Per l’Africa l’agricoltura rappresenta la maggior fonte di ricchezza, sostiene oltre il 50% della popolazione africana e rappresenta il 35% del Pil regionale. Gli agricoltori africani per ottimizzare la produzione si affidano sempre più spesso ad applicazioni mobili e piattaforme digitali, superando così molte delle sfide legate al settore. La tecnologia per l’agricoltura, definita agritech, ha dato vita ad una vasta gamma di servizi che da anni giocano un ruolo cruciale nel migliorare la produttività, la sostenibilità e la redditività delle attività agricole nel continente, apportando un miglioramento su più fronti, dalle tecniche agricole alla gestione della catena di approvvigionamento.
Fino a pochi anni fa, il lavoro agricolo si basava su strumenti arcaici e col solo scopo di sostentare le famiglie. Nonostante le grandi vastità di terre arabili in Africa, quelle utilizzate per la coltivazione erano meno della metà. È qui che sono subentrati in aiuto gli smartphone. La telefonia mobile è stata introdotta per ottemperare alla mancanza di telefonia fissa. Successivamente allo sviluppo degli smartphone e la nascita delle start up e delle app, i giovani informatici africani si sono impegnati per creare applicazioni che potessero essere utili alla società tutta, tra cui contadini e allevatori. Ne esistono moltissime e da dieci anni l’innovazione non si è mai arrestata.
Le app più utilizzate per allevamento e agricoltura in Africa
La scelta ad oggi è molto vasta e ogni soluzione si adatta alle esigenze dei produttori. Iniziamo da iCow, diffusa già dal 2015, è stata sviluppata in Kenya ed è un’app pionieristica che fornisce agli agricoltori informazioni dettagliate sulla gestione del bestiame. L’applicazione invia messaggi di testo con suggerimenti sulla gestione del bestiame, compresi consigli sull’alimentazione, la salute e la riproduzione degli animali. Questo strumento si è dimostrato fondamentale nel migliorare la produttività del bestiame, riducendo la mortalità e aumentando la produzione di latte e carne.
Sempre per la cura degli animali, esiste Vet Africa, creata da una società IT basata in Scozia, Cojengo, in collaborazione con Microsoft. Si tratta di un’app molto popolare in Africa che aiuta a diagnosticare le malattie del bestiame e suggerisce anche farmaci adatti per animali da allevamento. Oltretutto, permette anche di monitorare e registrare i dati sugli animali.
DigiCow Africa è anch’essa dedicata alla cura animale. Ogni anno in Kenya vengono prodotti circa 3,8 miliardi di litri di latte, una produzione in mano a piccole aziende che fanno fatica a gestire i registri di produzione. L’app tiene traccia della produzione di latte e può archiviare informazioni su vaccinazioni, sverminazioni e inseminazione artificiale. L’app invia persino avvisi automatici quando una mucca ha bisogno di cure e può inviare un veterinario.
Modisar è un’app nata in Botswana che permette agli allevatori di ricevere consulenze zootecniche in tempo reale e avere un consulto sulle variazioni di mercato del costo dei bovini e dei prodotti derivati al fine di ottimizzare i tempi ed essere costantemente aggiornati.
Poi c’è M-Farm, anch’essa keniana, che consente agli agricoltori di ottenere informazioni sui prezzi di mercato in tempo reale e di vendere i loro prodotti direttamente ai consumatori, eliminando gli intermediari e migliorando i margini di profitto. Inoltre, M-Farm facilita l’accesso ai mercati, aprendo nuove opportunità di vendita e contribuendo a stabilizzare i redditi agricoli.
Con WeFarm si è creata una rete di condivisione delle conoscenze peer-to-peer che permette agli agricoltori di porre domande e ricevere risposte da altri agricoltori, anche in aree remote senza accesso a Internet. Le domande e le risposte vengono infatti inviate tramite SMS. WeFarm ha creato una comunità globale di agricoltori che condividono esperienze e soluzioni pratiche, migliorando collettivamente le loro pratiche agricole.
Anche Esoko ha bene o male la stessa funzione. Utilizzata in vari paesi africani, fornisce agli agricoltori informazioni sui prezzi di mercato, consigli agricoli e avvisi meteorologici. L’app supporta anche la raccolta e l’analisi dei dati agricoli, fornendo un quadro chiaro delle tendenze e delle sfide del settore.
Un’altra invenzione kenyana, FarmDrive, utilizza dati alternativi, come i dati dei telefoni cellulari, per creare profili di credito per gli agricoltori, consentendo loro di accedere a finanziamenti che altrimenti non sarebbero disponibili. FarmDrive ha rivoluzionato il modo in cui gli agricoltori interagiscono con le istituzioni finanziarie, promuovendo l’inclusione finanziaria nel settore agricolo.
Zenvus proviene invece dalla Nigeria, utilizza sensori per monitorare e ottimizzare la salute del suolo e la crescita delle colture. I sensori raccolgono dati su vari parametri del suolo, come umidità, nutrienti e temperatura, che vengono poi analizzati per fornire agli agricoltori consigli su come migliorare la resa delle loro colture. Zenvus rappresenta un passo avanti verso un’agricoltura di precisione, aiutando gli agricoltori a prendere decisioni basate su dati concreti.
Hello Tractor è un’innovazione per i trasporti inventata dal kenyano Folu Okunade, suo cofondatore e direttore operativo. Spesso definita l'”Uber per i trattori“, questa app permette agli agricoltori di noleggiare trattori su richiesta. Questo servizio è particolarmente utile per gli agricoltori che non possono permettersi di acquistare un trattore ma ne hanno bisogno per brevi periodi. Hello Tractor aiuta a colmare il gap di meccanizzazione nell’agricoltura africana, aumentando l’efficienza e la produttività dei piccoli agricoltori.
AgriPredict è un’app zambiana che utilizza l’intelligenza artificiale per aiutare gli agricoltori a diagnosticare le malattie delle colture e a ricevere consigli su come trattarle. Gli agricoltori possono scattare una foto della pianta malata e ricevere una diagnosi e raccomandazioni su come agire. Questo strumento è vitale per prevenire la diffusione di malattie e per adottare misure tempestive che proteggano le colture, migliorando così la resa e la qualità della produzione agricola.
Una delle ultime e più innovative è JooL International, diffusa in Costa d’Avorio. È una startup che gestisce le produzioni agricole con l’aiuto di droni. Questa tecnologia garantisce agli agricoltori di controllare a distanza le colture, con sensori in grado di valutare la qualità del suolo che inviano report in caso di malattie delle colture.
Il futuro delle app agricole in Africa
L’agritech sta avendo un impatto significativo sull’agricoltura africana. Gli agricoltori stanno diventando più informati, produttivi e resilienti. Le tecnologie digitali stanno aiutando a superare sfide storiche come l’accesso ai mercati, le informazioni limitate e la mancanza di finanziamenti.
Il futuro delle applicazioni agricole in Africa appare promettente. Con l’espansione dell’accesso a internet e ai dispositivi mobili, sempre più agricoltori hanno potuto beneficiare di questi strumenti. Inoltre, l’integrazione di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale e l’analisi dei big data continuerà a rivoluzionare il settore agricolo, rendendolo più efficiente e sostenibile.
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