell’anno in corso, scriveva Scaglione, “la Russia ha intensificato i colpi contro il sistema ucraino di produzione dell’elettricità, passando dalle incursioni contro i trasformatori (facili da colpire ma anche da sostituire) a quelle turbine, generatori e centri di controllo, assai più decisivi, costosi e difficili da riparare perché in molti casi risalenti all’epoca sovietica, con pezzi di ricambio impossibili da recuperare”.

La Russia ha lanciato nel raid un ampio assortimento di missili contro l’Ucraina, schierando la quasi totalità del suo arsenale. Tra questi, l’analista militare bulgaro Boyko Nikolov sul blog Osint “Bulgarian Military” ha indicato di aver identificato nelle immagini dei raid dell’8 luglio un variegato parterre di armi: missili balistic iKh-47M2 Kinzhal, un ipersonico 3M22 Zircon, quattro missili balistici Iskander OTRK, 14 missili da crociera Kalibr, 13 missili da crociera Kh-101, due missili ad alta velocità Kh-22 e tre missili guidati Kh-59/Kh-69. Ben 30 i missili intercettati dalla contraerea ucraina, ma secondo le fonti da 4 a 8 missili hanno alla fine bucato la contraerea, per il cui rafforzamento Kiev chiede da tempo nuovi asset occidentali come forniture crescenti di Patriot americani o i preziosi Samp/T italo-francesi.

L’Institue for the Studies of War ha fatto notare chegli attacchi missilistici russi dell’8 luglio hanno probabilmente impiegato una nuova e degna di nota tattica per massimizzare i danni di tale serie di attacchi”.  Viene sottolineato dall’Isw il fatto che “le forze russe stanno costantemente migliorando le loro capacità di ricognizione e attacco dei droni e l’efficacia sia dei missili da crociera che di quelli balistici”, dato che “durante l’attacco dell’8 luglio i missili da crociera russi volavano a quote estremamente basse”, rendendo complessa l’intercettazione e più facile colpire bersagli.

Non a caso la Russia non ha negato il raid sull’ospedale ma piuttosto teso a minimizzare, imputando a errori o problemi d’intercettazione la tragedia. Ma la tattica di fondo non cambia: alzare l’asticella del confronto a distanza per interdire le infrastrutture critiche e spingere, dopo l’estate, gli ucraini in una posizione di difficoltà. Si tratta di una lunga, consapevole strategia di logoramento che va di pari passo con più timide avanzate sul campo. E che mira a saturare le difese aeree di Kiev, sempre più sotto pressione. Almeno finché non arriveranno i preziosi approvvigionamenti occidentali, che nei cieli possono essere capaci di impatto diretto contro le forze di Mosca.

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