Al 160° reggimento Special Operations Aviation Regiment (Airborne), l’unità più essenziale nelle operazione delle forze speciali degli Stati Uniti, anche nota come “Night Stalkers“, stanno testando nuovi schemi mimetici “Artici” per i loro elicotteri da trasporto tattico. Gli unici mezzi regolarmente impiegati per infiltrare ed esfiltrare dall’area operazioni i commando d’élite composti da Navy Seal, Rangers, o Berretti Verdi. È un altro segno che la guerra si sposterà al Polo?
Un MH-60 Black Hawk dei Night Stalker è stato immortalato alcune settimane fa con un particolare e nuovo schema mimetico per ambienti artici, riscuotendo immediatamente l’interesse degli osservatori, che non perdono di vista e continuano a monitorare i movimenti nelle latitudini più a Nord del globo dove si proiettano, da un decennio a questa parte, gli interessi delle maggiori potenze mondiali.
L’applicazione di una nuova mimetica agli elicotteri usati per trasportare in zona operazioni i team delle forze speciali – notoriamente neri o di scurissime sfumature di verde militare che appare quasi simile al nero- che avviene con la stessa tecnica impiegata per la custmizzazione settore automobilistico, può sembrare ben poca cosa. Eppure, considerate le importanti esercitazioni svolte proprio dalle forze speciali statunitensi in Alaska per simulare operazioni di acquisizione obiettivi nello scenario di un teorico conflitto convenzionale che si svolgerebbe contro una “super potenza” nell’Artico, conferma come gli Stati Uniti, al pari della Repubblica Popolare Cinese e della Federazione Russa, che proprio sulla regione artica rivendica dei diritti ancestrali, guardano a questa regione del globo come ipotetico futuro terreno di scontro.
La volontà di imporre il proprio dominio nell’Artico, regione “ricca di risorse” ormai al centro di una vera e propria “corsa al controllo dei passaggi concessi dallo scioglimento della calotta polare”, quegli stessi passaggi che promettono di dare accesso alle aree dove si celano giacimenti di idrocarburi e terre rare fondamentali per l’economia di ogni super potenza, va di pare passo con la capacità di deterrenza e schieramento di unità d’intervento rapido in quello che è considerato l’ambiente più inospitale del pianeta.
Queste nuove applicazioni mimetiche – in questo caso uno schema basato sul bianco e sul grigio – hanno lo scopo di “testare varie soglie nell’acquisizione visiva del velivolo“, ha spiegato un portavoce dello Special Operations Aviation Command ad un inviato di The War Zone in risposta alle domande sui nuovi “colori” apparsi sugli elicotteri dei Night Stalker . “Attualmente non ci sono piani per un’applicazione di massa di un particolare schema mimetico al 160° SOAR, e queste attuali applicazioni non sono stimolate da alcun evento recente”, aggiunge. Ricordando allo stesso tempo come le sezioni preposte “siano costantemente alla ricerca di modi per migliorare la sopravvivenza dei nostri piloti, equipaggi e personale di supporto”.
Il fatto che queste “mimetiche artiche” siano comparse sugli elicotteri dei Night Stalkers del 160° SOAR dopo l’impiego di alcuni MH-60 completamente neri nell’esercitazione soprannominata “Polar Dagger”, che si è svolta quattro mesi fa in Alaska e le cui “manovre” comprendevano la simulazione di difesa da avversari di pari capacità dell’Isola di Shemya – posizione altamente strategica che ospita l’importante radar d’allarme rapido e di tracciamento missilistico “Cobra Dane” e un piccolo aeroporto – alle Aleutine, suggerisce che qualcuno si sia accorto che nel caso di un conflitto nello scenario dell’Artico l’acquisizione visiva di questi elicotteri poteva essere migliorata applicando schemi rimovibili adeguati.
Del resto l’isola di Shemya, hub strategico statunitense, è più vicina alla penisola della Kamchatka, territorio di Mosca, che all’Alaska continentale dove Washington muove i suoi soldati per addestrarli al peggio.
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