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Guerra

La Russia guadagna terreno in Donbass: Bakhmut al centro di feroci combattimenti

Con la neve già caduta abbondante e il freddo che inizia a farsi sentire profondamente in Ucraina, la Russia cerca di sfruttare gli ultimi spiragli possibili per correggere il fronte nel Donbass e evitare sorprese in Ucraina. Mentre la guerra...

Con la neve già caduta abbondante e il freddo che inizia a farsi sentire profondamente in Ucraina, la Russia cerca di sfruttare gli ultimi spiragli possibili per correggere il fronte nel Donbass e evitare sorprese in Ucraina. Mentre la guerra scatenata il 24 febbraio scorso si avvicina ai trecento giorni di durata (cadranno il 20 dicembre), la Russia è entrata nella logica di un “secondo tempo” nel 2023: la chiusura della Nato e di Kiev a possibili trattative dirette impone di rimettere gli occhi alla realtà sul campo.

L’obiettivo è riconquistare alcuni villaggi persi con l’offensiva autunnale delle forze ucraine, ricompattarsi attorno alle basi principali, evitare salienti alle proprie spalle per non subire sabotaggi alla logistica e correggere il fronte per eventuali offensive future. Nell’oblast di Donetsk il capoluogo è oggetto di avanzate di fanteria in direzione di Limansky, riconquistata nei mesi scorsi da Kiev. Inoltre, Global Security riporta che “secondo informazioni non confermate, le forze armate dell’Ucraina hanno ritirato un certo numero di loro unità da Soledar per rafforzare la difesa sulla linea successiva sullo sfondo di pesanti perdite vicino a Bakhmut“. Tale centro è assieme a Avdiivka bersaglio dei combattimenti più duri. E per Volodymyr Zelensky la città rischia di essere rasa al suolo per i colpi di artiglieria e missili. Le forze russe sono riuscite a catturare diversi villaggi a sud di Bakhmut, ma i loro sforzi per conquistare la città con un movimento aggirante, sono frustrati a detta del Warsaw Institute dalla tennace resistenza di Kiev attorno alle vie di rifornimento che corrono a nord e ad ovest della cittadina da 70mila abitanti.

Le truppe ucraine provano a muoversi in interdizione, colpendo con mortai e missili Himars le concentrazioni di truppe russe: le forze di Kiev, infatti, per Global Security “non hanno smesso di bombardare gli insediamenti delle repubbliche del Donbass. Nel pomeriggio” del 9 dicembre e nella giornata del 10 “Donetsk, Makeevka, Khartsyzsk, Yasinovataya, Zaitsevo e Golmovsky sono diventati bersagli dei militari” del Paese invaso.

La Russia rivendica successi e la costruzione di “linee del fronte più vantaggiose”. Spazio anche a manovre in avanzata nell’oblast di Lugansk: “Due contrattacchi di unità delle Forze Armate ucraine, rinforzate da mercenari stranieri, sono stati sventati dal fuoco dell’artiglieria e dalle azioni intensive delle truppe in direzione degli insediamenti di Chervonopopovka e Chervonaya Dibrova nella Repubblica Popolare di Lugansk”, ha detto il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov.

Dopo le voci diffuse i giorni scorsi da Kiev secondo cui la Russia starebbe addirittura pensando di rinforzare le difese nella sua roccaforte di Kursk, il governo di Vladimir Putin voleva dare un segno della sua capacità d’azione. Oltre agli attacchi di terra in Donbass è in azione anche il resto delle forze formato da aeronautica e batterie missilistiche. A darne conferma l’esercito ucraino: le truppe russe hanno lanciato cinque attacchi missilistici e circa 20 attacchi aerei nel Paese nella giornata del 10 dicembre, ed hanno fatto un uso massiccio dei sistemi missilistici a lancio multiplo (MLRS). I missili russi, si legge nel rapporto quotidiano dello stato maggiore di Kiev, hanno colpito insediamenti come Velyka Pysarivka, nella regione di Sumy, e Komyshuvakha, Hryhorivske e Yulivka, nella regione di Zaporizhzhia. Inoltre, elementi delle forze russe hanno effettuato bombardamenti di artiglieria degli insediamenti dell’oblast di Kherson, che sono vicini alla linea del fronte.

Siamo alla vera e propria guerra di logoramento, col Warsaw Institute che individua nella strategia del graduale colpo alle concentrazioni russe il vero obiettivo dell’esercito ucraino, desideroso di sfruttare le offensive di Mosca per aumentare il conto umano della guerra, già stimabile ai 100mila morti per la Russia. Parliamo, insomma, di strategie di breve respiro in una guerra in cui entrambi i contendenti appaiono stremati: Mosca vuole mettere al sicuro linee locali prima dello stop invernale, Kiev mostrarsi combattiva e pronta a resistere. Il minimo sindacale, diremmo con un linguaggio asettico se in mezzo non ci fosse la morte continua di militari e il proseguio di un inverno di guerra in cui è coinvolta anche l’Europa. Che sarà accomunata dai contendenti dalla grande incertezza in attesa di possibili sviluppi militari o, si spera, diplomatici dopo la pausa forzata alle operazioni sul campo.

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