Dal Giappone all’Ucraina, passando attraverso gli Stati Uniti. Tokyo starebbe discutendo con Washington la fornitura di proiettili d’artiglieria da 155 millimetri da destinare all’offensiva delle forze armate ucraine nei territori conquistati dalla Russia.
La caccia globale del blocco occidentale ai proiettili di artiglieria da destinare a Kiev si è intensificata, mentre gli uomini di Volodymyr Zelensky premono per riconquistare il territorio nel sud-est del Paese. Dall’inizio del conflitto ad oggi, gli Usa hanno inviato in Ucraina più di due milioni di proiettili di artiglieria da 155 mm, ma servono ulteriori scorte. È per questo che Washington ha fatto e continua a fare pressioni sui suoi alleati per fornire ulteriori rifornimenti agli ucraini.
Le leggi in vigore in Giappone vietano l’esportazione di armi, ma il nodo potrebbe presto essere sciolto in favore di una fumata bianca. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il governo nipponico valuta infatti la possibilità di consegnare agli Stati Uniti i suddetti proiettili di artiglieria da 155 mm in base ad un accordo del 2016 che consente ai due Paesi di condividere le munizioni, come parte della loro alleanza di sicurezza di lunga data. Ovviamente, i proiettili andrebbero a rimpinguare le forniture statunitensi, e quindi a sostenere lo sforzo bellico dell’Ucraina.

Il contributo del Giappone alla guerra in Ucraina
Il segretario alla Difesa americano, Lloyd Austin, ha tenuto colloqui all’inizio di questo mese a Tokyo con il ministro della Difesa giapponese Yasukazu Hamada. Dopo l’incontro, Austin ha elogiato il Giappone per il supporto militare non letale fornito all’Ucraina, ma ha anche affermato che sarebbe gradita ulteriore assistenza da parte di Tokyo.
Certo è che, alla fine dello scorso anno, il governo nipponico si è impegnato ad aumentare drasticamente la spesa militare in cinque anni, fino al 2% del suo prodotto interno lordo. Gli Stati Uniti hanno applaudito la mossa, sperando che il Giappone possa svolgere un ruolo chiave nella sicurezza regionale asiatica e respingere la crescente potenza militare della Cina. Non a caso, Washington ha anche incoraggiato lo sviluppo di legami tra Tokyo e la Nato, con l’Alleanza atlantica pronta ad aprire un ufficio di collegamento nella capitale giapponese.
Tornando al dossier ucraino, è impossibile sapere quanti proiettili potrebbe fornire il Giappone agli Usa o quando Tokyo si deciderà a compiere l’importante passo in avanti. Ricordiamo che, stando ad alcune stime del dipartimento della Difesa Usa, le truppe ucraine usano più di 90mila colpi di munizioni da 155 mm al mese.
Aiuti militari dall’Asia
Il ministero della Difesa giapponese ha dichiarato di non aver preso alcuna decisione definitiva sulla fornitura di proiettili di artiglieria agli Stati Uniti o all’Ucraina, spiegando che sono in corso varie discussioni con gli Usa.
Dall’inizio della guerra, il Giappone ha inviato all’Ucraina giubbotti antiproiettile, elmetti e altri aiuti militari non letali, ma non armi. Dopo la sua sconfitta nella Seconda guerra mondiale, questo Paese ha rinunciato all’uso della forza militare per risolvere le controversie internazionali. Negli anni Sessanta, il governo approvò inoltre restrizioni all’esportazione degli armamenti ed escluse il trasferimento di armi letali all’estero.
Sebbene il piano dei proiettili di artiglieria non implicherebbe l’invio diretto di armi letali sul campo di battaglia, l’intero tema è politicamente delicato in Giappone, dove molti elettori si sentono a disagio di fronte all’idea di essere intrappolati in conflitti all’estero.
I media statunitensi hanno intanto sottolineato che gli Stati Uniti avrebbero già raggiunto un accordo con la Corea del Sud per la fornitura di migliaia di proiettili d’artiglieria da 155 millimetri da destinare all’Ucraina, nonostante Seul abbia smentito indiscrezioni in proposito soltanto il mese scorso.
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