Skip to content
Guerra

Il giallo dei presunti “boia di Bucha”: “Mai stati in Ucraina”

La foto ha fatto il giro del mondo. Una trentina di ragazzi, per la precisione 26, tutti giovanissimi, posano sorridenti in abiti militari. In primo piano c’è il volto di quello che sembra essere il capo, occhi allungati e tratti...

La foto ha fatto il giro del mondo. Una trentina di ragazzi, per la precisione 26, tutti giovanissimi, posano sorridenti in abiti militari. In primo piano c’è il volto di quello che sembra essere il capo, occhi allungati e tratti tipici della Russia profonda, quella che sconfina nell’Asia e si tuffa nella Siberia. Uno di loro, sigaretta in bocca, tiene tra le mani la bandiera della Repubblica Sakha, o Yakutia, il luogo di provenienza della brigata. Per giorni questa immagine ha immortalato i presunti responsabili dei massacri sui civili andati in scena a Bucha, cittadina ucraina non distante da Kiev.

Li hanno chiamati “boia russi” ma anche “macellai siberiani”. Secondo quanto riportato da InformNapalm, che ha pubblicato un documento di 87 pagine contenente oltre 1.600 nomi e dati personali di soldati russi, i giovani avrebbero fatto parte dell’unità 51460, 64esima brigata di fucilieri motorizzati, e sono guidati dal tenente colonnello Omurbekov Azatbek Asanbekovich. Eppure, sono emersi degli indizi che potrebbero smontare questa narrazione. Già, perché due di loro hanno dichiarato di aver lasciato l’esercito da mesi e di non esser mai stati spediti in Ucraina.



“Mai stato in Ucraina”

Il giornalista Luigi De Biase ha raccontato di aver rintracciato due dei ragazzi immortalati nella foto sopra citata. A quanto pare, nessuno dei due avrebbe mai messo piede a Kiev e dintorni. Non solo: avrebbero lasciato l’esercito da mesi, così come sarebbero in congedo gli altri compagni. De Biase è riuscito a parlare con due di quei ragazzi. Entrambi vivono in Yakutia ma “hanno lasciato l’esercito da mesi” e “non hanno mai messo piede in Ucraina neanche da civili”, ha specificato il giornalista, aggiungendo che “questo naturalmente non riduce le responsabilità russe”.

Nel caso in cui la notizia dovesse trovare ulteriori riscontri, allora i famigerati “boia di Bucha” non sarebbero più quei giovanissimi. ormai finiti nelle prime pagine dei giornali dei cinque continenti. Uno dei ragazzi si chiamerebbe Vladimir Osipov e avrebbe 20 anni. “Mi ha detto che la foto l’hanno scattata a Khabarovsk nel 2019 all’inizio della leva. Lo hanno congedato a dicembre. Da allora è tornato in Yakutia. Vive con la famiglia”, ha scritto De Biase. Osipov ha servito nella 64esima brigata fra il 2019 e il 2021 mentre gli altri soldati presenti nella foto sono coscritti yakuti. “Mi ha detto che, per quel che ne sa, tutti hanno lasciato l’esercito a dicembre”, si legge ancora sul profilo Twitter del giornalista.

Il mistero dei soldati di Bucha

L’altro soldato ha chiesto di essere indicato soltanto con il nome, Andrey, e questo perché “assieme alla foto nei giorni scorsi sono stati resi pubblici su internet e sui social tutti i suoi dati personali”, ha fatto sapere De Biase, il quale ha specificato che il giovane, da allora, riceve messaggi di insulti e minacce. “Come sono arrivato a questi individui? Nel modo più normale che esista. Attraverso contatti personali. Frequento la Yakutia da anni, ogni anno. Non si può fare seriamente questo lavoro stando sempre seduti al computer o solamente leggendo quello che altri scrivono”, ha evidenziato.

Il governo ucraino ha diffuso le sigle delle brigate russe che avrebbero occupato Bucha. In un secondo momento il sito InformNapalm ha condiviso i dati di decine e decine di migliaia di cittadini russi che svolgono o hanno svolto il servizio militare. “Con un avvertimento: alcune tabelle potrebbero essere vecchie, usatele con cautela. Forse qualcuno ha ignorato il consiglio”, ha concluso De Biase.

“La foto l’abbiamo scattata nel 2019, a Khabarovsk, all’inizio della leva”, ha detto, secondo quanto riportato da Il Manifesto, Vladimir Osipov, vent’anni, e macchinista nel distretto di Namsky, ad un paio di ore della Yakutia. “In Ucraina non sono mai stato. Non ho mai preso parte ad alcun combattimento. Il servizio è durato due anni e l’ho svolto con la 64esima brigata, a Khabarovsk, nella base di Knyaze Volkonskoye. Ma la leva è finita a dicembre e io da allora ho sempre vissuto qui con la mia famiglia”, ha chiarito lo stesso Osipov. “Assieme a quella fotografia, giorni fa, sono stati resi pubblici i miei dati personali. I primi ad accorgersene sono stati alcuni amici. Mi hanno avvertito. Mi hanno chiesto che cosa stesse succedendo. Ho ricevuto messaggi con insulti e minacce. Ero sotto shock. Come potete capire è una brutta situazione”, ha aggiunto Andrey. I due ragazzi, dunque, potrebbero aver smentito la versione diffusa da Kiev. E, in base alle loro affermazioni, allora i (presunti) boia di Bucha potrebbero non essere i soldati russi immortalati nella suddetta foto.





Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.