Nel drammatico pallottoliere delle perdite e dei vantaggi fra Russia e Ucraina, si inserisce nelle ultime settimane anche una grave carenza riscontrabile all’interno dei sistemi di difesa russi: Mosca sarebbe a corto di radar di controbatteria, secondo l’intelligence britannica, in particolare dei moderni Zoopark-1M.
La sopravvivenza delle forze di terra russe si basa sull’efficace individuazione dell’artiglieria ucraina e dunque sull’affidamento ad un numero congruo di questi sistemi: a denunciare per primo la carenza di questi mezzi è stato il general-maggiore Ivan Popov, dopo essere stato licenziato al comando della 58esima Armata d’Armi Combinate russa. Filmati da fonti open source dimostrerebbero, inoltre, che all’inizio di luglio l’ennesimo sistema radar di questo tipo sarebbe stato distrutto proprio nell’area di competenza dell’armata di Popov. Oryx, un milblog che conteggia le perdite materiali delle due parti dall’inizio del conflitto, registra la perdita di 38 radar di questo tipo: 25 sarebbero andati distrutti, quattro danneggiati e nove catturati. Tra questi due 1L219, 2 1L259, 8 1L261.
Cos’è il sistema Zoopark
All’anagrafe noto come 1L260, questo sistema è progettato per rilevare le postazioni di artiglieria e lanciarazzi nemiche. Progettato nei primi anni Duemila, viene utilizzato per intercettare in tempo reale l’attacco nemico e per comunicare tempestivamente il bersaglio alle forze amiche. Questo radar è costituito da un gruppo di antenne pieghevoli o ripiegabili, montato su un palo, il che consente una maggiore facilità e rapidità di trasporto: possiede, infatti, un tempo di dispiegamento/evacuazione di 5 minuti e può intercettare 12 bersagli contemporaneamente.
Le sue caratteristiche lo rendono il mezzo fondamentale per intercettare colpi di mortaio, generica artiglieria ma soprattutto i sistemi di lancio di razzi multipli (Mlrs) con un range che va dai 23 ai 27 km di distanza per i proiettili di artiglieria, tra i 32 e i 45 km per i razzi, fino a 65 km per i missili balistici tattici di dimensioni simili agli Atacms. Questo sistema è posizionato sui cingolati GM-5955: l’equipaggio è composto da tre persone (comandante-operatore-autista). Oltre ad avere un ruolo fondamentale di risposta, permette di aver una precisione massima, riducendo al minimo le probabilità di danni collaterali.
Perché i radar di controbatteria sono fondamentali
La notizia della futuribile penuria di questi sistemi aveva cominciato a circolare nel marzo scorso, quando le forze speciali dell’Ucraina avevano pubblicato un video che documentava la distruzione di un radar Zoopark in quel di Donetsk.
Sebbene si tratti di sistemi difensivi, questi radar agiscono come un moltiplicatore di forza, pertanto la loro rigenerazione diventa fondamentale per entrambe le parti. Tuttavia, per la Russia rimpinguare numericamente i sistemi Zoopark non è affatto semplice: il loro funzionamento, infatti, si basa su forniture elettroniche ad alta tecnologia interrotte dalle sanzioni occidentali. Gli Zoopark, infatti, sono un prodotto di eccellenza della Tula Strela Enterprise, il complesso militare-industriale russo che conduce ricerche scientifiche, produce e ripara prodotti militari che Mosca utilizza all’interno dell'”operazione speciale” in Ucraina. Accanto agli Zoopark, la Russia starebbe utilizzando i cosiddeti IL 271 Aistenok Ku-band (ovvero comprende le frequenze tra i 12 e i 18GHz), in grado di individuare i colpi di mortaio a 750 metri di distanza.
Il lato ucraino
Anche l’Ucraina è stata rifornita di questo tipo di sistema e si ritiene che le forze ucraine abbiamo già largamente appreso le vulnerabilità del sistema e le stiano condividendo con i Paesi amici della Nato: si tratta degli AN/TPQ -36 Firefinder di fabbricazione statunitense, realizzati dalla Northrop Gunman e sviluppati dalla Hughes Aircrafts Co. alla metà degli anni Settanta. Questi possiedono un raggio di intercettazione pari a 24 km e sono compatibili con gli Himars: gli Stati Uniti avrebbero testato la capacità di questi sistemi già a partire dal 2014. Oltre ai radar di fabbricazione americana, Kiev utilizza anche i sistemi di controbatteria a banda Hensoldt Cobra-C di fabbricazione tedesca, in grado di rilevare e tracciare circa 1500 obiettivi in un raggio di 250 km.
La centralità di questi sistemi è figlia del ruolo che l’artiglieria conserva in questo conflitto sebbene sia stato definito in differenti modi alla luce del suo lato “ibrido” e “cyber“. Per certi versi, infatti, questa resta una guerra vecchio stile. L’artiglieria, inoltre, torna ad essere cruciale proprio nel bel mezzo della controffensiva ucraina che, per il momento, non sembra sortire alcuna rivoluzione copernicana sul campo. L’artiglieria, infatti, è ciò che consente di passare dalla postura difensiva a quella offensiva, anche a livello psicologico, contribuendo a infrangere la coesione e i propositi del nemico. Per questa ragione, la combinazione tra potenza di fuoco rinnovata e penuria dei sistemi radar di controbatteria russi potrebbero, insieme, essere la svolta che Kiev sta cercando.
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