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La probabile violazione dello spazio aereo polacco porta alta la tensione sul confine bielorusso. A Singapore viene impiccato un uomo di 39 anni, il terzo in una settimana. Nella notte Kiev viene colpita da un massiccio attacco di droni iraniani, i Shahed. In Niger, in occasione della Giornata dell’Indipendenza dalla Francia, si vedono sventolare bandiere russe. In Colombia viene concordato un cessate il fuoco di sei mesi tra governo ed Eln. Ecco le cinque notizie del giorno.

Alta tensione tra Bielorussia e Polonia: spazio aereo violato e truppe polacche al confine

Dopo che martedì 1 agosto due elicotteri bielorussi hanno violato lo spazio aereo polacco, nella zona di Bialowieza sul confine, la tensione non cenna a diminuire. L’ambasciatore polacco a Minsk, Martin Wojciechowski, è stato convocato dal ministero bielorusso degli Esteri: “Il diplomatico è stato informato che le frettolose dichiarazioni rilasciate da funzionari polacchi in merito alla questione non sono state confermate a seguito di un controllo completo effettuato dalla parte bielorussa”, si legge dal comunicato del ministero bielorusso. Minsk sta quindi accusando Varsavia di trovare un pretesto per acuire la tensione e rafforzare le sue truppe al confine. Infatti oggi il ministro della Difesa polacco Mariusz Blaszczak, ha affermato che le provocazione bielorusse renderebbero necessario un ulteriore incremento della presenza militare. Marek Sokolovsky, vice capo dello stato maggiore delle forze armate, ha affermato che gli elicotteri di due brigate sono stati schierati al confine e che sono pronti a usare le armi “se succede qualcosa di pericoloso”.

A Singapore la pena capitale è quasi diventata una routine: tre impiccagioni in una settimana

Trovato in possesso di 55 grammi di eroina, un uomo di 39 anni, Mohammed Shalleh Adul Latiff, è stato impiccato a Singapore. Quella di Mohamed è la terza condanna a morte eseguita in poco più di una settimana e a pochi giorni dalla prima donna giustiziata in vent’anni a Singapore, anche lei per traffico di droga. Dopo una pausa durata due anni a causa della pandemia di Covid-19, il governo ha ripreso le esecuzioni da marzo del 2022. Da allora sono state 16 le condanne, ma nell’ultima settimana è stato raggiunto un record storico, portando la minuscola isola città-stato ad essere tra le prime ad applicare la pena capitale. Tra il 1994 e 1999 è stato il Paese col più alto tasso pro-capite di esecuzioni nel mondo. In questo periodo secondo le stime delle Nazioni Unite ci sono state 13,57 esecuzioni ogni centomila abitanti. 

Pioggia di droni (iraniani) su Kiev nella notte 

Non cessa l’attacco di droni russi sulla capitale ucraina. Durante la notte le forze di difesa aerea ucraina hanno distrutto, secondo quanto riferito su Telegram dal capo dell’amministrazione militare della capitale, Serhiy Popko, 15 droni kamikaze di tipo Shahed. “È durato esattamente 3 ore ed è stato l’820esimo attacco per Kiev dall’inizio dell’invasione. Il nemico pagherà sicuramente per ognuno di questi allarmi”. Popko ha inoltre spiegato che gli Shahed sono kamikaze iraniani. “È stata una giornata lunga e molto impegnativa”, ha commentato il presidente Volodymyr Zelensky “Fortunatamente le persone non sono rimaste ferite. Stiamo facendo del nostro meglio con i nostri partner per aumentare la fornitura di sistemi di difesa aerea”, ha concluso.  

Bandiere russe durante la Giornata dell’Indipendenza del Niger a Niamey

Col golpe del 26 luglio le dinamiche nel Paese sono cambiate, e la giunta militare che siede nei palazzi del potere porge le spalle all’Europa per rivolgersi verso Mosca. Il sentimento anti-europeista, e più in particolare anti-francese, sta dilagando nel Paese e oggi, in occasione della Giornata dell’Indipendenza del Niger dalla Francia, molti manifestanti hanno sventolato grandi bandiere russe e cantato cori anti-francesi e pro-putin. I manifestanti si sono radunati nel centro della capitale rispondendo all’appello dell’M62, un ombrello che raccoglie una ventina di organizzazioni della società civile. “Abbasso la Francia”, “Viva la Russia, viva Putin”, si sentiva tra le strade della capitale Niamey. Intanto la Francia ha concluso le operazione di evacuazione di connazionali e stranieri insieme ad altri Paesi europei.

Il cessate il fuoco in Colombia e uno spiraglio di pace 

Da oggi entra in vigore il cessate il fuoco di sei mesi tra l’Esercito di liberazione nazione (Eln) e il governo della Colombia. Un lasso di tempo nel quale le parti si impegnano a sospendere qualsiasi operazione offensiva e ad intraprendere un percorso di avvio verso la pace. Il presidente Gustavo Petro e il suo governo, stanno lavorando a fondo affinché questa probabilità diventi realtà nonostante le consuete – numerose – difficoltà di contesto. Sono infatti state create delle delegazioni accompagnate da una missione delle Nazioni Unite e da Hèctor Fabio Henao, che in qualità di delegato della Conferenza episcopale colombiana con il governo, accompagna il dialogo.

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