L’eurodeputato austriaco del Ppe Lukas Mands, durante una conferenza stampa a Varsavia a conclusione della missione di monitoraggio della commissione Difesa dell’Eurocamera alle strutture di addestramento per l’esercito ucraino finanziate dall’Ue e ospitate dalle forze armate tedesche e polacche, ha affermato che il numero di soldati ucraini addestrati dalla missione dell’Ue ha già raggiunto le 24mila unità con l’obiettivo di raggiungere quota 30mila entro breve termine. Ma quante truppe ucraine sono state addestrate da quando l’Occidente ha iniziato a sostenere militarmente Kiev sino a oggi durante questo conflitto?
I numeri dell’addestramento
Il generale Mark Milley, capo di Stato maggiore della Difesa statunitense, ha recentemente affermato che per la serie di attacchi che gli ucraini stanno conducendo da giugno nel tentativo di trovare un punto debole nelle difese russe, la coalizione ha addestrato un totale di 17 brigate, cioè più di 63mila soldati, e gli Stati Uniti, da soli, ne hanno addestrati 15mila.
Considerando che una brigata di fanteria nell’esercito statunitense (definita Brigade Combat Team) consta di 4400 uomini, e che gli Usa e gli alleati hanno formato anche brigate meccanizzate e corazzate, il numero di 63mila unità riferito da Milley può essere considerato coerente.
Le truppe statunitensi hanno addestrato gli ucraini nell’area della base di Grafenwoehr in Germania per quasi un anno: qui i soldati ai soldati di Kiev viene insegnato come si maneggia un obice M-777, un veicolo corazzato tipo “Bradley” e da qualche settimana sarebbe cominciato anche l’addestramento per la guida dei carri armati M1A2 “Abrams”. La formazione ha riguardato singoli sottufficiali e ufficiali e personale vario anche per l’utilizzo di sistemi da difesa aerea, del genio, e per quanto riguarda la logistica e il pronto soccorso, nonché, ovviamente, per le tattiche di combattimento in uso nella Nato.
Quest’ultimo passaggio, come detto di recente, potrebbe rappresentare un pericolo per l’Alleanza, ma come abbiamo potuto analizzare, è più probabile che i dati ricavati dal conflitto in Ucraina verranno utilizzato dalla Nato per la modifica delle proprie tattiche di combattimento o addirittura, dati i nuovi armamenti usati spesso in modo non convenzionale, per la nascita di nuove.
Il Segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin, facendo eco a Milley, ha aggiunto che gli Stati Uniti stanno continuando a generare potenziale di combattimento per Kiev e che ora stanno addestrando ed equipaggiando tre brigate ucraine in Germania oltre agli altri corsi di addestramento in corso nella regione.
Non sappiamo il numero dei soldati ucraini addestrati dalle altre singole nazioni europee, ma si ritiene che il Regno Unito, da solo, sia capace di formare 10mila uomini ogni 120 giorni.
Non bisogna pensare che questi numeri siano la totalità delle nuove truppe a disposizione per l’esercito ucraino: Kiev, a fine aprile 2022, riferiva di aver addestrato circa 40mila uomini e bisogna anche considerare i volontari provenienti dall’estero, il cui numero non è quantificabile esattamente ma che potrebbe aggirarsi tra i 2mila e i 12mila uomini – in maggior parte provenienti dalla Polonia e dai Paesi Baltici. Dopo che l’Ucraina ha formato la sua Legione di difesa internazionale, si erano uniti 20mila volontari provenienti da 52 nazioni ma ora quel numero sembra essersi ridotto di parecchio.
A che punto è il training
L’addestramento comunque ha subito mesi di ritardo, come riporta il Guardian, essendo effettivamente cominciato con la consegna di armamenti pesanti all’Ucraina, e pertanto ha dato alle forze russe il tempo di costruire una serie di linee di difesa lungo quasi tutto il fronte, complicando notevolmente le possibilità di sfondamento agli ucraini.
Il risultato, secondo il quotidiano britannico, è che le forze ucraine hanno avuto circa due mesi per padroneggiare una panoplia di sistemi d’arma occidentali in vari stati di efficienza, e per prendere nuove truppe e cercare di prepararle per alcuni dei compiti tattici più difficili che possono essere richiesti a una forza ovvero sfondare una linea difensiva articolata e profonda come quella che hanno stabilito i russi.
Un altro problema è che gran parte della formazione fornita è stata mal progettata. I singoli soldati possono essere addestrati in Ucraina, come abbiamo visto, ma quello che non può essere fatto facilmente lì – coi campi di addestramento ucraini bersagliati dai russi – è l’addestramento delle unità al di sopra della compagnia. Per questo motivo, per alcuni reparti di Kiev è stata organizzata una formazione collettiva nei campi di addestramento europei.
Tuttavia, la Nato ha un mantra che recita “train as you fight” (addestrarti mentre combatti) ma le truppe ucraine hanno chiarito di non essere state in grado di farlo nelle aree di addestramento occidentali. Non sono stati in grado di far volare i loro Uav (Unmanned Air Vehicle) a causa di vincoli normativi, o utilizzare il proprio software di controllo del fuoco perché non è certificato dalla Nato.
Il sostegno occidentale a Kiev, come sappiamo, non è cominciato col conflitto in atto, bensì risale al 2014 ovvero a quando la Russia ha aggredito l’Ucraina col colpo di mano che ha portato all’annessione della Crimea e con la destabilizzazione del Donbass.
Il percorso di formazione dell’esercito ucraino, allora mal addestrato e mal equipaggiato, è stato intrapreso con l’addestramento alle tattiche Nato dei primi reparti a partire dal 2015: il Regno Unito, in particolare, con l’Operazione Orbital, ha addestrato circa 17500 uomini sino al 2019 che sono andati a formare il nucleo centrale dell’esercito ucraino moderno che prima dell’invasione russa poteva contare su 145/150mila uomini (incluse le forze aviotrasportate/paracadutisti) e su approssimativamente 50mila effettivi della Guardia Nazionale (che sovrintende al controllo dei confini), a cui si aggiungevano 10mila della difesa civile. Nel 2014, durante la destabilizzazione ad opera della Russia, era composto da circa 6mila effettivi.
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