Dal 29 maggio al 9 giugno, Finlandia, Norvegia e Svezia ospitano l’esercitazione internazionale Arctic Challenge 2023 (Ace), quest’anno giunta alla sua sesta edizione e sempre organizzata, dal 2013 ogni due anni, dalle tre nazioni scandinave.
Le manovre, che fanno parte della cooperazione per la difesa nordica Nordefco, sono gestite da quattro basi – Orland in Norvegia, Kallax in Svezia, e Rovaniemi e Pirkkala in Finlandia – coinvolgono le forze aeree di 14 differenti Paesi e della Nato, mobilitano oltre 3mila unità del personale e circa 150 velivoli.
In generale, le aeronautiche svedesi, norvegesi e finlandesi svolgono regolarmente addestramento transfrontaliero combinato relativo al combattimento aereo gestito dalle loro basi di origine. Lo scopo iniziale dell’Ace, non a caso, era che Stoccolma, Oslo ed Helsinki praticassero insieme, al di fuori dei rispettivi confini, esercitazioni aeree congiunte in vista di eventuali necessità.
Dalle prime edizioni ad oggi, tuttavia, la situazione geopolitica globale è completamente cambiata, così come lo status di Finlandia e Svezia, con la prima entrata a far parte dell’Alleanza atlantica e la seconda in procinto di aderirvi. L’Ace, di fatto diventata un’opportunità unica di addestramento congiunto tra alleati, ha così incluso ancora più Paesi partner. E il risultato è il mosaico odierno.

L’Arctic Challenge 2023
L’aeronautica militare finlandese è responsabile della pianificazione e della direzione dell’Ace 2023, una delle più grandi esercitazioni aeree in Europa nel corso di quest’anno. I partecipanti di quest’anno includono: Danimarca, Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Germania, Paesi Bassi, Francia, Belgio, Svizzera, Repubblica ceca e Italia. La Nato parteciperà con velivoli equipaggiati con l’Airborne Warning and Control System (Awacs).
A proposito delle novità da sottolineare, Ace 2023 è la prima edizione Ace con la Finlandia membro dell’Alleanza atlantica, nonché la prima grande esercitazione tenutasi in un contesto europeo che include i caccia F-35. Questi caccia di quinta generazione parteciperanno dalla Norvegia, dagli Stati Uniti, dal Regno Unito, dai Paesi Bassi e dall’Italia.
“L’esercitazione Arctic Challenge è ormai ben consolidata come un concetto di esercitazione nordica che, nella sua forma attuale, offre ai partecipanti l’opportunità di sviluppare la cooperazione tra aerei da combattimento di quarta e quinta generazione e sistemi avanzati di difesa aerea. L’area di esercitazione è ampia, e consente l’addestramento per scenari tatticamente impegnativi con un gran numero di velivoli”, ha affermato in un comunicato stampa il vice capo di Stato Maggiore delle operazioni dell’aeronautica finlandese, Henrik Elo.

Un messaggio a Mosca
Se in un primo momento l’Ace poteva essere considerata un’esercitazione di routine per la difesa dell’area nordica, ora può tranquillamente essere vista come un chiaro messaggio rivolto verso la Russia, principale rivale Nato nel quadrante scandinavo.
Lo scopo dell’Arctic Challenge 2023 è quindi quello di rafforzare la capacità dei partecipanti di svolgere compiti di combattimento all’interno di grandi operazioni aeree multinazionali, in modo sicuro ed efficace. Inoltre, queste manovre sono chiamate a sviluppare metodi e tattiche di combattimento aereo tra i vari tipi di aerei coinvolti.
Oltre ai citati F-35, l’esercitazione include F16, Jas Gripen e F/A-18 Hornet, nonché aerei di collegamento, da trasporto e cisterna. Attraverso il concetto di attraversamento delle frontiere, vengono praticate anche l’interoperabilità, gli accordi per il sostegno del Paese ospitante e la ricezione di assistenza internazionale.
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