Skip to content
Guerra

I segnali della Nato e la verità dietro la controffensiva di Kiev

La controffensiva ucraina resta il grande nodo della guerra scatenata dalla Russia a febbraio del 2022. Molti osservatori si chiedono quando essa possa iniziare. Kiev sostiene che sia già di fatto partita nel momento in cui sono iniziate le procedure...
Ucraina, Zelensky al fronte con i soldati (ANSA)

La controffensiva ucraina resta il grande nodo della guerra scatenata dalla Russia a febbraio del 2022. Molti osservatori si chiedono quando essa possa iniziare. Kiev sostiene che sia già di fatto partita nel momento in cui sono iniziate le procedure di riarmo e movimento di truppe. “Le nostre truppe fermano con successo il nemico in altre direzioni, l’offensiva è in quattro direzioni principali dal nemico: Bakhmut, Mariinka, Avdiivka, Lyman. Le forze armate dell’Ucraina continuano attivamente l’assalto che può essere considerato parte della controffensiva”, ha spiegato la viceministra della Difesa Hanna Molyar.

Newsweek dà come possibile data di inizio il 30 aprile, mentre altri osservatori e funzionari segnalano che in realtà la data più probabile slitterà a fine maggio o forse anche giugno, a seconda anche delle condizioni meteorologiche e di quelle del terreno. La cautela in questi casi è d’obbligo soprattutto dopo la fuga di notizie dal Pentagono.

La Russia attende le operazioni ucraine da tempo, con il capo dei mercenari Wagner, Evgenij Prigozhin, che forse per sfruttare a suo vantaggio politico un eventuale arretramento di Mosca già ha avvertito della necessità di negoziare. In ogni caso, fonti del Guardian affermano che i leader occidentali sono consapevoli che Vladimir Putin userà “ogni mezzo” in risposta all’avanzata di Kiev.

Mappa di Alberto Bellotto

Il negoziato dopo la controffensiva

La questione diventa sempre più dirimente, perché nonostante dagli Stati Uniti arrivino segnali sul fatto che la guerra non dovrebbe concludersi entro l’anno, è altrettanto chiaro che la controffensiva ucraina possa rappresentare il momento di svolta anche per accelerare sul piano del difficile negoziato tra Kiev e Mosca. L’obiettivo dei Paesi che supportano le forze ucraine sembra essere quello di far sì che la nuova spinta delle truppe di Volodymyr Zelensky metta quest’ultimo in una posizione di vantaggio nei futuri colloqui con la controparte russa.

Come ricordato da Marco Ventura su Il Messaggero, il sottosegretario alla Difesa Usa, Colin Kahl, ha detto chiaramente a Foreign Policy che “i negoziati non sono imminenti, si combatterà ancora per mesi, ci saranno combattimenti intensi, entrambe le parti cercheranno di avvantaggiarsi sul terreno, ma l’Ucraina si troverà in una condizione migliore per sedere al tavolo del negoziato”. Sotto questo profilo, è interessante il parallelismo con le parole del capo di Stato Maggiore della Difesa italiana, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, che parlando all’Atlantic Council ha spiegato che la controffensiva ucraina, unita alle sanzioni, potrebbe portare le parti a un tavolo negoziale nella speranza che si giunga a un accordo per la cessazione delle ostilità. Un’ipotesi che secondo l’Occidente può concretizzarsi solo grazie a un impegno per rendere possibile la vittoria in questa controffensiva.

Quanto può resistere l’Ucraina

La partita è in ogni caso molto complessa. Al netto delle aspirazioni di Kiev e del sostegno tecnologico e bellico da parte occidentale, resta il tema di quanto sia in grado di resistere l’Ucraina nel breve e nel lungo termine soprattutto per quanto concerne la difesa aerea. Il sistema di difesa ucraino, per quanto foraggiato dal flusso di munizioni e sistemi occidentali, non sembra essere in grado di resistere al lungo di fronte a una Russia che concentra tutti i suoi sforzi contro Kiev. Il New York Times, citando fonti del Pentagono, ha confermato il nuovo pacchetto di aiuti da Washington per 325 milioni di euro e consistente anche in munizioni per sistemi lanciarazzi Himars e mine anticarro.

Il problema della contraerea ucraina

Il problema però, come sottolineato da molti, è quello della difesa aerea, dal momento che lo stesso Financial Times ha avvertito che i documenti di intelligence Nato e ucraini e le dichiarazioni di ministri e funzionari hanno ribadito un dato molto chiaro: gli attacchi missilistici e con i droni da parte russa hanno quasi esaurito le scorte ucraine, avendo costretto Kiev a un continuo utilizzo dei propri sistemi di difesa aerea. Il quotidiano finanziario ha fornito anche una data precisa: secondo l’intelligence Usa, entro il 23 maggio la capacità dell’Ucraina di proteggere le proprie truppe in prima linea da attacchi aerei potrebbe essere quasi azzerata. Nel caso, le munizioni e i sistemi occidentali potrebbero non essere affatto sufficienti, specie per le difficoltà logistiche e di addestramento. E questo comporterebbe un nuovo vantaggio per Mosca in caso volesse usare in modo massiccio la propria forza aerea.

La controffensiva e un nuovo stallo

Questi elementi possono far capire in modo più preciso il motivo per cui la controffensiva di Kiev di questa primavera può essere decisiva. Avanzare ora significherebbe guadagnare terreno in una fase in cui la Russia non è ancora in grado di muovere le sue forze aeree senza escludere il rischio che la contraerea ucraina risponda. Inoltre, la sanguinosa e devastante battaglia di Bakhmut può avere inciso in modo sensibile sul numero di effettivi russi in alcune aree appena conquistate, permettendo a Kiev di riprendere alcuni territori in Donbass.

Mosca ha fatto capire più volte di non essere in grado di sostenere ulteriori avanzate, come certificato dalle coscrizioni ma anche dallo stallo delle operazioni in Ucraina orientale. E le dichiarazioni che giungono dalla Federazione, unite al consolidamento delle posizioni, suggeriscono che a Mosca si inizi a riflettere su come terminare il conflitto, anche alla luce degli effetti delle sanzioni.

I segnali da Oltreoceano

In ogni caso, stando a queste indicazioni, sembra difficile che l’esercito ucraino possa fare arretrare pesantemente il nemico, ed è dunque probabile che questo porti a una nuova situazione di stallo che, a sua volta, potrebbe condurre a un possibile negoziato.

Il condizionale in questo caso è d’obbligo, ma l’impressione è che gli alleati di Kiev concordino sulla necessità della controffensiva quanto sulla sua difficoltà. Da Oltreoceano, inoltre, arrivano segnali sul fatto che si vorrebbe evitare di prolungare ulteriormente il conflitto, e lo stesso Kahl ha ricordato che il sostegno Usa non può essere illimitato. Dei 35 miliardi messi in campo dall’inizio del conflitto, ha spiegato l’alto funzionario Usa, “ne sono rimasti tre”. L’obiettivo sembra fare arrivare il prima possibile Kiev a una trattativa in una posizione di vantaggio.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.