La sera del 30 maggio, a Roma, un ventenne è stato arrestato dalla Digos per fabbricazione e detenzione di arma clandestina. L’eccezionalità della notizia sta nel modo in cui il giovane ha fabbricato l’arma. Ci arriviamo.
A condurre le indagini, insieme alla Digos, la Procura della Repubblica di Roma, con la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e la Polizia Postale. Perché tale dispiegamento di forze? Perché il ragazzo, classe 2004, già attenzionato dalla Digos perché attraverso Telegram diffondeva video violenti e inneggiava all’odio razziale, ha costruito l’arma con una stampante 3d. Non solo. Dopo averla costruita, ha diffuso in rete dei video in cui ne mostrava il perfetto funzionamento.
Nel corso della perquisizione, gli investigatori hanno anche trovato materiale utile alla ricarica delle cartucce, 25 cartucce già caricate, molti bossoli e ogive per la fabbricazione di altre munizioni. Trovato anche un coltello di 30 cm. La Digos ha poi sequestrato anche materiale informatico che sarà sottoposto ai necessari approfondimenti. A quanto pare, il ragazzo diffondeva in rete video di decapitazioni.
Adesso sarà da capire se la sua condotta rientri in un quadro di contesto terroristico neonazista o comunque di suprematismo bianco. Ad ogni modo, essendo le indagini una fase preliminare, il soggetto arrestato è da considerarsi non colpevole fino a sentenza definitiva.
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