Uno strepitoso successo mondiale quello conquistato dal fotografo Edward Burtynsk, già nel 2018, con la mostra Anthropocene, esplorazione multimediale che documentava l’indelebile impronta umana sulla terra. Ora Edward Burtynsky fotografo di chiara fama continua la sua indagine sull’impatto dell’azione umana sul pianeta attraverso una nuova mostra che verrà ospitata in anteprima italiana in M9 – Museo del ’900 a Venezia- Mestre a partire dal 21 giugno 2024 (e fino al 12 gennaio 2025), dopo il debutto alla Saatchi Gallery di Londra.
L’esposizione si mostra come la più ampia antologica sugli oltre quarant’anni di carriera del grande artista canadese Edward Burtynksy che ha dedicato la sua vita a testimoniare l’impatto ambientale del sistema industriale sul nostro pianeta.
La mostra è curata nientemeno che da Marc Mayer, già direttore della National Gallery of Canada e del Musée d’Art Contemporain de Montréal, e ci propone oltre 80 fotografie di grande formato, 13 murales ad alta definizione, un’experience di realtà aumentata e un’inedita sezione, chiamata Process Archive, che allarga la visione sugli strumenti e le fotocamere usate negli anni da Burtynsky nel corso della sua attività di lavoro e della sua instancabile navigazione intorno al mondo.

In mostra si troverà -e vi assicuro è spettacolare- anche la pluripremiata proiezione multimediale immersiva di In the Wake of Progress, che verrà proiettata nella nuova sala M9 Orizzonti.
La produzione fotografica di Burtynsky si concentra su quelle che l’artista descrive come “le incursioni industriali su larga scala nel pianeta”. Una indagine fotografica che va oltre la solita presa diretta della realtà, pare piuttosto uno studio sociologico, dove la fotografia documenta storia, presente e futuro. Così, con una profonda comprensione storica delle immagini che ci pone dinanzi, oltrechè d’una unica e impressionante padronanza del mezzo fotografico, Burtynsky invita noi spettatori a guardare luoghi che esistono al di là della nostra visibilità comune, e che paiono talvolta coperti di poesia e veicolo di bellezza da poter soddisfare desideri e bisogni del presente, tralasciando una lettura interrogativa che, allo stesso tempo, può certamente determinare il futuro del nostro habitat.
Edward Burtynsky è considerato uno dei fotografi contemporanei più affermati al mondo. Le immagini catturate nei suoi viaggi e itinerari da nord a sud e da est ad ovest per il globo sono straordinarie rappresentazioni fotografiche di paesaggi industriali globali, e rappresentano oltre 40 anni di mirato e faticoso impegno nel testimoniare l’impatto dell’uomo sul pianeta.

Le fotografie di Burtynsky sono presenti nelle collezioni di oltre 80 musei di tutto il mondo. Il percorso è contrassegnato da queste principali mostre: Anthropocene (2018); Water (2013) organizzata dal New Orleans Museum of Art & Contemporary Art Center, Louisiana; Oil (2009) presso la Corcoran Gallery of Art di Washington D.C.; China (tournée quinquennale del 2005) e Manufactured Landscapes (2003) presso la National Gallery of Canada.
Tra i numerosi riconoscimenti, di recente ha ricevuto il Premio PHotoESPAÑA 2023 per la carriera professionale e il Premio Pino Pascali (25° edizione) in Italia. Burtynsky è stato anche una figura chiave nella produzione della premiata trilogia di documentari Manufactured Landscapes (regia di Jennifer Baichwal, 2006), Watermark (regia di Baichwal e Burtynsky, 2013) e ANTHROPOCENE: The Human Epoch (regia di Baichwal, Nicholas de Pencier e Burtynsky, 2018). Tutti e tre i film continuano a partecipare a festival in tutto il mondo.
Nato nel 1955 a Saint Catharines (Ontario), Edward Burtynsky si è affermato come uno tra i più riconosciuti fotografi del mondo: le sue opere sono esposte in musei e collezioni di ogni continente, tra cui la National Gallery of Canada, la Bibliothèque Nationale de France a Parigi, il Museum of Modern Art e il Guggenheim Museum di New York.
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