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Guerra

La linea rossa di Biden che porta alla guerra mondiale

Linee rosse che non devono essere superate, minacce atomiche realmente ponderate – o forse lanciate semplicemente per spaventare l’avversario – e armi chimiche da non utilizzare. A oltre un mese dall’inizio delle ostilità, sono questi i tre vertici del “triangolo...

Linee rosse che non devono essere superate, minacce atomiche realmente ponderate – o forse lanciate semplicemente per spaventare l’avversario – e armi chimiche da non utilizzare. A oltre un mese dall’inizio delle ostilità, sono questi i tre vertici del “triangolo della paura” che si staglia sopra la guerra in Ucraina. Bata unire i punti per capire quanto sta accadendo e cosa potrebbe accadere tra il blocco occidentale e la Russia, ovvero i due schieramenti contrapposti nello scacchiere di Kiev.

Mosca ha lanciato la sua “operazione militare speciale” lo scorso 24 febbraio, senza indicare limiti temporali. Dato l’elevato numero di uomini impiegati per la missione, gli analisti hanno tuttavia supposto che il Cremlino volesse puntare su una guerra lampo, da iniziare e terminare nell’arco di una manciata di giorni. La realtà è stata però ben diversa, visto che, ancora oggi, l’esercito russo è invischiato in pesanti combattimenti per il controllo delle principali città ucraine.

Fatta la dovuta premessa, arriviamo così alla reazione piccata della Federazione Russa che, forse infastidita per alcuni ostacoli non preventivati, prima per bocca di Vladimir Putin, poi per conto di altri funzionari – dal ministro degli Esteri Sergej Lavrov al portavoce del Cremlino Dmitry Peskov – ha iniziato a parlare di armi nucleari. Chiaro il messaggio rivolto all’Occidente: non intromettetevi in Ucraina altrimenti saremo costretti a ricorrere all’extrema ratio dell’atomica.



Le linee rosse da non superare

Che si tratti di un bluff o meno, in questo modo Putin ha tracciato la prima linea rossa. Nel caso in cui il blocco occidentale dovesse superarla, intervenendo in modo attivo nel conflitto ucraino oppure “minacciando la sicurezza nazionale” della Russia (concetto espresso da Peskov nel corso di una conferenza stampa, tuttavia molto ambiguo e generico), allora il Cremlino si sentirebbe autorizzato a premere il pulsante rosso.

I primi due vertici del triangolo citato rappresentano due punti distinti, l’uno la conseguenza dell’altro: la Federazione Russa traccia una linea rossa, superata la quale c’è il rischio di entrare nel risiko di una ipotetica guerra nucleare.

Ma non è finita qui, perché, a loro volta, gli Stati Uniti hanno tracciatro una seconda linea rossa. Lo avrebbe fatto capire Joe Biden prima della sua recente visita all’82esima divisione aviotrasportata degli Stati Uniti in stanza a Rzeszow, in Polonia. Secondo quanto riferito dalla stampa statunitense, l’inquilino della Casa Bianca avrebbe lasciato aperta la porta all’eventualità di usare le armi atomiche a fronte di non meglio specificate “circostanze estreme”.

Rischio guerra mondiale?

Possiamo però ipotizzare queste circostanze estreme: attacchi chimici o bioligici dei russi in Ucraina. Da giorni, infatti, Biden ripete che qualora le forze del Cremlino dovessero usare armi chimiche o non convenzionali ci sarebbero “gravi conseguenze”.

La conseguenza più grave non è difficile da immaginare: l’entrata in guerra, in via ufficiale, di Stati Uniti e Nato. Che, a quel punto, sancirebbe l’inizio di una pericolosissima nuova guerra mondiale. I primi ad aver sventolato la minaccia dell’arma atomica sono stati i russi, ma Biden non è stato da meno. IE così, in mezzo ai due fuochi, spicca un’Unione europea incapace di farsi carico della questione ucraina senza attendere le mosse di attori esterni, come Washington, Ankara e Pechino.

Al momento la Russia è stata accusata di aver usato bombe al fosforo contro i civili (accusa rispedita al mittente dal Cremlino) ma non armi chimiche. Il clima è comunque teso e, un solo sospetto, potrebbe bastare a far ulteriormente deragliare il conflitto ucraino. Portando il mondo intero verso un punto di non ritorno.





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