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Energia

Sorpresa! Il gas russo non se n’è ancora andato dall’Europa

Il gas russo non è scomparso dalle forniture di mercato all’Unione Europea a quasi due anni e mezzo dallo scoppio della guerra in Ucraina e a parlare sono dati concreti. Reuters: sale il flusso di gas russo in Europa. Il...

Il gas russo non è scomparso dalle forniture di mercato all’Unione Europea a quasi due anni e mezzo dallo scoppio della guerra in Ucraina e a parlare sono dati concreti.

Reuters: sale il flusso di gas russo in Europa. Il sorpasso sugli Usa

Quelli calcolati da Reuters sul flusso di gas via tubo e di gas naturale liquefatto russo verso i Paesi dell’Unione Europea mostrano infatti che a maggio c’è stato un sensibile rimbalzo delle forniture di Gazprom all’Europa e, addirittura, che il gas russo ha temporaneamente sorpassato quello americano, tornando dopo la Norvegia la seconda fonte di approvvigionamento del Vecchio Continente.

Le esportazioni di Gazprom a maggio sono salite del 7,3% da aprile e del 39% su base annua. Reuters ha citato anche dati volumetrici sottolineando che “le esportazioni medie giornaliere di gasdotti verso l’Europa sono aumentate a 89,5 milioni di metri cubi (mcm) il mese scorso da 83,4 milioni di mcm di aprile e 64,5 milioni di mcm nel maggio 2023”. A questo si aggiunge l’esportazione via gas naturale liquefatto che è stata sviluppata dalla Russia prima della guerra in Ucraina proprio per reagire alla strategia statunitense di conquista del mercato del Vecchio Continente.

Più Gnl russo in Europa dopo l’invasione dell’Ucraina

L’European Council of Foreign Relations ricorda che “la Russia fornisce il 16% delle importazioni di Gnl dell’Ue , con Spagna, Francia e Belgio tra i principali acquirenti”. E anche se “con 8 miliardi di euro l’anno scorso , le esportazioni di GNL verso l’Europa rappresentano solo una frazione delle entrate russe da idrocarburi” il valore politico della tenuta di una quota di mercato è tutt’altro che semplicemente simbolico. La Russia è salita a una quota del 15% del mercato del gas europeo a maggio sorpassando il 14% statunitense e mostrando quanto sia difficile operare un completo decoupling energetico da una grande potenza come Mosca.

Paradosso dei paradossi, dopo l’inizio della strategia europea di diversificazione e l’aumento della spinta al Gnl la quota dell’oro blu trasportato via nave dalle aziende russe è aumentato sia nel 2022 che nel 2023. I motivi? Il mercato del gas naturale liquefatto russo è stato toccato solo incidentalmente dalle sanzioni e, al contempo, la spinta europea ai rigassificatori imponeva l’ingresso in un mercato diverso da quello del gas via tubo. Se in quest’ultimo i contratti sono negoziati su lunghi periodi di forniture, nel Gnl i carichi sono acquistati e venduti in tempo reale, e la Russia sfrutta la prossimità all’Europa per piazzarli.

Il gas russo è qui per restare

Infine, la fornitura di gas naturale liquefatto tocca soprattutto quei Paesi che non hanno mai avuto legami infrastrutturali sul gas con Mosca, e non a caso la quota principale di mercato è di Belgio, Francia e Spagna. Morale della favola, da 14,6 miliardi di metri cubi annui nel 2021 l’export di Gnl russo in Europa è stato di 20 miliardi di metri cubi sia nel 2022 che nel 2023, un aumento di quasi il 50%.

Infine, la Russia ha continuato a aumentare, seppur in forma limitata, i transiti di gas verso l’Europa via Ucraina. Il Paese invaso sta comprando il Gnl americano, ma al contempo non ferma i flussi dell’infrastruttura che parte dalla Russia e attraversa i suoi territori. S&P Global stima un passaggio di 1,31 miliardi di metri cubi di gas a maggio, il 39% della capacità complessiva, in aumento del 5% mese su mese. Ci sono Stati come Austria e Ungheria che dipendono da questo gas per le forniture, e contribuiscono a mantenere a livelli non indifferenti una quota russa nel mercato europeo del gas sicuramente ridimensionata ma non azzerata. E che sarà difficile eliminare del tutto. Ammesso che in Europa vi sia la reale volontà politica a riguardo.

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