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Difesa

Typhoon, ecco gli sviluppi tecnologici che rendono il caccia europeo ancor più letale

Il caccia sviluppato da Italia, Regno Unito, Germania e Spagna affronta sviluppi tecnologici che lo rendono ancor più efficiente e micidiale.

Gli Eurofighter Typhoon, caccia intercettori di quarta generazione avanzata che compongono il nerbo delle principali forze aeree sul Continente europeo, sono stati potenziati per continuare a svolgere il loro compito nei cieli dell’Alleanza Atlantica.

Secondo quanto reso noto dall’agenzia Nato Eurofighter & Tornado Management Agency, il pacchetto di potenziamento delle capacità dell’Eurofighter Typhoon si basa su una serie di nuovi sviluppi, tra cui la capacità di gestione automatizzata dei sensori per tutti i radar del Typhoon. Ciò gli consentirà di sfruttare al massimo le capacità del radar Active Electronically Scanned Array, anche noto con l’acronimo di AESA, al fine di poter completare più attività simultaneamente, riducendo il carico di lavoro richiesto al pilota nella gestione dei sistemi e dei sensori ad essi connessi. Essendo un jet essenzialmente monoposto, benché ne esista una versione biposto di una minoranza di esemplari, il Typhoon è di norma affidato ad un singolo operatore.

Il pacchetto include inoltre un’interfaccia per l’abitacolo migliorata, e punta sulla interoperabilità di radiofrequenza implementata. Garantendo il miglioramento di sopravvivenza e letalità del velivolo da combattimento sviluppato dal programma per un caccia europeo gestito dal consorzio Eurofighter GmbH partecipato da Leonardo, BAE Systems e Airbus Defence & Space.

Un’evoluzione in vista dei conflitti futuri

“Con l’evoluzione dell’ambiente operativo, è essenziale continuare a far crescere le capacità dell’Eurofighter per far fronte alle minacce attuali e future. Il pacchetto di definizione del sistema P4E è una pietra miliare significativa nella fornitura di un ampio aggiornamento delle capacità che garantirà che l’Eurofighter rimanga all’avanguardia e un forte deterrente per i nostri avversari”, ha spiegato Simon Ellard, direttore generale dell’agenzia Nato Eurofighter & Tornado Management Agency.

L’attività di sviluppo delle capacità avrà luogo all’interno delle quattro società partner dell’Eurofighter – BAE Systems, Airbus Germania, Airbus Spagna e Leonardo – supportate dalla più ampia base di fornitura del consorzio.

Oltre alla capacità di gestione automatizzata dei sensori, il sistema P4E introdurrà aggiornamenti Defensive Aids Sub-System, includendo capacità di guerra elettronica aggiuntiva Initial Operating Capability. Inoltre, il P4E SD intraprenderà l’analisi necessaria per estendere la vita utile del Typhoon, assicurando che l’aereo sia operativo per i decenni a venire. Almeno fino a quando le flotte, che contano già su jet di 5ª generazione come gli F-35 Lightning II non accolgano tra le loro fila i caccia nuova generazione come il Tempest.

L’amministratore delegato di Eurofighter, Giancarlo Mezzanatto, ha affermato:
“Il Typhoon, la spina dorsale della difesa aerea europea, proteggerà i nostri cieli fino al 2060, ed è quindi fondamentale continuare a migliorare le capacità della piattaforma e garantirne l’efficacia operativa. Il pacchetto P4E è fondamentale per raggiungere tale missione, offrendo agli utenti una cabina di pilotaggio migliorata, sensori potenti e capacità di guerra elettronica potenziate”.

Gli Eurofighter Typhoon

Gli Eurofigher Typhoon sono caccia multiruolo, birettore, monoposto e biposto di quarta generazione avanzata basati sulla configurazione ala delta, entrati in servizio nel 2003 e noti per le loro ottime capacità, per la loro alta manovrabilità e versatilità nel combinazione di armamenti impiegabili. Sono considerati tra i migliori aerei da combattimento del mondo, anche in virtù del loro prezzo unitario.

Nella nostra Aeronautica militare sono principalmente impiegati come intercettori per la soppressione di minacce aeree; e proprio a loro che viene ordinata in caso di necessità la procedura di “scramble“. Vengono abitualmente armati con missili air-to-air a corto e medio raggio Aim-9 Sidewinder, Aim-120 Amraam e Iris-T. Ma nel corso del tempo i Typhoon hanno “abbracciato” una gamma di missioni e compiti più ampia.

Sviluppato per ricoprire il ruolo di intercettore e caccia da superiorità aerea. L’Eurofighter è stato implementato per intraprendere anche missioni di attacco aria-superficie e per essere reso compatibile con un numero crescente di sistemi d’arma ed equipaggiamenti come ad esempio i missili da crociera Storm Shadow e Brimstone.

I caccia Typhoon hanno ricevuto il loro “battesimo del fuoco” in Libia, durante l’operazione Odyssey Dawn del 2011, e sono stati impiegati in missioni di combattimento nei cieli della Siria e Iraq dalla Royal Air Force durante la lotta allo Stato Islamico. Più recentemente sono entrati in azione contro i ribellI Houthi dello Yemen, e hanno avuto un piccolo “ruolo” anche in missioni di sorveglianza connesse con il conflitto ucraino.

L’Eurofighter equipaggia le forze Aeree dei quattro Paesi partecipanti nel suo sviluppo, dunque l’Aeronautica Militare dell’Italia, la Royal Air Force del Regno Unito, la Luftwaffe della Germania e l’Ejército del Aire y del Espacio della Spagna. È stato inoltre acquisito da molti partner internazionali che hanno scelto di affidare la loro difesa aerea a questo jet da combattimento. Tra queste compaiono le forze aeree di Austria, Arabia Saudita, Oman, Qatar e Kuwait.

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