La Cina è ancora un Paese in via di sviluppo? Il dibattito è in corso negli Stati Uniti, dove la Camera Usa ha appena approvato all’unanimità un disegno di legge che potrebbe spingere il Segretario di Stato a lavorare per privare la Repubblica Popolare Cinese dell’etichetta, appunto, di “Paese in via di sviluppo” nelle organizzazioni internazionali. Uno status che, di fatto, offre al gigante asiatico un accesso a prestiti preferenziali e ad altri benefici economici.
La misura, intitolata PRC Is Not a Developing Country Act, è stata approvata all’unanimità con 415 voti ed esorta specificatamente il capo della diplomazia Usa a lavorare “per assicurare che la Cina non riceva trattamenti preferenziali o assistenza in seno alle organizzazioni per il suo status di Paese in via di sviluppo”.
In termini più concreti, questo disegno di legge consentirebbe al governo degli Stati Uniti di opporsi all’etichettatura o al trattamento della Cina come Paese in via di sviluppo all’interno di qualsiasi trattato o altro accordo internazionale di cui Washington fa parte. Abbiamo usato il condizionale perché il disegno di legge, prima di diventare effettivo, deve superare lo scoglio del Senato ed essere approvato, di fatto, dal presidente Joe Biden. Il suo iter, dunque, è appena iniziato.
L’obiettivo del disegno di legge Usa
Con il disegno di legge Prc is not a developing country Act si intende, insomma, chiedere al segretario di Stato di impegnarsi a cercare di ottenere il cambio di status all’Onu ed altre organizzazioni internazionali di cui Cina e Stati Uniti sono parte. L’obiettivo è che la Cina venga considerata Paese a “reddito medio-alto” e “Paese sviluppato”.
“La Cina è la seconda economia più grande del mondo, rappresentando il 18,6% dell’economia globale” ha dichiarato in aula Young Kim, deputata repubblicana che ha presentato la misura. “La sua economia è seconda solo agli Stati Uniti che sono considerati un Paese sviluppato, è così deve essere considerata la Cina – ha poi aggiunto – invece viene considerata Paese in via di sviluppo ed usa questo stato per farsi gioco del sistema e danneggiare i Paese che sono veramente bisognosi”.
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Cosa vuol dire essere un Paese in via di sviluppo
Nonostante sia la seconda economia più grande del mondo, alle spalle soltanto degli Stati Uniti, la Cina è considerata un Paese in via di sviluppo da alcune organizzazioni internazionali, comprese le Nazioni Unite.
Tale designazione, secondo i legislatori statunitensi, potrebbe consentire ad alcune nazioni di ricevere privilegi o flessibilità speciali in determinati trattati o organizzazioni. Se la Cina non dovesse più essere un Paese in via di sviluppo, questo potrebbe erodere drasticamente alcuni dei benefici che la Cina riceverebbe in seno a varie organizzazioni internazionali.
L’Organizzazione mondiale del commercio, ad esempio, offre ai Paesi in via di sviluppo un “trattamento speciale e differenziato” volto ad aumentare le opportunità commerciali di quei Paesi. L’attuale status della Cina come “nazione in via di sviluppo” le consente anche di accedere ai prestiti per lo sviluppo della International Finance Corporation (IFC) della Banca Mondiale.
Non è ancora chiaro se il PRC Is Not a Developing Country Act sarà preso in considerazione al Senato, dove i senatori Mitt Romney e Chris Van Hollen hanno presentato a loro volta un disegno di legge simile noto come Ending China’s Developing Nation Status Act.
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