Carri armati e convogli coperti con tappeti, rami e sterpaglia nel tentativo di mimetizzarsi agli occhi dei nemici. Le immagini e i numerosi video che stanno circolando sul web hanno ulteriormente evidenziato le difficoltà che starebbero riscontrando le forze del Cremlino impegnate in Ucraina.
Quello che da tutti viene considerato il secondo esercito più avanzato al mondo – per la cronaca, dietro a quello statunitense – sembra essere stato costretto a ricorrere a metodi artigianali ormai antiquati, a conferma dell’impreparazione generale che regnerebbe tra le fila dei soldati russi. Impossibile trovare una spiegazione alternativa per giustificare i tentativi di Mosca di coprire i propri mezzi dagli attacchi ucraini.
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Se un esercito del genere è stato davvero costretto ad abbassarsi a tale livello, allora emergono due considerazioni: 1) i militari, così come l’intera missione, erano stati mal preparati; e 2) al momento l’esercito russo si troverebbe in seria difficoltà, tanto che c’è chi definisce i comportamenti sopra citati come “mosse della disperazione”.
Abbiamo parlato del camouflage adottato per nascondere i convogli, ma possiamo citare anche la presunta, imbarazzante gestione delle comunicazioni militari da parte dei russi. Che, a quanto pare, sarebbero state intercettate – assieme a discorsi sensibili – poiché trasmesse attraverso smartphone e radio non criptate.
La mossa della disperazione?
Il Washington Post ha provato a chiedersi perché le truppe russe stanno utilizzando i rami degli alberi per mimetizzarsi in Ucraina. La prima risposta da parte degli analisti è tanto chiara quanto emblematica: questo starebbe a indicare una sorprendente mancanza di sofisticatezza, nonché un’ulteriore prova di come fossero non adeguatamente preparati i comandanti inviati ad assediare Kiev e dintorni.
Il camuffamento, infatti, è uno degli aspetti più importanti di ogni missione. Certo, i droni, le immagini satellitari e i telescopi a infrarossi hanno reso sempre più difficile nascondersi sui moderni campi di battaglia, ma il camouflage resta una parte imprescindibile della battaglia. In Ucraina si può tuttavia notare una stranezza.
L’esercito russo, sulla carta militarmente superiore a quello ucraino, ha mostrato diversi elementi dilettantistici. Citiamo, ad esempio, l’espediente adottato dalle forze del Cremlino per mimetizzare i convogli militari, coperti da tappeti, stoffe e paglia. La procedura tattica statunitense, al contrario, consiste nell’avvolgere i veicoli con una rete mimetica leggera quando questi non sono in movimento. Abbassarsi ad usare le sterpaglie è un atto che indica o la mancanza delle competenze di base nel camuffamento o, peggio angora, l’assenza di un’adeguata attrezzatura.
Difficoltà e ostacoli
L’impiego di sterpaglie potrebbe in realtà anche essere un tentativo di ridurre o distorcere le firme di calore che alcune armi, tra cui i missili Javelin forniti all’Ucraina, usano per agganciare i loro obiettivi. Non si capisce, in ogni caso, perché il Cremlino non ha adottato i prototipi mimetici avanzati pubblicizzati nel 2018 dai media nazionali; gli stessi che sarebbero stati in grado di duplicare l’ambiente circostante e confondere i nemici.
Ma, oltre al camuffamento, ci sono altri segnali che hanno lasciato gli osservatori a dir poco perplessi. I soldati russi hanno mostrato la tendenza a parlare su radio e cellulari non protetti, consentendo ai servizi segreti nemici di intercettare i loro messaggi. Come se non bastasse, gli addetti alla logistica e i pianificatori non sarebbero riusciti a distribuire carburante e cibo a sufficienza alle prime linee, spingendo le truppe ad abbandonare i veicoli sul posto e, talvolta, perfino ad arrendersi.
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