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Guerra

Odessa nel mirino: se non cade, l’invasione russa fallisce

Perché i russi si accaniscono contro Odessa? Perché il porto nel sud dell'Ucraina è decisivo per la riuscita della loro invasione. Ecco come.

Due missili russi su un quartiere residenziale di Odessa. Tra i due ordigni giusto il lasso di tempo per far arrivare sul posto i primi soccorsi, in modo da mietere ulteriori vittime. Il primo bilancio, nel momento in cui scriviamo, è di 14 morti e 46 feriti, certo destinato ad aggravarsi. Quello di oggi è stato un attacco particolarmente crudele, forse anche una risposta alle incursioni in territorio russo dei cosiddetti “partigiani russi”. Ma il bombardamento di Odessa, da quando le truppe russe hanno ripreso l’iniziativa più a Nord, è diventato una costante. Solo il 5 marzo, per esempio, 22 droni russi avevano puntato la città, venendo peraltro in gran parte distrutti. Il 2 marzo erano arrivati altri 8 droni e i morti erano stati sette.

Perché la Russia si accanisce così tanto contro questa città? Per capirlo bisogna provare a definire quali siano gli obiettivi reali che la Russia voleva e vuole ottenere con l’invasione dell’Ucraina. La maggior parte dei politici europei e dei commentatori ritiene che il Cremlino voglia prendersi l’Ucraina. Tutta. E porta a riprova di questo l’attacco verso Kiev organizzato dalle forze armate russe nei primi giorni dell’invasione. La realtà, secondo noi, è ben diversa. Come gli esperti hanno abbondantemente spiegato, i russi, in vista del 24 febbraio 2022, avevano preparato tra i 120 e i 150 mila uomini, conducendo poi l’assalto con “soli” 60 mila uomini (un terzo degli effettivi dell’esercito ucraino). Di questi, a poche decine di chilometri da Kiev era arrivata una piccola avanguardia, del tutto inadeguata a prendere una città come Kiev, con 3,5 milioni di abitanti, dove le autorità avevano distribuito armi a tutto spiano.

Non solo. L’Ucraina è vasta 603 mila chilometri quadrati e aveva, due anni fa, una quarantina di milioni di abitanti. Se anche i russi avessero riversato nel Paese l’intero corpo d’invasione (120-150 mila uomini come si diceva) non avrebbero potuto pensare di occupare una simile estensione e controllare così tante persine. per dare un’idea: nel 2003, quando invasero l’Iraq (438 mila chilometri quadrati, 27 milioni di abitanti e un esercitano paragonabile a quello ucraino), gli americani mobilitarono 150 mila uomini con 45 mila britannici e 70 mila curdi.

Cosa cercavano allora i russi a Kiev? Secondo noi, la loro idea era di dare una spallata nella speranza che Zelensky e i suoi si dessero alla fuga, lasciando così il Paese in balìa del vuoto istituzionale. Onore al merito, Zelensky (sollecitato alla fuga anche degli Usa, che volevano portarlo in Polonia o almeno a L’viv) decise invece di restare e guidare la resistenza degli ucraini.

Il vero piano di conquista dei russi, quindi, è un altro. Si chiama Novorossija. Ovvero: radunare sotto il proprio controllo, e poi annettere alla Russia, tutto l’Est ucraino, da Nord a Sud, dalla regione di Luhansk alla Transnistria filorussa e separatista dalla Moldavia, smembrando l’Ucraina, privandola degli accessi a Mar Nero e trasformando questo mare in un dominio da dividere, di fatto solo con la Turchia. Sono, quelli della cosiddetta Novorossija, i territori che Vladimir Putin ha più volte dichiarato “territori storici della Russia”, parti di Russia che le vicende storiche e politiche hanno poi, casualmente dal suo punto di vista, assegnato all’Ucraina.

E con questo torniamo a Odessa. Per realizzare il progetto, almeno in questo momento, al Cremlino manca solo un tassello, però decisivo: Odessa, appunto. Il grande porto che, con il suo milione di abitanti, è la quarta città più popolosa dell’Ucraina dopo Kiev, Kar’kiv e Dnipro. Se un vero e proprio assalto alla città non è ancora avvenuto, questo è dovuto a due fattori. Il primo è che i russi non hanno ancora trovato le giuste contromisure ai droni marini e ai missili a lunga gittata con cui gli ucraini hanno decimato la flotta del Mar Nero. E prendere un porto senza le navi non è possibile. La seconda è che, al momento, i russi sono impegnati ad avanzare nella regione di Donetsk e a rafforzarsi più a Nord, approfittando delle difficoltà degli ucraini e della stasi negli aiuti Usa a Kiev. Così, per il momento, Odessa è bombardata di continuo, per fiaccare il morale degli abitanti e saggiare le sue difese. E soprattutto non facciamoci illusioni: i russi non molleranno e le sofferenze della città, con ogni probabilità, sono solo all’inizio.

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